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la Biennale di Venezia
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Musica

IRCAM


mercoledì 28 settembre ore 18.00
Sala Concerti di Palazzo Pisani, Conservatorio B. Marcello
 
Yan Maresz (1966) Metallics per tromba ed elettronica (1995, rev. 2001, 11’)
Yann Robin (1974) Art of Metal 2 per clarinetto contrabbasso ed elettronica (2007, 11’)
Franck Bedrossian (1971) Transmission per fagotto ed elettronica (2002, 10’)
Roque Rivas (1975) Conical Intersect per fagotto ed elettronica (2007, 7’)
 
tromba Gabriele Cassone
clarinetto contrabbasso Alain Billard
fagotto Brice Martin
 
I concerti dell’IRCAM integrano un nucleo di laboratori che si svolgeranno per una settimana nel corso del Festival. Focalizzati sulla composizione, l'idea dei laboratori è di mettere a confronto giovani autori italiani con i professionisti del maggior centro di ricerca sul suono, l’IRCAM di Parigi, per mostrare un metodo di lavoro insieme alle ultime novità della tecnologia, con i programmi di scrittura più avanzati (Max, Max4Live, Open Music, etc.). I due concerti offrono uno squarcio su questo fronte della ricerca, con compositori particolarmente rappresentativi, tutti provenienti dall’IRCAM - Franck Bedrossian, Yan Maresz, Yann Robin e Roque Rivas – e compositori italiani che all’IRCAM hanno studiato e si sono specializzati - Francesca Verunelli, Andrea Agostini, Daniele Ghisi, Eric Maestri.
 
Fra i compositori più originali, attualmente responsabile del Corso di composizione ed informatica dell’IRCAM, Yan Maresz, francese anche se nato a Monaco, è soprattutto un intelligente sperimentatore, conosciuto ai suoi esordi per la capacità di intersecare con uguale passione e maestria musica jazz e musica colta, tanto da diventare il principale arrangiatore di John Mc Laughlin. Di Maresz si esegue Metallics, scritto nel ’94 utilizzando il software di scrittura Max.
“Sono sempre stato affascinato – scrive Maresz - dai cambiamenti di carattere che offre l’uso delle sordine sugli ottoni, moltiplicandone così le possibilità espressive. Dopo aver scelto la tromba, abbiamo intrapreso uno studio sulle proprietà acustiche delle principali sordine utilizzate per questo strumento: a tazza, diritta, harmon, wah-wah e whisper. Dopo aver analizzato le caratteristiche specifiche di ciascuna sordina, ho cercato di ricreare le trasformazioni che operano sulla tromba applicandovi in tempo reale le forme spettrali di ogni sordina (tramite filtraggio dei formanti). La tromba è particolarmente adatta a questo tipo di trasformazioni, anche attraverso l’utilizzo di sordine che fanno esattamente questo dal punto di vista acustico. Ho dunque potuto simulare queste diverse sordine sullo strumento che, d’altra parte, le utilizza anche nel brano, creando così un gioco tra immagine sonora reale e ombra sintetica”.
 
Art of Metal 2 di Yann Robin è il secondo tempo di un ciclo concepito per clarinetto contrabbasso in metallo e nato in collaborazione con Alain Billard, solista dell’Ensemble InterContemporain. La prima parte, che data 2006, mette lo strumento a confronto con un ensemble di 17 musicisti, la seconda parte con un dispositivo elettronico e l’ultima, del 2008, quale sintesi delle prime due, coinvolge lo strumento con ensemble ed elettronica.
“Il filo d’Arianna del progetto è un approccio metaforico a ciò che il metallo può ispirare, questa lega spesso sinonimo di forza, potenza, solidità, energia, brillantezza, luminosità. Lo strumento stesso è interamente di metallo; un’ancia di metallo è stata creata appositamente per l’occasione per sostituire quella che normalmente è in ebanite. Oltre alla ricerca di potenti sonorità metalliche, l’altra preoccupazione principale è il suono che l’emissione della voce nel clarinetto contrabbasso può produrre. Questo missaggio genera disturbi e modifica considerevolmente il timbro dello strumento. La voce si fa canto, o meglio, grido. Queste grida, emesse con blocchi di armonici, amplificano la distorsione e la saturazione del suono, i timbri sembrano esplodere e producono una violenta energia. Tutto ciò è accresciuto dall’elettronica, che immerge l’ascoltatore all’interno del suono stesso grazie a un sistema di spazializzazione che permette di modificare virtualmente i parametri acustici di una sala e dunque di cambiarne la percezione psicoacustica” (Yann Robin).
 
Come Maresz e Robin, anche l’opera di Franck Bédrossian – di cui la Biennale presenta Transmission per fagotto e elettronica - è caratterizzata dalla ricerca sul suono, dal controllo della sua emissione, dalla sua distorsione e dal suo impatto fisico. Bédrossian lavora su suoni grezzi e saturati, sull'idea di transizione, di trasformazione e di modellazione dell’impasto sonoro. Bédrossian rivendica una doppia filiazione: da Lachenmann per quanto riguarda il lavoro sul suono e da Grisey per le nozioni di processo e direzionalità armonica. Nelle note di presentazione dell’IRCAM la scrittura di Bédrossian è apparentata all'espressionismo astratto di Rothko e Pollock, al rapporto dell'immagine con una temporalità rallentata di Bill Viola, alla spoliazione dell'espressionismo di Beckett. Un apparentamento che esiste anche rispetto al jazz e al rock, in virtù dell’approccio fisico e dell'emissione naturale della voce di questi generi musicali.
 
Di nuovo fagotto ed elettronica per Conical Intersect del cileno Roque Rivas. Il titolo riprende quello di un’opera di Gordon Matta-Clark, artista americano celebre negli anni ’70 per il cosidddetto "taglio di edifici". Nel 1975 Matta-Clark aveva scavato un buco a spirale all’interno di due case vicine al Centre Pompidou, nel quartiere di Les Halles, con l’idea di liberare questi spazi dai loro vincoli sociali e pratici. Ne fa anche un film, che cattura il taglio operato e inquadra il cantiere del nuovo Centre Pompidou. La forma dell’opera di Matta-Clark è stata concepita alla stregua di un contrappunto all’imponente sagoma del Centre Pompidou. “L’omonimo brano musicale è ispirato dall’incontro, o meglio, da quella strana giustapposizione del 1975 tra gli architetti ideatori del Centre Pompidou (Renzo Piano e Richard Rogers) e ‘l’anarchitetto’ americano Gordon Matta-Clark. Allo stesso modo questo brano musicale utilizza il contrasto, a dir poco barocco, tra le sonorità hi-tech di uno strumento a forma conica (il fagotto) e le tessiture rudimentali (riutilizzazione di oggetti sonori) prese a prestito dai rumori della strada, delle fabbriche e dei cantieri” (Roque Rivas).
 
Yan Maresz (Monaco – Principato di Monaco, 1966). Comincia il suo percorso musicale studiando pianoforte e percussioni nella sua città natale; si dedica poi alla chitarra jazz, che impara da autodidatta. Tra il 1984 e il 1986 studia jazz al Berklee College of Music di Boston e progressivamente si orienta verso la composizione, che apprende sotto la guida di David Diamond alla Juilliard School di New York dal 1987 al 1992 grazie a una borsa di studio assegnatagli dalla fondazione Princesse Grâce de Monaco. Nel 1994 segue il Cursus di composizione e informatica musicale dell’IRCAM e partecipa anche ai corsi di Tristan Murail. Questa esperienza lo porta a scrivere Metallics per tromba sola e dispositivo elettronico in tempo reale. Ottiene diversi premi e riconoscimenti, in particolar modo il Premio Città di Trieste (1991), il Prix Rossini dell’Académie des Beaux-Arts di Parigi (1994) e il premio Hervé Dugardin assegnatogli dalla SACEM (1995). Nel 2006, insegna composizione elettroacustica presso il Conservatorio nazionale superiore di Parigi e da quello stesso anno è responsabile dell’organizzazione artistica del Corso di composizione e informatica musicale dell’IRCAM.
 
Yann Robin (Francia, 1974). Inizia i suoi studi musicali ad Aix–en-Provence. Nel 1994, entra nella classe di jazz del CNR di Marsiglia dove ottiene un primo premio. Allo stesso tempo frequenta la classe di composizione di Georges Bœuf, dove riceve un primo premio all’unanimità, accompagnato da una segnalazione di merito della SACEM. Prosegue gli studi d’armonia e contrappunto al CNR di Parigi e studia musicologia alla Sorbona. Nel 2003, entra al Conservatorio nazionale superiore di Parigi, nella classe di composizione di Frédéric Durieux e in quella di Michaël Levinas, dove ottiene il premio per l’analisi. Nel 2004 partecipa al corso di composizione di Jonathan Harvey al centro Acanthes, in seguito è alla Fondazione Royaumont dove lavora con Brian Ferneyhough, Michaël Levinas e Jean-Luc Hervé. Tra il 2006 e il 2008 frequenta i due anni del percorso informatico dell’IRCAM.
Fra le sue composizioni: Les Couleurs du Temps per l’Orchestre National d’Harmonie de Jeunes (commissione del Ministero della Cultura, 2003); Styx per cui vince il primo premio al Concorso internazionale di composizione Frédéric Mompou di Barcellona (2004); Quatuor Phigures per l’Ensemble InterContemporain; Chaostika per percussioni e dispositivo elettronico 5.1 (mentre è in residenza a La Muse en Circuit, 2005); Polycosm per cinque strumenti tradizionali e orchestra (commissione della SACEM, 2005); il lavoro di teatro musicale Ni l’un ni l’autre, ispirato dal romanzo di Goethe Wilhelm Meister - Gli anni dell’apprendistato (commissione dell’ARCAL per la stagione 2006/2007). Dal 2006 al 2008 è compositore ospite dell’Orchestra Nazionale di Lille. Nel 2005 fonda con altri compositori l’Ensembe Multilatérale e ne diventa il direttore artistico. La sua musica è pubblicata da Editions Jobert.
 
Franck Bedrossian (Parigi – Francia, 1971). Dopo studi di scrittura, orchestrazione e analisi al CNR di Parigi, studia composizione con Alain Gaussin e entra al Conservatorio nazionale superiore di Parigi (classe di Gérard Grisey, poi di Marco Stroppa) dove ottiene un primo premio in analisi e il diploma di Formation supérieure de composition all'unanimità. Nel 2002/03, segue il Corso di composizione e informatica musicale all'IRCAM con Philippe Leroux e Philippe Manoury. Parallelamente completa la sua formazione con Helmut Lachenmann (Centre Acanthes 1999, Internationale Ensemble Modern Akademie 2004). Le sue opere sono eseguite in Francia e all'estero da ensemble quali l'Itinéraire, 2e2m, Ictus, Court-Circuit, Cairn, Ensemble Modern, Alternance, Ensemble InterContemporain, Orchestra Nazionale di Lione, nell'ambito dei festival Agora, Résonances, Manca, RTE Living, Music Festival, l'Itinéraire de nuit, Ars Musica. Nel 2001 ha ottenuto una borsa dalla Fondation Meyer, dalla Fondation Bleustein-Blanchet e, nel 2004, il premio Hervé Dugardin della SACEM. L'istituto di Francia (Accademia di Belle Arti) gli ha conferito il premio Pierre Cardin de Composition musicale nel 2005. È borsista a Villa Medici a Roma dal 2006 al 2008. Dal settembre 2008 insegna composizione all'Università di Berkley in California. Le sue opere sono pubblicate dalle Edizioni Billaudot.
 
Roque Rivas (Santiago del Cile – Cile, 1975). Studia composizione elettroacustica e informatica musicale al Conservatorio nazionale superiore di musica e danza di Lione prima di entrare nella classe di perfezionamento in composizione al Conservatorio nazionale superiore di musica e danza di Parigi. Nel 2005 riceve il premio Francis et Mica Salabert per il dipartimento di composizione del Conservatorio nazionale superiore di composizione e d’informatica musicale dell’IRCAM; il brano che crea per il secondo anno, Mutations of matter per cinque voci, elettronica e video, è stato presentato il 7 luglio 2008 nell’ambito del Festival Agora.