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la Biennale di Venezia
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Musica

IRCAM


venerdì 30 settembre ore 18.00
Sala Concerti di Palazzo Pisani, Conservatorio B. Marcello
 
Andrea Agostini (1975) Gli atomi che s’accendevano e radiavano per sassofono baritono ed elettronica (2009, 7’) prima es. it.
Eric Maestri (1980) Ritratto vivente per violino ed elettronica (2010, 7’) prima es. it.
Francesca Verunelli (1979) Interno rosso con figure per fisarmonica ed elettronica (2009) prima es. it.
Daniele Ghisi (1984) Comment pouvez-vous lire à présent? Il fait nuit per sassofono ed elettronica (2009, 10’) prima es. it.
 
sassofono Ilario Morciano, Roberto Favaro (Ensemble L’arsenale)
violino Georgia Privitera (Ensemble L’arsenale)
fisarmonica Anthony Millet
 
Secondo appuntamento con le musiche nate sotto il segno dell’IRCAM, appartenenti a un universo sonoro che ha fatto della ricerca informatica il suo punto di forza, questa volta con un quartetto di italiani: Francesca Verunelli, Andrea Agostini, Daniele Ghisi, Eric Maestri.
 
Dopo O-zone, eseguito da RepertorioZero, Andrea Agostini è fra gli italiani invitati al concerto dell’IRCAM, questa volta con Gli atomi che s’accendevano e radiavano, un pezzo che per primo definisce ambiguo. Per la “virtuosità strumentale scopertamente jazzistica che si confronta con un uso eminentemente ritmico dell’elettronica, i cui suoni luminosi e aggressivi guardano senza timidezza al linguaggio della popular music. Ma c’è un rigore sotteso – specifica Agostini – nella formalizzazione delle strutture e nell’impiego di tecniche di analisi frequenziale per inseguire una zona grigia tra timbro e armonia, antico sogno della scuola spettrale”.
 
Ritratto vivente di Eric Maestri ha una genesi particolare, nasce cioè, “da un malinteso – rivela l’autore. Quello che si è venuto a creare, e che spesso succede, nel passaggio all'atto pratico. L'idea di base era di lavorare tra il suono strumentale e il suono elettronico, caratterizzando entrambi nella differenza tra acustico e elettronico. I suoni sono quasi tutti suoni sintetici, generati in Max/MSP. Il suono del violino doveva essere leggero e trasparente, al limite del rumore del vento, in certe parti. Il risultato del lavoro invece è piuttosto diverso. L'elettronica si carica del timbro ambientale, il violino invece è duro e asciutto. Tra l'idea iniziale e il risultato finale c'è stato il passaggio della relazione con l'interprete, che poco a poco ho conosciuto rendendomi conto che il suono che avevo previsto non gli si addiceva, e che mandarlo in scena con una certa partitura sarebbe stato contraddittorio. … Quello che era cominciato come una Natura vivente, titolo originale, è diventato un Ritratto vivente dell'interprete. Per me è stato un esercizio di ritratto in musica e quindi anche l'inizio di un work in progress sulla relazione tra il suono e il suo contenuto psicologico. L'elettronica è a sé stante, uno strumento in quanto tale, ciò che mette in vibrazione gli altoparlanti, o in specifico, determina una sorgente sonora. Lo spazio della musica è integralmente frontale, in modo da fondere il piano sonoro tra l'acustico e l'elettronico”.
 
Leone d’argento alla scorsa Biennale Musica insieme a Vittorio Montalti, Francesca Verunelli propone il brano nato dal corso che ha seguito all’IRCAM: Interno rosso con figure per fisarmonica ed elettronica.
“Un interno è un luogo, una stanza, ma anche un corpo strumentale – scrive sul suo pezzo. E come tutti i corpi è un luogo sconosciuto. La fisarmonica vive in uno spazio amplissimo, tra i suoni sinusoidali quasi sintetici del registro acuto a quelli rugosi e concreti del registro grave. Ho cercato di perdere la memoria dello strumento noto e di immaginarlo in una memoria differente, in un tempo artificiale. È in questo senso di perdita di riferimenti noti, nell'apprendimento di una geografia nuova che ritroviamo un tempo la cui consistenza è cambiata. Questa musica è la storia di una perdita, e la sua geometria”.
 
La musica di Daniele Ghisi trae ispirazione dalla sua passione per la matematica, materia in cui si laurea con lode a Milano (2006) e che lo spinge a interessarsi alle connessioni formali tra le due discipline, indirizzando la sua ricerca nell’ambito della cosiddetta “Musical Set Theory”, in particolare allo studio delle proprietà algebriche e combinatorie delle strutture intervallari e multi-intervallari. Già presente alla Biennale Musica nel 2008 con Le carte di Pólya, ovvero del matematico ungherese György Pólya, questa volta l’ispirazione di Ghisi è squisitamente letteraria e cita fin dal titolo un verso dall’ultimo atto del Cyrano di Rostand: Comment pouvez-vous lire à présent? Il fait nuit. “È uno dei momenti più intensi – dice Ghisi – del celebre dramma, l’istante in cui Rossana comprende che Cirano in effetti non sta leggendo l’ultima lettera di Cristiano, ma la sta recitando a memoria (‘Come potete leggere adesso? Si fa notte’ sarebbe la traduzione letterale del titolo, e il momento cruciale della pièce). In questa epifania, Rossana rilegge tutti gli eventi passati sotto una nuova luce, da una nuova prospettiva. Dopodiché, nulla sarà più come prima, ma sarà troppo tardi. Il brano riflette la contrapposizione tra ‘prima’ e ‘dopo’ nell’opposizione (e interpolazione) tra due idee. La prima è un’idea essenzialmente ritmica, che punta l’attenzione sui microgesti e su una relazione molto stretta tra le tinte soffici degli slap del sassofono e il fine lavoro timbrico nell’elettronica. La seconda idea è una sorta di immagine riflessa della prima, fortemente incentrata sulla spazializzazione sonora, ove il suono del sassofono dà vita a un universo di ‘trottole sonore’. I colori ovunque delicati e soffici rendono il brano un vero e proprio notturno”.
 
Francesca Verunelli (Pietrasanta - Italia, 1979). Studia composizione con R. Mirigliano e pianoforte presso il Conservatorio L. Cherubini di Firenze. Segue i corsi estivi all'Accademia Chigiana (2004/05), dove la sua musica viene eseguita e ottiene la borsa di studio Emma Conestabile. Nel 2005 entra nella classe di perfezionamento di Azio Corghi all'Accademia Santa Cecilia, dove ottiene il diploma (2007). Nel novembre dello stesso anno l'ensemble Freon esegue all'Auditorium di Roma il suo lavoro Luminal. Partecipa all'edizione 2007 del Centre Acanthes di Metz; il suo lavoro En Mouvement (Espace Double) è eseguito dall'Orchestra Nazionale della Lorena sotto la direzione di Jacques Mercier. Nel 2008 è selezionata per partecipare al Forum internazionale dell'ensemble Aleph, e crea RSVP. Nello stesso anno segue il Cursus de composition et d'informatique musicale all'IRCAM che si conclude con la creazione di Interno rosso con figure per fisarmonica e elettronica e le viene commissionata una composizione per orchestra di violoncelli scritta per l'ensemble Nomos che lo esegue nel marzo 2010. Nel 2009 viene scelta per seguire il secondo anno di Cursus alll'IRCAM, dove scrive un lavoro per l'Ensemble InterContemporain, eseguito nell'ottobre 2010 al Centre Pompidou a Parigi. Ha ricevuto commissioni degli ensemble KDM e Accroche Note.
 
Daniele Ghisi (Trescore Balneario, Bergamo - Italia, 1984). Si laurea in matematica all’Università di Milano Bicocca nel 2006. Dal 1997 studia composizione all’Istituto pareggiato G. Donizetti di Bergamo dapprima con A. Colla, quindi con S. Gervasoni, sino a ottenere nel 2007 il diploma e il premio J. S. Mayr. Partecipa a numerosi seminari di composizione con Billone, Solbiati, Corghi, Lachenmann, in particolare all’IEMA con George Benjamin e l’Ensemble Modern (Francoforte, 2005) e a Voix Nouvelles con Brian Ferneyhough, Michael Jarrell e François Paris (Royaumont, 2006). Ottiene riconoscimenti in diversi concorsi nazionali e internazionali, tra cui il secondo premio al Concorso Bucchi, il primo premio al Concorso Sindici, e il premio Rotary. Nel 2008 partecipa e supera la selezione degli Incontri Internazionali per giovani compositori “Franco Donatoni”. Riceve diverse commissioni tra le quali quelle del Divertimento Ensemble (Le Carte di Pólya), e del Festival Archipel (Verso Snàm-dà-én). Nel 2008-2009 è tra i compositori selezionati per partecipare al Cursus I Ircam a Parigi. Contemporaneamente è compositore in residenza per la sessione Transforme a Royaumont. Nel 2009-2010 è scelto per una residenza a Berlino all’Akademie der Künste.
 
Eric Maestri (Nancy, 1980). Studia composizione a Brescia, con Nunzio Scibilia e in seguito a Torino nella classe di Gilberto Bosco diplomandosi nel 2006. Si perfeziona con Ivan Fedele al Conservatorio di Strasburgo. In parallelo si laurea in filosofia presso l'Università di Torino, con Maurizio Ferraris, sostenendo una tesi su Husserl e Derrida e in musicologia a Strasburgo. Selezionato per Acanthes 2007 e 2008, finalista al Gaudeamus MusicWeek 2008, da Xenia Ensemble 2007, Darmstadt 2010, IRCAM reading pannel 2009 e 2010 (cursus 1 e 2), ha ottenuto una menzione dall'Aberdeen MusicPrize 2005 e nel 2008 ha ottenuto la borsa Moving'Up del ministero italiano della cultura e il prix SACEM 2009. Ha seguito masterclass con Yan Maresz, Micheal Jarrell, Salvatore Sciarrino e Brian Ferneyhough. Suoi brani sono stati eseguiti da l'Imaginaire-Strasburgo, musikFabrik, Quartetto Prometeo, Insomnio-Utrecht, l'Arsenale-Treviso, Choeur de chambre de Strasbourg, ON Lorraine-Metz, Berlin PianoPercussion-Berlin, Xenia-Torino, Refrain, in Festival Agora-Ircam 2011, Fondazione Spinola-Banna per l'Arte 2011, Konzerthaus Berlin 2010, Cité de la musique de Strasbourg 2010, Darmstadt Ferienkurse 2010, Akyoshiday Summer 2009, Acanthes 2007 e 2008, Metz, EstOvest 2007 Torino, Gaudeamus Music-Week 2008, Amsterdam, Meridien-ISCM 2008 Bucarest. Dal 2011 è borsista della Fondazione Desono per la musica. La sua musica è pubblicata dalle Edizioni Suvini Zerboni.