la Biennale di Venezia
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Musica


Studio for New Music Moscow

giovedì 29 settembre ore 20.00
Teatro Malibran
STUDIO FOR NEW MUSIC MOSCOW
 
Olga Bochihina (1980) Unter der Kuppel hervor per ensemble (2009, 6’) prima es. it.
Faraj Karaev (1943) A Crumb of Music for George Crumb per ensemble (1985/1998, 18’)
Vladimir Gorlinski (1984) Ultimate Granular Paradise per ensemble ed elettronica (2008, 10’) prima es. it.
Alexej Sioumak (1976) Illusion of Concerto per ensemble (2006, 8’) prima es. it.
Nikolaj Khrust (1982) Eugenica. Italienishes Konzert per ensemble ed elettronica (2009, 12’) prima es. it.
Vladimir Tarnopolski (1955) Chevengur per soprano e ensemble su testi di Andrej Platonov (2001, 15’) prima es. it.
direttore Igor Dronov
 
Dopo il primo concerto in Francia nel 1993 diretto da Mstislav Rostropovich, lo Studio for New Music Moscow ha collezionato oltre 600 concerti in tutto il mondo - Austria, Azerbaigian, Belgio, Francia, Repubblica Ceca, Finlandia, Germania, Gran Bretagna, Olanda, Portogallo, Svezia e Stati Uniti – è stato ospitato in presigiose sale - Berlin Philharmonic, Konzerthaus, Cité de la Musique - e ha collaborato con formazioni prestigiose come Ensemble Modern e Schönberg Ensemble.
 
Nato in seno al Conservatorio di Mosca e al suo corso intitolato all’orchestra per la musica contemporanea per iniziativa del compositore Vladimir Tarnopolski e del direttore d’orchestra Igor Dronov, l’ensemble ha il merito di aver fatto riscoprire in patria l’avanguardia dimenticata degli anni ’20, da Prokofiev a Popov, Roslavets, Zhivotov e tanti altri, e di aver fatto conoscere all’estero le nuove generazioni integrando allo stesso tempo la musica russa al corso degli sviluppi culturali europei. Un’attività che è stata premiata dall’Ernst von Siemens Musikstiftung (2001 e 2004), dal Kulturstiftung des Bundes (2004/06) e, nel 2010, da una borsa della Commissione Europea per la realizzazione del progetto intitolato L’Europa attraverso gli occhi dei russi. La Russia attraverso gli occhi degli europei.
 
Il concerto proposto offre uno squarcio su una realtà musicale ancora poco nota: accanto a nomi già consolidati come quello dello stesso Tarnopolski, più volte ospite della Biennale Musica, e di Faraj Karaev, ci sono quelli, alcuni non ancora trentenni e tutti da scoprire, di Olga Bochihina, Alexej Sioumak, Nikolaj Khrust e Vladimir Gorlinski.
 
A Crumb of Music for George Crumb occupa Karaev dal 1985 al 1998 e nel titolo gioca con il significato del nome del compositore americano (briciola, pezzettino). Scritto per un ensemble di 15 musicisti – tra fiati, ottoni, archi e due percussionisti, la composizione si basa su un testo della poetessa Emily Dickinson. “I musicisti lo recitano all’inizio, accompagnati dagli ottoni a malapena udibili (quasi niente), punteggiati dal pianoforte nella parte grave: If I shouldn't be alive / When the Robins come / Give the one in Red Cravat / A Memorial crumb / If I couldn't thank you / Being fast asleep / You will know I'm trying / Why my Granite lip! Gli strumenti a fiato esplodono in un canto, una specie di inno ripetuto, con l’oboe dominante. Questa musica misteriosa e intima è un’ottima dimostrazione del particolare talento di Karaev nel creare un universo sonoro che è allo stesso tempo melanconico e magico. Dopo un’altra esplosione del canto, gli archi offrono una riflessione contrappuntistica che si accumula negli spazi tra le parti in maggiore e in minore in un lento crescendo. La composizione finisce con un mormorio di voci che ripetono ‘Robins come’, mentre la sezione degli ottoni suona note prolungate, al niente” (Frans C. Lemaire).
 
In Unter der Kuppel hervor, Olga Bochihina distribuisce gli strumenti dell’ensemble a coppie di timbri (flauto e primo violino, oboe e viola, clarinetto e violoncello, percussioni, pianoforte e secondo violino). “All’inizio del brano, si riconoscono quattro segnali, che si muovono in cerchio e nello stesso tempo in diverse direzioni (fino alla lettera D). Alla lettera A dominano gli attacchi degli strumenti a fiato, alla lettera C, gli attacchi degli archi. Il materiale del pezzo si riduce alla correlazione tra due idee: quella del glissando e quella dell’oscillazione. La loro fusione, il passaggio dell’uno nell’altra, costituisce il principio fondamentale della composizione. Nel corso dello sviluppo, i gruppi dell’ensemble (ciascuno costituito da due strumenti) si trasformano a poco a poco in gruppi omogenei e nell’episodio finale tutti gli strumenti vengono pensati come un unico super strumento. Alla fine del pezzo vengono fuori le onde, da una cupola appunto – dalla cupola del gong” (dalle note di programma).
 
Vladimir Tarnopolski è autore di una musica che combina in modo paradossale due diversi aspetti: da un lato la ricerca di una nuova eufonia, attraverso materiali sonori dalla costruzione complessa e attraverso l’abolizione tra consonanza e dissonanza, suono e rumore, armonia e timbro, strumenti acustici ed elettronici; dall’altro una teatralità raffinata in cui infonde una gioiosa ironia e un senso surreale del grottesco.
L’ispirazione di Chevengur è squisitamente letteraria, riprendendo fin dal titolo il romanzo di Andrej Platonov censurato da Stalin (scritto nel ’29 sarà pubblicato soltanto nell’88 in una rivista). È attraverso il linguaggio, la rottura delle convenzioni, delle regole grammaticali a cui contrappone l’invenzione di una lingua fantastica che Platonov mette in crisi l’illusione di un ordine razionale del mondo. Il romanzo colloca i suoi personaggi sullo sfondo del collasso della Russia negli anni ‘20, che diventa simbolo di uno stato esistenziale: l’uomo nudo è mostrato sulla terra spoglia, perso nell’immenso vuoto della steppa. “In questo spazio infinito le consonanti vibrano ed esplodono (per esempio, nelle parole vzbugrenya, una parola inventata tradotta come ‘colle; moshchnie usata per ‘potente’; pochva per ‘suolo’) come i suoni concreti del mondo circostante. … Ma mentre lavoravo con il testo non cercavo di trasmettere ogni parola, non cercavo di ‘colorare’ le parole musicalmente. Al contrario, ho cercato di seguire Platonov, di ‘far esplodere’ le parole, di distribuire i loro ingredienti, di lavorare con le consonanti così come con le vocali. Un procedimento tanto più corretto se si pensa che nella regione evocata da Platonov c’è l’abitudine a ‘sonorizzare’ le consonanti, unendole in sillabe. In questo modo, assolutamente senza seguire ‘la storia’ di Platonov, ho cercato di trasmettere quella che è la materia principale: la musica del testo di Platonov” (V. Tarnopolski).
 
Illusion of Concerto di Alexej Sioumak “non è – nelle parole dell’autore - né un tentativo di creare un concerto né un tentativo di ricrearne la sua forma esteriore e quindi anche soltanto l'illusione. Si tratta piuttosto di un’“illusione della memoria perduta”. Di un qualche concerto di J. S. Bach in re minore”.
 
Eugenica. Italienishes Konzert di Nikolaj Khrust “è costruito sul principio del feedback – acustico, elettronico, ‘umanitario’. Il suono nasce automaticamente come conseguenza dell’interazione tra il sistema elettronico e lo spazio della sala da concerto. I musicisti reagiscono sul processo sonoro, prendono da esso ciò di cui hanno bisogno e lo sviluppano ulteriormente. Suonando nel microfono il suono viene elaborato elettronicamente e poi diffuso nell’ambiente acustico della sala. L’interattività mette i musicisti nella situazione del concertare, per metà improvvisando; nello stesso tempo il brano contiene una quantità di allusioni alla musica italiana contemporanea – da cui si spiega il sottotitolo scherzoso dell’opera” (dalle note di programma).
 
Ultimate granular paradise di Vladimir Gorlinski “cerca di creare un ambiente elettroacustico unitario, in cui fonti sonore elettroniche e acustiche agiscono sull’ascoltatore in maniera quasi completamente identica. A tal fine vengono inseriti alcuni particolari strumenti: oggetti sonori che costruiscono un complicato suono pseudoelettronico. Vengono impiegati, tra gli altri: una pompa fissata al bocchino del clarinetto, un trombone con l’ancia di un fagotto, un bastoncino da frizionare, un nebulizzatore, piatto e forchetta, un arco elettrico, latta. Tutti questi suoni vengono conciliati dall’idea-timbro di una sintesi elettronica granulare. Circa a metà brano l’idea del granulato travolge anche il ritmo (strutture ritmiche ripetute con frequenza variata) e la struttura locale della forma (cfr. lettere I, K, O, etc…)” (dalle note di programma).
 
Faraj Karaev (Baku - Azerbaigian, 1943). Si diploma al Conservatorio di Stato dell’Azerbaigian nel 1966, nella classe di composizione di Kara Karaev, suo padre. Completa il corso post-laurea nella stessa classe nel 1970-’71. Dal 1966 al 2003 insegna composizione, orchestrazione e polifonia presso lo stesso conservatorio, dal 1991 denominato Accademia musicale di Baku. Dal 1999 insegna al dipartimento di Teoria musicale del Conservatorio Ciaikovskij di Mosca e dal 2003 al 2005 al dipartimento di Composizione musicale del Conservatorio di Stato di Kazan. Dal 1994 al 1996, ricopre il ruolo di vice-presidente dell’Associazione di musica contemporanea di Mosca. Nel 1995 è co-fondatore e presidente della Società Yeni Musiqi per la musica contemporanea. Dal 1980 al 1994 è direttore artistico del Bakara Ensemble (Baku). Nel 1991 è compositore in residenza presso la Folkwang-Hochschule di Essen, Germania. I suoi lavori sono stati eseguiti a festival e concerti nell’ex-Unione Sovietica, in Europa, negli Stati Uniti, in Sud America e in Giappone e diretti da, fra gli altri, da Gennady Rozhdestvensky, Valery Sinaysky, Alexander Lazarev, R. de Leeuw, E. Spanjaard, R. Freizitzer, D. Sachs. Tra i vari ensemble che hanno eseguito e commissionato lavori a Karaev troviamo l'Ensemble del Teatro Bolshoi, l'Ensemble Studio for New Music di Mosca, l'Ensemble Modern, Nieuw Ensemble, Asko, Schönberg Ensemble, Ensemble Reconsil Wien, Quatour Danel, Continuum (New York).
 
Olga Bochihina (Kirov – Russia, 1980). Si diploma all’Università di Kirov (teoria musicale) e al Conservatorio Ciaikovskij di Mosca (dipartimento di composizione) con V. Tarnopolski. Vince il secondo premio nel 2001 come compositrice alla I All-Russian competition for the best composition for Orgel. Nel 2005, vince il primo premio per Tactile instruments per ensemble al 3° International P. I. Jurgenson. Nel 2006 scrive Cadenza to Mozart's concerto su commissione del violinista David Frühwirth e di Valery Gergiev. Due anni dopo scrive il prologo sinfonico The Neva prospectus. Ha ottenuto una borsa di studio dal governo svizzero per la Hochshule für Musik di Basilea (2009/2010). I suoi lavori sono stati presentati in vari festival in patria e all’estero - Musical Academies of Russia (San Pietroburgo, 2005), 6.Weimarer Frühjahrstage für zeitgenössische Musik (Weimar, 2005), The Moscow Autumn (Mosca, 2005-2008), The Pythian games (San Pietroburgo, 2006), The Moscow forum (2007, 2008), Young Euro Classic (2009), ISCM (2009) – ed eseguite da Mariinsky Orchestra, Y. F. Svetlanov State Academic Symphonic Orchestra, Ensemble Studio For New Music, de ereprijs orchestra (Paesi Bassi), Russian Philharmonic Orchestra, eNsemble, Consonance-quintet. Nel 2007, con un gruppo di compositori partecipa al progetto internazionale per l’opera Boxing Pushkin che debutta nei Paesi Bassi (Arnhem, Neijmegen, Den Haag, Apeldoorn, Amsterdam).
 
Vladimir Tarnopolski (Dniepropetrovsk - Ucraina, 1955). Studia al Conservatorio Ciaikovskij di Mosca con N. Sidelnikov e E. Denisov (composizione), con J. Cholopov (teoria musicale). È fra i pionieri dell’Associazione di Musica Contemporanea, fondata a Mosca nel 1989, punto di arrivo di un’attività di promozione e diffusione aperta alle novità provenienti dall’occidente. Successivamente, istituisce il Centro per la Musica Contemporanea al Conservatorio di Mosca, fonda l’ensemble Study for New Music (1993) e avvia un festival annuale dedicato alla musica contemporanea: il Forum di Mosca (1994). È spesso ospite di molti festival musicali in Europa e negli Stati Uniti: World Music Days dell’ISCM, Berliner Festwochen, Biennale di Monaco, Wien Modern, Holland Festival, Musikfest di Francoforte, Almeida Festival, Huddersfield Contemporary Music Festival, San Diego Arts Festival, Autunno di Varsavia. Diretta da Rozdestvenskij, Mstislav Rostropovic e Alexander Lazarev, la sua musica è stata eseguita dalla Symphonieorchester des Bayerischen Rundfunk, dall’Ensemble Modern, dallo Schönberg Ensemble, dall’Ensemble InterContemporain, e dall’ensemble di solisti del Teatro Bolshoi. Recentemente ha accresciuto la sua produzione teatrale con il balletto Ins Theater (1998) e l’opera Wenn die Zeit über die Ufer tritt (1999). Dal 1992 è professore di composizione al Conservatorio di Mosca. Ha inoltre tenuto workshop di composizione in Germania, Austria, Olanda, Svizzera ed altri paesi. Ha ricevuto premi e riconoscimenti, come il Premio Sostakovic (Russia, 1991) e il Premio Hindemith (Polonia, 1991).
 
Alexej Sioumak (Mosca – Russia, 1976). Nel 2002 si diploma al Conservatorio Ciaikovskij di Mosca e si iscrive alla scuola di specializzazione nella classe di composizione sotto la guida di Alexander Ciaikovskij, vincendo la First All-Russian Competition of Young Composers (1999), mentre riceve il primo (2001) e il secondo (2003) premio all’International Jurgenson Competitions for Young Composers. I suoi lavori sono regolarmente eseguiti nei maggiori festival di musica contemporanea, come Moscow Forum, Moscow Autumn, Youth Academies of Russia, Alternative (Russia), International Festival for Contemporary Music Ilhom-XX (Uzbekistan), Oxford Contemporary Music Series, Young Euro Classic, Berliner Festspiele, Young Composers Meeting, LOOSmanifestatie, Gaudeamus Music Week, ISCM World Music Days 2003 (Slovenia), The Warsaw Autumn 2004. Ha anche partecipato al progetto internazionale per l'opera Boxing Pushkin che ha debuttato nei Paesi Bassi nel 2007 (Arnhem, Nijmegen, Den Haag, Apeldoorn, Amsterdam). Le sue composizioni sono eseguite da numerosi Ensemble come Studio New Music (Mosca), State Academic Symphony Orchestra of Russia, Philharmonic Orchestra of the St. Petersburg Conservatory, de ereprijs (Paesi Bassi), Ensemble Modern (Germania), Centre for New Music (Stati Uniti). Inoltre, alcune delle sue composizioni sono state trasmesse dalla BBC.
 
Vladimir Gorlinski (Mosca - Russia, 1984). Si diploma presso il conservatorio di Mosca (nella classe di composizione di Tarnopolski), dove attualmente segue la specializzazione per il master in composizione. Ha studiato con Jean Geslin, Tristan Murail, Marc-Andre Dalbavie, Philippe Hurel, Louis Andriessen, Martijn Padding, Richard Ayres, Brice Pauset, Brian Ferneyhough, Manos Tsangaris, Beat Furrer e Pierluigi Billone. Nel 2002 ha vinto il primo premio alla Schnittke International Competition; nel 2007 ha vinto il premio della Jurgenson Competition e l’anno seguente il Grand prize al Festival Pythian games di San Pietroburgo. Il suo lavoro S’Morzando è stato eseguito all’ISCM 2007 di Hong Kong. Il brano Beiklang 2 è stato presentato in due categorie del Rostrum of composers. Ha partecipato alla creazione dell’opera collettiva Boxing Pushkin che ha debuttato in cinque città dei Paesi Bassi nel maggio 2007. Ha vinto il concorso Impuls (2009) che gli ha fruttato una nuova commissione. La sua musica è eseguita da ensemble e solisti come il trombettista Marco Blaauw, il pianista Ulrich Murtfeld, Klangforum Wien, ereprijs, KlangNetz, Studio for New Music, eNsemble, Nostri temporis.