la Biennale di Venezia
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Musica


Due atti unici di
Vittorio Montalti / Raffaele Grimaldi

La serata è dedicata al teatro musicale: al Teatro Piccolo Arsenale (ore 20.00) vengono rappresentate L’arte e la maniera di affrontare il proprio capo per chiedergli un aumento di Vittorio Montalti e La macchina di Raffaele Grimaldi, due opere da camera che nascono come commissioni della Biennale di Venezia e sono realizzate in coproduzione con il Teatro Studio di Scandicci e in collaborazione con Teatro La Fenice, Maggio Formazione – Teatro del Maggio Musicale Fiorentino.

A firmare la duplice regia è un protagonista del rinnovamento della scena teatrale europea degli anni 80, Giancarlo Cauteruccio, attore, regista, scenografo, video artista, autore di spettacoli che strutturano lo spazio teatrale attraverso luci, suoni e immagini. Prima con la compagnia Krypton e quindi alla direzione del Teatro Studio di Scandicci, Cauteruccio persegue una drammaturgia della luce impiegando le più sofisticate tecnologie elettroniche. Da Beckett e Pinter a Shakespeare, i suoi lavori sono stati infatti ospitati non soltanto nei luoghi deputati ma anche da Documenta 8 di Kassel ed Ars electronica di Linz. Per la parte musicale è Mario Ancillotti, fra i più importanti flautisti, a dirigere l’ensemble Nuovo Contrappunto, nato in seno alla Scuola di Fiesole, di cui lo stesso Ancillotti è direttore e instancabile animatore.

Il soggetto del ventinovenne Vittorio Montalti, su libretto di Giuliano Compagno, attinge direttamente al testo di Georges PerecL’aumento - e alla sua originalissima scrittura che impiega, come quella di tutti i componenti del movimento letterario dell’OuLiPo, limitazioni formali di ogni tipo, letterarie o matematiche. Così L’aumento rappresenta come in un diagramma tutte le possibili variabili della richiesta di un aumento al capo (quando? in che modo? il mio capo sarà in ufficio? sarà disposto a ricevermi? e sarà di buon umore?).

Con sottile e rara autoironia, La macchina del trentatreenne Raffaele Grimaldi, autore del libretto Diego Giordano, mette in scena il caso di un dottore e della sua assistente che cercano di riportare alla ragione la personalità scissa di un compositore di musica contemporanea.


Entrambe le opere saranno replicate al Teatro Sociale di Bergamo il 30 ottobre.

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