la Biennale di Venezia


Musica

Aura


giovedì 1 ottobre ore 21.00
Teatro Goldoni
José-María Sanchéz-Verdú
Aura (opera da camera)
musica e libretto Josè Maria Sanchez Verdú
dal romanzo omonimo di Carlos Fuentes
regia Susanne Øglænd
scene Mascha Mazur
luci Andreas Fuchs
video Jan Speckenbach
con Sara Sun (soprano), Consuelo: Truike van der Poel (mezzosoprano), Felipe: Andreas Fischer (basso)
direzione musicale José-María Sánchez-Verdú
Neue Vocalsolisten Stuttgart
Kammerensemble Neue Musik Berlin
auraphon: SWR Experimentalstudio
produzione Musik der Jahrhunderte Stuttgart, Operadhoy Madrid, La Biennale di Venezia
nell’ambito del progetto ENPARTS – European Network of Performing Arts
con il supporto del Programma Cultura dell’Unione Europea
 
Nel 2008 la Biennale di Venezia ha avviato il primo progetto pluriennale italiano condiviso e sostenuto dal Programma Cultura dell’Unione Europea, con l’idea di dare impulso a una Europa che possa trovare unità anche nel nome dei linguaggi della cultura. Attraverso i settori Danza Musica e Teatro, la Biennale ha creato una rete dello spettacolo dal vivo – European Network of Performing Arts (ENPARTS) – che coinvolge altri sei partner di rilievo internazionale, ugualmente interessati ai nuovi linguaggi e alla sperimentazione di nuove forme di creatività: Dance Umbrella di Londra, Dansens Hus di Stoccolma, Berliner Festspiele – Spielzeit Europa, Bitef di Belgrado, Musicadhoy di Madrid, Musik der Jahrhunderte di Stoccarda.
L’elaborazione e la produzione di nuove scritture sceniche nelle discipline coreografiche, teatrali, musicali, di opere audiovisive che ne testimonino la genesi e gli esiti, la promozione di laboratori e campus di ricerca pluridisciplinari sono parte fondante del programma comune che coinvolge tutti i partner.
L’opera multimediale di José-María Sanchéz-Verdú, Aura, nasce nel contesto della rete europea dello spettacolo; dopo il debutto in prima assoluta al Teatro de la Zarzuela di Madrid (30-31 maggio), Aura sarà in scena al Theaterhaus di Stoccarda (17-18 luglio) e al Teatro Goldoni di Venezia l’1 ottobre.
 
José-María Sanchéz-Verdú, autore del libretto e compositore delle musiche, si è ispirato all’omonimo romanzo di Carlos Fuentes per la sua opera da camera Aura. Esponente di quel “realismo magico” che caratterizza tanta letteratura latinoamericana, nei romanzi di Fuentes gli eventi accadono quasi simultaneamente, il confine tra la vita e la morte viene meno, la realtà e la finzione si confondono.
In Aura, Fuentes descrive in maniera sorprendente le esperienze di un uomo nella casa di una signora anziana: mentre sta cercando lavoro, il giovane storico Felipe entra in una casa vecchia e oscura di un quartiere che credeva disabitato. Diventa un impiegato al servizio della vedova Consuelo, che vive in quella casa con la giovane nipote Aura. Uno dei suoi compiti è quello di restare in casa con le due donne. Felipe lavora nella tenuta del defunto generale Llorente. In poco tempo i confini tra la realtà e l’illusione si confondono. Cosa è reale, cosa è immaginato, e le due donne sono davvero due persone diverse? Felipe diventa anche una specie di reincarnazione del generale morto. Il passato e il presente sembrano non seguire più una successione cronologica lineare, ma si intersecano e si sovrappongono.
Da questa trama fantastica Sanchéz-Verdú sviluppa una percezione suggestiva della musica e dello spazio. Pensando all’atmosfera particolare creata dal modello letterario, il compositore ha sviluppato, insieme al SWR Experimentalstudio, un nuovo strumento: l’Auraphon, che consiste in cinque gong e tam-tam assegnati in gran parte al personaggio principale. Le voci dei Neue Vocalsolisten e l’elettronica creano vibrazioni leggere che producono oscillazioni misteriose. Il suono sembra gonfiarsi dal nulla per rifluire nel nulla.
L’idea del video, che utilizza sia parti pre-registrate che live, solleva il motivo del doppelgaenger, ovvero del sosia, dell’alter ego, trasferendolo dal testo originario, di cui è tema conduttore, al palcoscenico dell’opera.
 
José Maria Sánchez-Verdú (Algeciras - Spagna, 1968)
Diplomato in direzione d’orchestra, musicologia e composizione al Real Conservatorio Superior de Música di Madrid (dove poi insegnerà contrappunto per diversi anni), Verdú ha conseguito anche una laurea in legge alla Universidad Complutense. Dal 1996 al 1999 si perfeziona in direzione d’orchestra con Arturo Tamayo e Wojciech Rajski e in composizione con Hans Zender alla Hochschule für Musik und Darstellende Kunst di Francoforte. Nel 1997 è compositore in residenza presso l’Accademia di Spagna a Roma. Come direttore ha lavorato con molti ensemble di musica contemporanea tra Spagna, Italia, Germania. Ha ricevuto commissioni dalla Biennale für Neue Musik di Hannover, dal Padiglione tedesco dell’EXPO 2000, dal Festspiele Mecklenburg-Vorpommern, Schleswig-Holstein Musik Festival, Orquesta Nacional de España, Orquesta Sinfónica de Madrid, dal Festival Internacional de Música y Danza di Granada, dal Teatro Münchener Biennale (che gli ha richiesto un’opera da camera per il 2006), dal Teatro Real di Madrid (che gli ha commissionato un’opera per il 2007). La sua musica è programmata da numerosi festival e istituzioni - Tage für Neue Musik (Stoccarda), Saarbrücken Festspiele, Alte Oper (Francoforte), Philharmonie (Berlino e Colonia), Konzerthaus (Berlino), Gawandhaus (Lipsia), Progetto-Musica (Roma), Spring Festival (Praga), Concertgebouw (Amsterdam), Lincoln Center (New York). Fra i premi per le sue opere: Cristóbal Halffter (1995), due premi SGAE (1996 e 1997), il premio del Ministero della Cultura spagnolo Colegio de España a Parigi (1998), il primo premio della Junge Deutsche Philharmonie (1999), Förderpreis in Komposition della Ernst von Siemens Musikstiftung (Monaco, 2000), il premio della Bergische Biennale (Wuppertal, 2001), il premio nazionale spagnolo per la musica (2003). Dall’ottobre 2001 insegna composizione alla Robert-Schumann-Musikhochschule di Düsseldorf. Vive a Berlino.
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ENPARTS
European Network of Performing Arts
Tre opere da camera
nell’ambito del progetto ENPARTS (2010)
 
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