la Biennale di Venezia
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Musica


Oslo Sinfonietta

sabato 26 settembre ore 20.00
Teatro alle Tese – Arsenale
Guarnieri / Schaathun / Wallin / Eggen

- Adriano Guarnieri The spirit of the wind (Blues in memoriam) (2009, 13’) , per undici strumenti, prima es. ass. (commissione La Biennale di Venezia)
- Asbjørn Schaathun Requies (2006, 14') prima es. it.
- Rolf Wallin Boyl per ensemble (1995, 15’-17’) prima es. it.
- Christian Eggen Eine Bitte (1996-98, 20’)

direttore Christian Eggen
Oslo Sinfonietta
 
Nei primi anni ottanta in Norvegia si affaccia una nuova generazione di compositori che scuote la scena musicale. Asbjørn Schaathun, Cecilie Ore, Ase Hedstrøm, Christian Eggen, Rolf Wallin, alcuni dei protagonisti di questa ondata di rinnovamento, sono decisi a far eseguire le loro opere, puntano alla collaborazione programmatica fra compositori e musicisti, infondono nuova linfa al mondo musicale. Compongono nuova musica, ma fondano anche gruppi musicali, promuovono concerti e festival, scrivono sui giornali o ne creano di nuovi, come il periodico “Ballade”, dando un impulso alla vita musicale e facendo della Norvegia, insieme agli altri Paesi scandinavi, una delle aree più fertili della musica contemporanea.
 
Nata in maniera quasi spontaneistica sull’onda della passione e dell’idealismo dei circoli di musica contemporanea che ruotavano intorno all’Accademia di Stato musicale norvegese nel clima degli anni ottanta, la Oslo Sinfonietta si costituisce col tempo, precisamente nel ’93, come associazione stabile di compositori e musicisti – fra cui gli originari fondatori Asbjørn Schaathun e Christian Eggen – e si dota di una struttura permanente.
Dall’organico flessibile, aperto alle più diverse combinazioni strumentali e scelte di repertorio, la Oslo Sinfonietta si è imposta nel panorama attuale come ensemble di eccellenza. Attiva nel promuovere la musica contemporanea, con particolare riguardo ai giovani compositori norvegesi, la Oslo Sinfonietta figura tra i fondatori di Ultima, il festival dedicato al contemporaneo di Oslo.
 
Il concerto proposto presenta gli esponenti di punta di questa generazione di compositori - Asbjørn Schaathun, Rolf Wallin, entrambi con due novità per l’Italia, e Christian Eggen – accanto a uno dei più apprezzati compositori italiani, Adriano Guarnieri, autore dalla scrittura irta e mai pacificata. che apre la serata con una novità assoluta per il 53. Festival, Lo spirito del vento, commissionata dalla Biennale di Venezia.
 
Per The spirit of the wind, Adriano Guarnieri (1947) si è ispirato a una poesia anonima africana contemporanea, alla quale ha sentito la necessità di aggiungere un sottotitolo emblematico: “Blues in memoriam". "L'ho composto di getto, in un mese e mezzo, motivato da un tema disperato dei nostri giorni: la violenza sulle vittime dell'immigrazione, narrata da tragici fatti di cronaca. Per questo ho cercato una musicalità forte, lacerante, in cui fossero riconoscibili il ritmo e la tribalità - certo non in maniera veristica - e la sonorità della nostra, della mia cultura musicale" (A. Guarnieri).
 
Commissionato dall’Ensemble Intercontemporain, Boyl, forma dell’inglese medievale per “boil”, si rifà alla tradizione alchemica che trasforma in oro, dopo lunghi processi di bollitura e coagulazione, la originariamente caotica “massa confusa”. Nella musica di Rolf Wallin (1957), la ‘massa confusa’ è data da “una quantità di materiale che deriva dalla funzione matematica detta frattale. La funzione è relativamente semplice, ma genera motivi ‘organici’ affascinanti e sorprendenti quando è ripetuta un gran numero di volte. Il punto principale di Boyl è l’interazione tra il principio del mercurio liquido, freddo e mobile, e il principio solido, bruciante, e dominante dello zolfo. Nel pezzo, il mercurio è da solo in scena per tanto tempo prima che intervenga lo zolfo. Durante il brano, i due principi si scambiano le loro qualità e, alla fine, si fondono insieme” (R. Wallin).
 
Conclude la serata Eine Bitte, composto da Christian Eggen nel 1996, un brano che nasce dall’ispirazione per Il combattimento di Tancredi e Clorinda di Monteverdi, con cui condivide la drammatica vicenda di due persone, un uomo e una donna, che si cercano senza trovarsi.