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Musica


Sinopoli Chamber Orchestra di Taormina Arte

domenica 27 settembre ore 18.00
Teatro Piccolo Arsenale
Clementi / Mancuso / Feldman / Xenakis / Stravinskij

- Aldo Clementi Concertino per flauto, clarinetto, pianoforte, due violini, viola e violoncello (1999, 10')
- Giovanni Mancuso July 19th or How to establish a second Republic founded on the blood of a State Massacre per voce solista, sax concertante, pianoforte, minimoog, electronium e ensemble (2009, 25’) prima es. ass. (commissione La Biennale di Venezia), testo di Salvatore Borsellino Lampi nel buio, traduzione di Christina Pacella
- Morton Feldman The Viola in My Life 1 per viola e 5 strumenti (1970, 9’)
- Iannis Xenakis Plekto per ensemble (1993, 14')
- Igor Stravinskij Berceuse du chat per voce e pianoforte (1915, 5')

basso, baritono Romain Bischoff
sassofoni Pietro Tonolo
pianoforte, minimoog, electronium Giovanni Mancuso
direttore Pietro Mianiti
Sinopoli Chamber Orchestra di Taormina Arte
 
La giovane orchestra da camera - nata nel 2005 in occasione della prima edizione del Festival Sinopoli di Taormina, con il quale collabora stabilmente - è formata da docenti e allievi del Conservatorio Arcangelo Corelli di Messina e testimonia l’attenzione didattica ed esecutiva rivolta in modo continuativo al repertorio contemporaneo.
Il concerto della Sinopoli Chamber Orchestra affronta brani del 900 storico, alcuni di rara esecuzione, come Plekto di Xenakis o Berceuse du chat di Stravinskij, altri più frequentati, come The Viola in My Life 1 di Morton Feldman; accanto a questi brani, Concertino di Aldo Clementi, protagonista dell’avanguardia italiana e internazionale degli anni Cinquanta, e July 19th or how to establish a second Republic founded on the blood of a State Massacre del compositore veneziano Giovanni Mancuso, dedicato alla tragica vicenda del giudice Borsellino.
 
Apre il concerto un raffinato esempio di scrittura per canoni coltivata da Clementi (1925), Concertino, composto ed eseguito in prima assoluta nello stesso anno, il 1999, al Festival di Asiago. Commissionato dagli Amici della musica e dedicato alla città di Asiago, questo pezzo, per flauto, clarinetto, pianoforte, due violini, viola e violoncello, è definito laconicamente dallo stesso Clementi “canonico a otto voci su un tema diatonico proprio”.
 
A Clementi segue il trentanovenne Giovanni Mancuso (1970), autore di un pezzo di “teatro civile” ispirato al testo di Salvatore Borselllino, Lampi nel buio, che pone inquietanti interrogativi rievocando gli ultimi attimi di vita del fratello, il magistrato Paolo Borsellino ucciso nella strage di Via D’Amelio il 19 luglio 1992 insieme ai cinque membri della sua scorta. “La musica che si incarna ed esplode tra le pieghe del testo di Salvatore Borsellino (nella appassionata traduzione inglese di Christina Pacella) – scrive Giovanni Mancuso - vuole essere un mezzo per diffondere il peso insostenibile che questa data porta con sé: una serie di ‘lampi’, proprio come compaiono nel testo, saranno le tappe di un furioso cammino sostenuto dal filo teso e allucinato della voce solista inseguita dalle immagini, dagli incubi e dai volti di quel 19 luglio di diciassette anni fa”.
 
Tra il ’70 e il ’71 Morton Feldman (1926-1987) compone un ciclo di brani, The Viola in My Life, di cui è dedicataria la violista Karen Phillips e in cui la viola interagisce con combinazioni strumentali ogni volta differenti, di piccole e grandi dimensioni: con 5 strumenti, con 6, con il pianoforte, con l’orchestra. The Viola in My Life 1è anche uno dei pochi pezzi in cui Feldman torna ad adottare una notazione convenzionale per le altezze e i tempi: “Avevo bisogno di un'esatta proporzione temporale per sottolineare il graduale e leggero crescendo caratteristico di tutti i suoni in sordina che la viola emette, e questo è l'aspetto che ha determinato la sequenza ritmica degli eventi”. Musicista dell’espressionismo astratto, collaboratore di Philip Guston e amico di tanti artisti – da Jackson Pollock a Mark Rothko – Feldman afferma: “la mia intenzione era di pensare alla melodia e a frammenti melodici un po’ come Robert Rauschenberg usa la fotografia nella sua pittura, e sovrapporre questa riflessione al mondo di suoni statici, più caratteristico della mia musica”.
 
A Feldman segue un altro Maestro del secolo scorso, Iannis Xenakis (1922-2001), fra i pochi a indicare una strada svincolata dalle tendenze musicali europee del suo tempo e riassunta nell’intreccio tra musica e matematica. Un percorso di formalizzazione totalmente antisentimentalistico - come scriveva un suo celebre ammiratore, Milan Kundera, definendolo “profeta dell’insensibilità” - ma che pure produce una musica fatta di uno straordinario vitalismo e di una potenza drammatica in cui sembrano agitarsi le forze naturali che animano e sconvolgono il mondo. Architetto (ha collaborato con Le Corbusier), matematico, Xenakis era anche appassionato di filosofia, dei classici greci antichi, di fisica atomica, elettronica, tutti studi che convergono nella sua opera di compositore. Di Xenakis, la Sinopoli Chamber Orchestra propone, con intelligente curiosità, uno dei brani meno noti, appartenenti all’ultimo periodo: Plekto. Il titolo fa riferimento al verbo greco “pleko” (intrecciare) e allude all’intrecciarsi di tessiture diverse, in un gioco di variazioni, esempio della sottile arte combinatoria di Xenakis.
 
Testimonianza della costante sensibilità di Igor Stravinskij (1882-1971) per il patrimonio folcloristico russo, che affonda le radici nell’anima di un popolo e ne rappresenta la tradizione spirituale più pura, Berceuse du chat conclude il concerto della Sinopoli Chamber Orchestra. Come Pribautki, Renard, Trois histoire pour enfants, Four Russian Peasant Songs, tutte opere composte tra il 1914 e il 1917, Berceuse du chat – presentata nella versione per voce e pianoforte - evidenzia come Stravinskij riesca a traformare il materiale popolare cui attinge in una cifra originale.
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