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Michele dall’Ongaro
Biennale Musica  52. Festival Internazionale di Musica Contemporanea 
Stravinskij / Xenakis / dall’Ongaro / Lachenmann [orchestra] 

 

Michele dall’Ongaro (1957), è un compositore dal profilo netto e già affermato che alla sensibilità per la drammaturgia sonora accompagna una grande versatilità (ha collaborato con Luciano Berio, Gianni Rodari, Vittorio Sermonti, Luca Ronconi, Giorgio Pressburger, Stefano Benni, Michele Serra, Alessandro Baricco, Carlo Cecchi, Daniele e Claudio Abbado) e una curiosità che lo ha costantemente impegnato nella promozione musicale (nel 1978 è stato tra i fondatori di Spettro Sonoro, tra i primi gruppi italiani dediti alla nuova musica, Presidente di Nuova Consonanza, consulente del RomaEuropa Festival, autore e conduttore di numerosi programmi televisivi e radiofonici dedicati alla Nuova Musica). Di Michele dall’Ongaro verrà eseguito Il Trionfo del Tempo e del Disinganno, titolo di una cantata di Haendel da cui è preso, dichiara l’autore “un neuma ritmico che attraversa l’intera composizione come un filo rosso”. L’opera è dedicata alla memoria di Luigi Nono, di cui è evocata come una reminiscenza una delle prime opere - Polifonica Monodia Ritmica – all’inizio della composizione, mentre la scrittura pianistica che caratterizza l’ingresso del solista ricorda esplicitamente alcuni momenti di …sofferte onde serene….

Il Trionfo del Tempo e del Disinganno è la prima composizione di ampio respiro per solista e orchestra di dall’Ongaro, alla quale successivamente si sono aggiunti altri sei titoli (con diversi solisti: violino, trio con archi e pianoforte, violoncello e ancora pianoforte).

Helmut Lachenmann

Allievo di Luigi Nono a Venezia (dal 1958 al 1960) e di Stockhausen a Colonia, rivelato a pubblico e critica dalla Biennale di Venezia e da Darmstadt, Helmut Lachenmann (1935) esprime una concezione di musica concreta strumentale che si è continuamente raffinata arricchendosi di nuovi elementi, ma sempre ritenendo essenziale alla sua poetica il rapporto con il passato, la riformulazione e il rinnovamento della tradizione musicale. Così Schreiben (2002-03, rev. 2004) è “basato sulla nota di apertura del contrabbasso di Das Rheingold di Wagner, lo stesso Mi bemolle scelto da Richard Strauss per iniziare il suo Eine Alpensymphonie, forse così unendo tre importanti figure assai diverse della musica tedesca” (Dan Albertson).

Compositore di grande statura ed estraneo a qualsiasi concessione al pubblico, Lachenmann vanta, al di là della venerazione della critica, una schiera di devoti ammiratori. Nei suoi pezzi orchestrali utilizza abitualmente ampi organici, inglobando strumenti non convenzionali, come la chitarra elettrica, l’organo Hammond, ma anche palline da ping pong e, spesso, una gran massa di strumenti percussivi.

 

Dirigerà il concerto il madrileno Arturo Tamayo. Sul podio dei più importanti complessi sinfonici europei e invitato dai maggiori festival internazionali (Salisburgo, Lucerna, Biennale, Proms…), Tamayo è specializzato nella musica del XX secolo di cui ha insegnato interpretazione per 20 anni a Friburgo, dove si è diplomato in direzione d’orchestra (1976), per poi perfezionarsi a Vienna con Witold Rowicki.

 
 
 
 
 
 
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