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Thomas Adès
Biennale Musica  52. Festival Internazionale di Musica Contemporanea 
Adès / Kurtág / Donatoni / Gorli / Stockhausen [piano recital] 

 

Ad aprire il concerto sarà Thomas Adès (1971), pluripremiato pianista, solo un decennio fa astro nascente della musica britannica - grazie al successo planetario dell’opera da camera Powder Her Face e al tributo della critica per The Tempest, commissionata dalla Royal Opera House di Londra - e oggi autore consolidato, con la Carnegie Hall di New York che lo ha programmato in qualità di compositore direttore e pianista per tutta la stagione 2007/08.

Still Sorrowing – scrive David Murray sul Financial Times - un lamento che vuol essere anche un omaggio al sentimento romantico - si è dimostrato il miglior pezzo per pianoforte “preparato” come non si sentiva da tempo. Mentre un lamento ricorrente tintinna nella parte acuta del registro pianistico e accordi profondi risuonano in quella grave, un dispositivo atto a smorzare il suono risulta nel clamore sordo di figure e ritmi intricati a metà tastiera; un paesaggio sonoro ossessivo e troppo sorprendentemente musicale per apparire puro espediente”.

 

Sandro Gorli

A fare da spartiacque nel concerto sapientemente costruito dalla Bellocchio, Gaia di Sandro Gorli, allievo di Donatoni e direttore del Divertimento Ensemble. “Gaia è il settimo pezzo del mio catalogo in cui il pianoforte ha un ruolo solistico. Dopo Chimera la luce (1976) per pianoforte, sestetto vocale, coro e orchestra e il concerto per pianoforte e orchestra Flottaison Blème (1978), con Novellette (1984) inizia un percorso solistico che si concretizza con regolarità in Studi in forma di variazione (1987), Ja Lily (1994) Il Mulino di Amleto (1997), Ballata (2000) e l’Albero del Tule (2002). Il tramite pianistico offre un’angolazione privilegiata, più essenziale nell’architettura in quanto delineato senza eccessive ‘distrazioni’ timbriche, per osservare la stessa figura da angolazioni differenti, e per cogliere in essa contorni ma soprattutto rapporti sempre differenti. E che cosa è il comporre se non svelare a sé e agli altri la possibilità di nuove combinazioni fra le cose?

Di ciò si nutre anche Gaia, scritta nell’estate 2006 su commissione del Festival Milano Musica per la pianista Maria Grazia Bellocchio, che ha sollecitato e tenuto a battesimo quasi tutti i miei lavori pianistici recenti” (Sandro Gorli).

 


Maria Grazia Bellocchio si è diplomata con il massimo dei voti, la lode e la menzione d’onore al Conservatorio di Milano. Successivamente ha studiato al Conservatorio  di Berna con Karl Engel e a Milano con Franco Gei. Ha suonato come solista con numerose orchestre (Angelicum di Milano, RAI di Milano, Teatro Comunale di Bologna, Scottish Chamber Orchestra, Toscanini di Parma, Sinfonica G. Verdi di Milano) e per associazioni concertistiche e festival (Autunno Musicale di Como, Teatro Comunale di Bologna e Ferrara, Teatro Regio di Parma, Settembre Musica di Torino, Teatro Grande di Brescia, il Teatro Bibiena di Mantova, il Teatro Donizetti di Bergamo, la Società dei Concerti di Milano, Milano Musica, Klangforum di Vienna, Fondazione Gulbenkian di Lisbona, Festival di Strasburgo, Festival Présences di Parigi).

Nel 1989 è stata invitata a far parte dell’Orchestra dello Schleswig Holstein Music Festival diretta da Leonard Bernstein. Da diversi anni si dedica allo studio della musica contemporanea collaborando con il Divertimento Ensemble diretto da Sandro Gorli. Ha inciso un Cd per la Stradivarius con l’opera pianistica di Sandro Gorli e Franco Donatoni.

 
 
 
 
 
 
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