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Biennale Musica  52. Festival Internazionale di Musica Contemporanea  Adčs / Kurtág / Donatoni / Gorli / Stockhausen [piano recital] 


Sabato 4 ottobre ore 17.00

Sale Apollinee - Teatro La Fenice

Adčs / Kurtág / Donatoni / Gorli / Stockhausen

piano recital

Thomas Adčs, Still sorrowing (1992,10’)       

György Kurtág, da Játékok (1973/76, 6'): Fancifully / Les adieux (In Janáček Manier) / Pen Drawing, Valediction to Erzsébet Schaŕr / Grassblades in memory of Klára Martyn / Stubbunny

Franco Donatoni, Françoise Variationen (I-VII) (1983, 5’)

Sandro Gorli, Gaia (2006, 7’)

Karlheinz Stockhausen, Klavierstück XIV (1984, 5’)              

György Kurtág, da Játékok (1973/76, 7’): Antiphony in F-sharp / Doina / Thistle / Hommage ŕ Stockhausen

Karlheinz Stockhausen, Klavierstück XVI (1995, 7’)              

Franco Donatoni, Françoise Variationen (VIII-XXI) (1987, 10’)

pianoforte Maria Grazia Bellocchio

Maria Grazia Bellocchio

Strumento completo per eccellenza e laboratorio di prova e di elaborazione delle idee di ogni autore, il pianoforte č rimasto terreno costante di sperimentazione e ricerca, e anche quando sembrava avere esaurito le proprie potenzialitŕ espressive ha continuato - e continua ancora oggi  - a sollecitare la creativitŕ di tanti autori partecipando appieno all'evoluzione del linguaggio contemporaneo.

Maria Grazia Bellocchio, solista di vaglia e interprete raffinata di musica contemporanea che ha collaborato anche con il Divertimento Ensemble, propone un excursus nella produzione pianistica di ieri e di oggi con Thomas Adčs, György Kurtág, Karlheinz Stockhausen, Franco Donatoni e Sandro Gorli.

 

Costruito per simmetrie, il concerto di Maria Grazia Bellocchio alterna i “giochi” di Kurtág (1926) - Játékok - alle Françoise Variationen di Donatoni e ai Klavierstücke di Stockhausen.

Suonare č giocare per uno dei massimi artefici della musica del ‘900, che descrive la genesi della sua opera come “suggerita dal bambino che si dimentica di se stesso mentre suona, quel bambino per il quale lo strumento č ancora un gioco”. Gli “esercizi” di Játékok - dimenticate scale, ritmi, tempo - coinvolgono immediatamente nell’esperienza sonora, utilizzando la tastiera in modo assolutamente liberatorio. I numerosissimi e brevi “giochi” che Kurtág compose dal 1972 al 1993, raccolti in 8 volumi, sono un invito al piacere del fare musica. Fra i brani scelti dalla Bellocchio figura anche Hommage ŕ Stockhausen, a ribadire i tributo che corre lungo il Festival a uno dei massimi sperimentatori.

 

Č infatti sulla tastiera, con i Klavierstücke - originariamente un progetto a lungo termine di 21 pezzi – che Stockhausen “fissa” l’evoluzione del suo linguaggio mettendoli, a partire dal XII, in stretto collegamento con la creazione del ciclo di Licht. Cosě, il XIV pezzo, qui proposto, č la versione per painoforte solo – dedicata a Pierre Boulez per il suo sessantesimo compleanno - di un frammento del secondo atto di Montag aus Licht; mentre il XVI, che introduce il sintetizzatore e il nastro magnetico a fianco del pianoforte, č tratto da Freitag aus Licht.

 

Anche per Donatoni il pianoforte č uno strumento che ritorna nel suo percorso artistico e ne accompagna l’evoluzione, sottolineandone alcune tappe significative. I brani proposti in concerto appartengono all’ultimo periodo del compositore e testimoniano il recupero di una maggior libertŕ espressiva, svincolata dal “pensiero negativo” che aveva invece caratterizzato la prima fase.

 
 
 
 
 
 
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