Biennale Musica
52. Festival Internazionale di Musica Contemporanea
Lutosławski / Corghi / Vacchi / Lindberg [orchestra]
A Corghi segue un altro importante autore italiano, Fabio Vacchi (1949), che debuttò giovanissimo proprio alla Biennale (nel 1976 con Sinfonia in 4 tempi per orchestra, direttore Giuseppe Sinopoli), e che lo scorso anno ha presentato al Teatro alla Scala un’opera di grande fascino, Taneke, con la regia di Ermanno Olmi. Al regista bergamasco, Vacchi aveva già “prestato” la sua musica per Il mestiere delle armi, vincendo il David di Donatello e avviando una collaborazione con il cinema che lo vedrà nuovamente vincitore degli Rdc Awards per le musiche di Gabrielle di Patrice Chéreau (2005).
Scrivere musica per chi non ascolta musica contemporanea è l’impegno di Fabio Vacchi, che accetta di utilizzare quei “dispositivi” che consentono di agganciare l’orecchio dell’ascoltatore, come la ripetizione di un elemento lungo l’arco di un brano, l’informazione riconoscibile, l’elemento sorpresa. “Solo una musica capace di mettere in moto le percezioni sensoriali e, addirittura, affettive – dichiara Vacchi, può aspirare alla bellezza, bene che ci riguarda tutti, perché ci permette di vivere.”
Di Vacchi verrà eseguito un recentissimo brano orchestrale, Voci di Notte.
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Conclude la serata il finlandese Magnus Lindberg (1958), che alcuni critici hanno definito “ubiquo” tanta è la frequenza delle sue esecuzioni, a testimonianza della vivacità di un’area, quella del Nord dell’Europa, oggi ricca di proposte. Dagli esordi nella musica concreta, come Action-Situation-Signification (1982), Lindberg passa poi a sviluppare il rapporto tra suoni acustici e strumentazione elettronica, come in Kraft (1983/85), fino ad attenuare la presenza del live electronics in Marea (1990), Piano Concerto (1990/94), Corrente (1992) e Coyote Blues (1993). Il suo lavoro orchestrale più impegnativo, Aura – In memoriam Witold Lutosławski, commissionato dal Suntory International Program for Music Composition, debutta a Tokyo (1994), mentre Arena (1995) è commissionato dal Sibelius Conductor’s Competition a Helsinki.
Da una revisione che Lindberg farà l’anno successivo, nasce Arena II. A proposito di questo brano, Jacques-Emmanuel Fousnaquer ha parlato su Le Monde di “scrittura cesellata insieme a una impetuosità e una vita irresistibile”, di “maestria assoluta della forma e della durata”, aggiungendo: ”Questo grande ammiratore di Beethoven, Mahler e Sibelius sembra assumere sempre più una certa opulenza sonora, un gusto per l’effetto dinamico”.
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