Biennale Musica
52. Festival Internazionale di Musica Contemporanea
Petraškevičs / Maderna / Ambrosini / Grisey [ensemble]
Venerdì 10 ottobre ore 18.00
Teatro Piccolo Arsenale
Petraškevičs / Maderna / Ambrosini / Grisey
ensemble
Jānis Petraškevičs, Flight of the arrow. Just heaving in sight and... far afar monodramma per violoncello solo op.1 (1996-97, 13’) prima es. italiana
Bruno Maderna, Serenata per un satellite per flauto, oboe, clarinetto, violino e marimba (1969, 10') versione di Claudio Ambrosini (1985)
Claudio Ambrosini, Il suono e il suo doppio per violoncello solo (2004, 7')
Gérard Grisey, Vortex Temporum I, II, III per pianoforte e 5 strumenti (1994-96, 41')
violoncello Carlo Teodoro
pianoforte Aldo Orvieto
Ex Novo Ensemble
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Un gioco di rimandi tra Bruno Maderna e Claudio Ambrosini – vincitore del Leone d’oro per la Musica del futuro lo scorso anno – è al centro del concerto dell’Ex Novo Ensemble, formazione veneziana di punta nella musica contemporanea. Sono gli anni Sessanta, quando il mondo intero è galvanizzato dall’allunaggio degli americani, le spedizioni e i lanci di satelliti si susseguono.
Maderna (1920-1973) scriverà Serenata per un satellite nel 1969 – considerato uno dei più bei pezzi aleatori mai composti – entusiasmato dal lancio del satellite europeo Estro, coordinato dal fisico italiano Umberto Montalenti, dedicatario del pezzo. È la struttura “aperta” dell’opera a consentire l’affettuoso omaggio di Ambrosini, che aveva conosciuto Maderna da ragazzo. L’idea che informa questa rivisitazione è che un’opera aperta debba riaggiornarsi nel tempo, portando, a ogni nuova esecuzione, quei segni che parlano al mondo in quel momento. Di Claudio Ambrosini si ascolterà anche Il suono e il suo doppio, un brano che nasce dagli interrogativi sulla possibilità di una natura duplice del suono: “Un suono può avere un suo "doppio", una sorta di vibrazione secondaria, di ombra, di alter-ego? All'interno di un suono ce ne può cioè essere nascosto un altro, come nel verde sono contenuti il giallo e il blu, o nel grigio il bianco e il nero, o nell'arancione il rosso e il giallo? Possono nuove tecniche (dell'arco, delle dita) rendere l'esecuzione a tratti cangiante, così da far emergere la filigrana delle note?” (C. Ambrosini).
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