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Biennale Architettura  10. Mostra Internazionale di Architettura 
Città. Architettura e società 

La Biennale di Venezia ha scelto emblematicamente di iniziare questa edizione della Mostra con un incontro di lavoro (il 6 settembre) al quale ha invitato Sindaci e rappresentanti di alcune delle più popolate città del mondo, per discutere con i maggiori esperti internazionali sulle trasformazioni e sul ruolo futuro delle aree metropolitane. L’incontro, affidato a Guido Martinotti, è il primo di un ciclo di eventi e attività che completano il progetto espositivo della 10. Mostra Internazionale di Architettura.

 

Durante il vernissage (6, 7, 8, 9 settembre) la Biennale ha proposto per la prima volta un ciclo di conversazioni e incontri con il pubblico, invitato a incontrare alcuni dei maggiori architetti internazionali (tra gli altri Renzo Piano, Richard Rogers, Norman Foster, Massimiliano Fuksas, Zaha Hadid, Rem Koolhaas, Jacques Herzog, Paolo Portoghesi).

 

Un workshop è dedicato ai temi della mobilità sostenibile nelle meta-città (l’8 e 9 novembre, in occasione del Forum Internazionale Mo.Ve. Mobility Venice).

Un convegno a cura di Leonardo Fiori e promosso da Inarcassa, è focalizzato sulle problematiche professionali della progettazione nel nuovo scenario europeo e si svolge il 20 ottobre.

 

Learning from Cities, laboratorio internazionale di progettazione coordinato da Francesco Garofalo, presenta 23 scuole di architettura italiane ed estere invitate a confrontarsi sui temi centrali della Mostra, esponendo i loro lavori al Padiglione Italia dal 9 al 19 novembre 2006.

Per la prima volta la Regione Veneto partecipa alla 10. Mostra con un proprio spazio espositivo al Padiglione Italia, intitolato Verso il terzo Veneto.

 

Agli 11 Eventi collaterali si affiancano quest’anno 3 iniziative partner negli spazi dell’Arsenale:

- la mostra Le città nella città. Costruire oggi la Milano del futuro a cura di Risanamento S.p.A. nelle Fonderie;

- la mostra Metrò-Polis a cura di Benedetto Gravagnuolo e Alessandro Mendini, organizzata dalla Regione Campania e il Comune di Napoli con l’Ente Autonomo Volturno e la M. N. Metropolitana di Napoli alle Artiglierie;

- il progetto della nuova città cinese Tong Li, a cura di Mi Qiu e del team italiano guidato da Francesco Morena, alla Sala Marceglia.

 

Alle esposizioni di 49 Partecipazioni nazionali, sia con propri Padiglioni nazionali che con sedi disseminate nel centro cittadino, si affianca, a partire da questa edizione della Biennale, l'Italia per la prima volta ospitata dal nuovo Padiglione Italiano alle Tese delle Vergini all'Arsenale con la mostra La Città Nuova. Italia-y-2026. Invito a Vema a cura di Franco Purini.

Il primo Padiglione Italiano della storia recente della Biennale illustra e racconta una nuova città: una città di fondazione, ma anche una città ideale, innovativa, utopica - dell’“utopia della realtà” di Ernesto Nathan Rogers -, collocata in prossimità dell’incrocio dei corridoi ferroviari europei Lisbona-Kiev e Berlino-Palermo, tra Verona e Mantova. VEMA, questo il nome, è progettata da venti architetti, o gruppi di architetti, tra i trenta e i quarant’anni, che hanno affrontato altrettanti problemi, tra i quali la casa, i luoghi di lavoro, il corpo, l’arte, le infrastrutture, i media, il verde, il tempo libero, l’energia.

 
 
 
 
 
 
 
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