Biennale Cinema
65. Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica
Wim Wenders Presidente della Giuria Internazionale Venezia 65
Venezia, 27 giugno 2008
Il Cda della Biennale di Venezia, presieduto dal Presidente Paolo Baratta, accogliendo la proposta del Direttore della Mostra Marco Müller, ha deciso che il presidente della Giuria Internazionale del Concorso della 65. Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica (27 agosto – 6 settembre 2008), sarà uno dei più grandi cineasti della sua generazione, il regista tedesco Wim Wenders, che con la Mostra ha stretto nel corso degli anni un lungo sodalizio fin dall’esordio.
Wenders è stato, infatti, protagonista al Lido già nel 1972 con il suo primo lungometraggio Prima del calcio di rigore (Die Angst des Tormanns beim Elfmeter) e ha vinto dieci anni più tardi con Lo stato delle cose (Der Stand der Dinge) il Leone d’Oro, primo di una serie d’importanti riconoscimenti che lo hanno portato alla ribalta internazionale.
La filmografia del regista si è intrecciata con la Mostra ancora numerose volte nel corso degli ultimi decenni: nel 1989 Wenders ha presentato Lampi sull'acqua - Nick's movie (Lightning Over Water) nella sezione Mezzogiorno-Mezzanotte; nel 1985 ha proposto Docu Drama alla Settimana Internazionale della Critica; nel 1994 il mediometraggio Arisha (Arisha, der Bär und der steinerne Ring) ha partecipato alla sezione Finestra sulle Immagini; nel 1995 Al di là delle nuvole, firmato insieme a Michelangelo Antonioni, presentato fuori concorso, ha vinto il premio Fipresci; nel 1996 è stato proposto nella sezione Finestra sulle Immagini il lavoro televisivo I fratelli Skladanowsky (Die Gebrüder Skladanowsky); nel 2004 il regista è tornato in concorso con Land of Plenty.
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Note biografiche
Wim Wenders (Düsseldorf, Germania,1945), punto di riferimento imprescindibile tra i registi del Nuovo Cinema Tedesco, è un autore tra i più innovativi del cinema contemporaneo per scelte tematiche e stilistiche. Il suo cinema, rifiutando lo schema narrativo tradizionale, è tra i più influenti degli ultimi quarant’anni, attraversa generi differenti e crea opere sempre complesse e ricche di prospettive.
Wenders è stato capace - insieme ad Alexander Kluge, Rainer Werner Fassbinder, Werner Herzog, Margarethe von Trotta - di mettere in luce le contraddizioni e le tensioni della società tedesca, portandone in primo piano i problemi politici e le questioni sociali ed esistenziali. Contemporaneamente, ha condotto una personale riflessione filosofica sull’importanza del vedere e sull’etica delle immagini, nell’epoca del loro massimo proliferare. Ponendo sempre al centro della propria indagine il rapporto fra musica e immagini, Wenders ha legato tali riflessioni al tema del viaggio e del movimento in un continuo gioco di rimandi fra realtà e finzione.
Produttore, sceneggiatore, attore, montatore, autore di svariati libri e fotografo, poco più che ventenne, dopo essersi dedicato alla pittura e all’incisione, scopre la passione per il cinema alla Cinémathèque française. Studia alla Hochschule für Film und Fernsehen di Monaco, scrive come critico e gira i primi cortometraggi (Schauplätze, Victor I, Silver City, Drei Amerikanische LP’s), in cui sono già presenti motivi e forme della sua futura filmografia, come l’attenzione all’immagine e al metacinema, l’amore per il rock e il tema del viaggio. Dopo aver realizzato nel 1970 Estate in città (Summer in the City), suo film diploma alla scuola cinematografica di Monaco, nel 1972 presenta alla 33. Mostra di Venezia il suo primo lavoro da professionista, Prima del calcio di rigore (Die Angst des Tormanns beim Elfmeter, 1971). Il film, tratto da un romanzo di Peter Handke, anticipa quelle che saranno le coordinate della sua poetica, fatta di sguardi sulla quotidianità, di personaggi che faticano a comunicare e di un cinema che tende a privilegiare l’evidenza visiva più che la sottolineatura verbale.
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