Susanne Linke, una delle massime artefici del Tanztheater tedesco, che riscrive un assolo di smagliante bellezza, caposaldo del suo percorso artistico, Schritte Verfolgen II – reconstruction (24/25 giugno, Teatro Piccolo Arsenale); infine Alonzo King, uno dei più raffinati esponenti del rinnovamento del balletto classico, leader del Lines Ballet, a Venezia con un dittico: Rasa e Irregular Pearl (26/27/28 giugno, Teatro alle Tese).
Accanto a Balletto Civile di Michela Lucenti, la Biennale di Venezia ha affidato il compito di pensare coreograficamente il tema della bellezza ad altri due artisti, esponenti di una danza italiana che si è principalmente formata all’estero prima di tornare a operare in patria: Mauro Astolfi che, a Venezia con la sua compagnia Spellbound, ha trovato ispirazione nel mito di Don Giovanni - Il gioco di Narciso (28/29 giugno, Teatro Piccolo Arsenale); e il ventisettenne Mauro De Candia che con l’assolo Chain of Feathers, ha pensato a “un corpo che disegna stati d’animo e visioni oniriche“ (28/29 giugno, Teatro alle Vergini).
Un capitolo a parte all’interno del Festival di Danza occupa lo spettacolo sperimentale La bambola di carne, opera di “polifonia mediatica“, ispirata al celebre film muto di Ernst Lubitsch e ideata da Letizia Renzini con la danzatrice Marina Giovannini, la vocalist Sabina Meyer e l’architetto e illustratore Paolo Fiumi. Coprodotto dalla Biennale con Dance Umbrella e ImPulsTanz, due fra i massimi appuntamenti internazionali dedicati alla danza contemporanea, e parte di un progetto più ampio avviato dalla Biennale stessa e sostenuto dal Programma Cultura dell’Unione Europea (European Network of Performing Arts - ENPARTS), La bambola di carne debutterà in prima assoluta nell’ambito del 6. Festival Internazionale di Danza Contemporanea (21/22 giugno, Teatro alle Vergini), per essere successivamente rappresentato a Londra e a Vienna.
Il prestigioso riconoscimento dedicato alla carriera, il Leone d’oro che lo scorso anno aveva premiato Pina Bausch e nel 2006 Carolyn Carlson, è stato quest’anno attribuito all’artista praghese Jirí Kylián, coreografo e anima del Nederlands Dans Theater, che “ha saputo imporre con la forza del genio e della grazia una sua visione inconfondibile del balletto contemporaneo” (dalla motivazione). Il pubblico potrà incontrare l’artista al Telecom Italia Future Centre il 16 giugno alle 18.00. La cerimonia di premiazione avverrà invece il 17 giugno alle 19.30 presso il Teatro Malibran.
L’attenzione agli aspetti formativi per i settori dello spettacolo dal vivo della Biennale, che intende valorizzare le forze attive sul territorio inserendole nell’ambito di una progettualità d’autore, è la premessa alla collaborazione con la Federazione Nazionale Associazione Scuole di Danza e l’Associazione Culturale Danzavenezia per il progetto Choreographic Collision, nato sotto la direzione artistica dello stesso Ismael Ivo. Al secondo anni di vita, il percorso di perfezionamento avviato con Choreographic Collision approda quest’anno ad un esperimento di produzione per quattro giovani coreografi, invitati ad elaborare il tema della bellezza misurando la propria creatività con una troupe di professionisti della danza (il videomaker Lutz Gregor, il drammaturgo Stefano Tomassini, il musicista Paki Zennaro). L’esito di questo laboratorio sarà presentato al Telecom Italia Future Centre il 19 e 20 giugno, quindi il 24 e 25 giugno.
In questa prospettiva, la Regione del Veneto è da quest’anno partner di programma per la danza, riconoscendo a quest’attività della Biennale la capacità di saper guardare a Venezia e al mondo contemporaneamente. Anche la collaborazione con la Fondazione Teatro La Fenice, collaudata da diversi anni, trova nuovo alimento nella condivisione di obiettivi e programmi del Festival di Danza.