Roma, 11 giugno 2008
Per la prima volta la Biennale Teatro, diretta da Maurizio Scaparro, progetta la propria attività nell’arco di due anni e attorno a un unico tema, il Mediterraneo. Due momenti diversi di attività che sono però strettamente correlati fra loro, secondo modalità nuove.
Il Laboratorio Internazionale del Teatro, che si svolgerà a Venezia dal 27 ottobre al 29 novembre 2008, si sviluppa attorno all’idea di teatro come “cantiere d’arte”, in cui far germinare e sedimentare le opere di domani, offrendo allo stesso tempo ai giovani e futuri artisti la possibilità di una formazione, la trasmissione di un sapere e il confronto diretto nella ricerca.
Molti dei laboratori in programma a novembre, poi, confluiranno nel 40. Festival Internazionale del Teatro - che si svolgerà a ridosso del Carnevale, dal 20 febbraio all’8 marzo 2009 – questa volta in forma di spettacoli, dopo che se ne erano mostrate alcune fasi di elaborazione durante il Laboratorio Internazionale del Teatro.
A ispirare sia il Laboratorio che il Festival è il tema del Mediterraneo, visto come “luogo complesso di incontri e correnti, che implica lo spostamento di popolazioni, storie e culture, che sottolinea il senso continuo della trasformazione storica e della tradizione culturale che lo rende un luogo di transito continuo” (Iain Chambers) In un percorso che parte dalle nostre radici letterarie e culturali per giungere alle realtà brucianti della storia dei nostri giorni - dalla Palestina al Libano, da Israele ai Balcani - si snoda la prima parte del progetto.
Il Laboratorio Internazionale del Teatro si distribuirà attorno a cinque grandi temi in cui si articola, mostrandone le diverse sfaccettature, il Mediterraneo: Il mare di Shakespeare, I miti ritrovati, C’era una volta, Le lingue franche dei porti del Mediterraneo, Sans papiers.
Nella giornata inaugurale del 27 ottobre, all’Auditorium Santa Margherita, si svolgerà un forum che introdurrà e approfondirà proprio queste tematiche con scrittori, attori, studiosi, critici e registi invitati al Laboratorio Internazionale del Teatro: Adonis, Carmelo Alberti, Roger Assaf, Iain Chambers, Francesca Corrao, Masolino D'Amico, Predrag Matvejević, Massimo Nava, Maurizio Scaparro, Piermario Vescovo.
Il mare di Shakespeare – con cui si apre il Laboratorio Internazionale del Teatro – è un Mediterraneo segnato da naufragi e migrazioni, che unisce e separa – padri, figli, amanti – e che domina la geografia immaginaria di tante tragedie del drammaturgo inglese. Ed è a Shakespeare che, sorprendentemente, gli attori del Teatro Nazionale Palestinese di Gerusalemme Est pensano quando devono affrontare un laboratorio di formazione nelle arti dello spettacolo guidato da Gabriele Vacis. Nato dalla volontà di mettere in gioco l’espressione teatrale come possibilità di riscatto da condizioni sociali e vissuti drammatici, il laboratorio si svolge in una delle aree più calde del pianeta, nei territori occupati che si estendono tra il Mar Morto e il Mediterraneo coinvolgendo attori professionisti e non di Gerusalemme Est. Il lavoro sull’Amleto di Shakespeare che nasce da questa singolare esperienza sarà in anteprima in Italia per la Biennale di Venezia (6 novembre, San Servolo), dopo aver toccato le principali città dei Territori (Hebron, Gerico, Ramallah, Betlemme).
Particolarmente densa di esperienze è la sezione dedicata ai Miti ritrovati: elemento fondante della “cultura mediterranea”, il mito rappresenta la capacità di rigenerarsi e di rinascere ogni volta sotto nuove forme. In questo quadro si colloca il laboratorio Elyssa/Didone: la regina errante – condotto da Renato Nicolini e Marilù Prati tra Nefta, alle porte del Sahara, e Reggio Calabria, prima di approdare a Venezia e alla Biennale (31 ottobre, San Servolo). È invece nell’eroina di Sofocle, Antigone, che il Teatro del Lemming, compagnia dal linguaggio personalissimo fondato sulla sensorialità dell’attore, riconosce il paradigma della cultura e della civiltà mediterranea. Di Progetto Antigone si potrà vedere una fase di elaborazione nel corso del Laboratorio (13 novembre, San Servolo), mentre l’esito finale dello spettacolo verrà presentato nel 40. Festival Internazionale del Teatro a febbraio 2009.
Roma-Tor Bella Monaca e Venezia-Marghera sono i due poli – caratterizzati da criticità simili – del laboratorio Ploutos, guidato da Massimo Popolizio e ispirato a una delle più belle commedie aristofanesche (10 novembre, Teatro Aurora, Marghera).
E ancora, si raccolgono attorno al tema dei Miti ritrovati: Il teatro come arte della navigazione, laboratorio curato dal regista Giuseppe Emiliani e ispirato alla rilettura del mito di Ulisse che ne fece Alberto Savinio (20 novembre, San Servolo), destinato a essere presentato in forma di spettacolo, Capitan Ulisse, nel prossimo 40. Festival Internazionale del Teatro, come Studio su Orlando, dall’omonimo romanzo di Virginia Woolf, un laboratorio tra drammaturgia e musica coordinato da Stefano Pagin e Gabriella Zen; In volo verso Simurgh, in cui la regista lirica Elisabetta Brusa elabora suggestioni mediterranee attinte al Verbo degli uccelli, poema del più grande poeta mistico persiano, Farid ad-din Attar (27 novembrer, San Servolo). Conclude questo percorso attraverso i miti Un mare di angeli, recital di canti tradizionali dell’area greca e cretese per la regia di Raffaele Curi e interpretati dalla stupefacente voce di Myrtò Papatanasiu (27 novembre, Teatro Goldoni).