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la Biennale di Venezia
Main Visual Sezione Teatro (new)

Teatro

Teatropersona (Italia)

Mercoledì 12 ottobre - ore 13.00
Teatro Fondamenta Nuove
Teatropersona (Italia)
A U R E

con
Valentina Salerno, Francesco Pennacchia, Chiara Michelini
regia Alessandro Serra
produzione Teatropersona, Regione Lazio – Assessorato alla Cultura, Arte e Sport, Bassano Operaestate Festival, Teatro Fondamenta Nuove Venezia, Rete teatrale aretina / Teatro Castiglion Fiorentino, Fondazione Ca.Ri.Civ.
 
 
Negli ultimi anni la compagnia Teatropersona e stata impegnata in quella che definisce “Trilogia del silenzio e della memoria”: dopo un lungo lavoro di sperimentazione e formazione, ha deciso di sottrarre il linguaggio verbale alla scena intraprendendo una ricerca pluriennale fra corpo dell’attore e composizione dell’immagine di cui “A U R E” e l’ultimo esito. L’origine e quell’epica emozionale della “Recherche” di Proust; lo spazio, la stanza della memoria che l’autore ha richiamato più volte nella propria opera, si presenta alla luce del pittore danese Vilhelm Hammershoi, grande artista del silenzio. Qui, nel mondo del sonno, non si trovano personaggi o storie tradizionalmente intese: le figure che lo abitano si nutrono delle
situazioni reali, ma le portano a evaporare o riverberare; i tavoli e le sedie sembrano pronti a piroettare, gli oggetti a librarsi in volo, le numerose porte sempre sul punto di schiudersi, rivelando presenze taciute e stanze della memoria involontaria.
 
 
Biografia
Teatropersona (Italia)
www.teatropersona.it 
 
Le azioni fisiche di Grotowski, la biomeccanica mejercholdiana, le arti marziali, i canti vibratori. E poi seminari coi maestri del terzo teatro. Dopo queste esperienze formative, Alessandro Serra (autore e regista) e Valentina Salerno (attrice) nel 1999 fondano Teatropersona, dichiarato omaggio all’opera di Ingmar Bergman. All’inizio fanno teatro di parola. La svolta estetica arriva con Beckett Box, spettacolo di figura interamente muto: da allora Teatropersona si dedica a un teatro di forte impatto visivo da cui la parola è esclusa, tanto negli spettacoli per bambini che nei nuovi lavori che, appunto, si raccolgono sotto il nome “Trilogia del silenzio”.

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