Chiudi

la Biennale di Venezia
Main Visual Sezione Teatro (new)

Teatro

Romeo Castellucci Leone d’oro alla carriera per il Teatro

Venerdì 2 agosto
Sala delle Colonne di Ca’ Giustinian, ore 16.00
Cerimonia di consegna
 
Il Leone d’oro alla carriera è stato attribuito a Romeo Castellucci “per la sua capacità di creare un nuovo linguaggio scenico in cui si mescolano il teatro, la musica e le arti plastiche. Per aver creato mondi in cui si arriva all'eccellenza della rappresentazione di stati onirici, che è forse la più bella affermazione che si può fare del fatto teatrale. Per aver fatto una rappresentazione scenica di una cosa impossibile da rappresentare come l'incubo. Per averci fatto dubitare, interrogandoci con scene apparentemente inoffensive, e poi farci scoprire che dietro ogni pelle di pecora c'è un lupo o cento lupi o mille. Per averci trasportato in mondi paralleli per poi riportarci indietro e rivedere i nostri stessi mondi e trovarli differenti. Per averci saputo elevare e rapire all'interno dei suoi racconti spesso dimenticando che eravamo seduti nella platea di un teatro. Per aver unito strettamente il suo nome alla parola Arte. Per aver fatto dell'Italia un riferimento internazionale attraverso la creazione e la rappresentazione delle sue opere alla fine del XX secolo e all'inizio del XXI. Per esser rimasto scenicamente vivo dopo tutti questi anni di lavoro, continuando con la stessa freschezza con cui ha iniziato 30 anni fa. E per essere stato una grande fonte di ispirazione per le generazioni successive a cui ha regalato un magma di nuovi linguaggi scenici”.
 
Più volte invitato con i suoi spettacoli al Festival del Teatro della Biennale di Venezia, Romeo Castellucci ne è stato anche direttore nel 2005, realizzando una edizione intitolata Pompei, il romanzo della cenere premiata con un Ubu del Teatro.
 
In passato il riconoscimento per il Teatro era stato attribuito a Ferruccio Soleri (2006), Ariane Mnouschkine (2007), Roger Assaf (2008), Irene Papas (2009), Thomas Ostermeier (2011) e Luca Ronconi (2012).
 
 
Cenni biografici
Romeo Castellucci (Cesena – Italia, 1960)
Si diploma in pittura e scenografia all’Accademia di Belle Arti di Bologna. Nel 1981 insieme a Claudia Castellucci e a Chiara Guidi fonda la Socìetas Raffaello Sanzio. Da allora realizza numerosi spettacoli come autore, regista, e creatore delle scene, delle luci, dei suoni e dei costumi. Noto in tutto il mondo – i suoi lavori sono stati presentati in più di cinquanta nazioni - come autore di un teatro fondato sulla totalità delle arti e rivolto a una percezione integrale, ha anche scritto diversi saggi di teoria della messa in scena, che percorrono il cammino del suo teatro. Le sue regie, infatti, propongono linee drammatiche non soggette al primato della letteratura, facendo del teatro un’arte plastica, complessa, ricca di visioni. Questo ha sviluppato un linguaggio comprensibile come possono esserlo la musica, la scultura, la pittura e l’architettura. Il suo lavoro è regolarmente invitato e prodotto dai più prestigiosi teatri di prosa, teatri d’Opera e festival internazionali.
Nel 2005 è nominato Direttore del Settore Teatro della Biennale di Venezia per il 37. Festival Internazionale, intitolato “Pompei. Il romanzo della Cenere” e caratterizzato da una ridefinizione del problema della rappresentazione, una riconsiderazione del ruolo dello spettatore e un’apertura verso le forme di teatro nascenti e opere non incluse nel quadro tradizionale del teatro. Nel 2007 ricopre il ruolo di “artiste associé” della Direzione artistica del Festival d’Avignon per la 62a edizione (2008), dove presenta l’imponente trilogia Inferno, Purgatorio, Paradiso ispirata alla Divina Commedia di Dante. Trilogia che Le Monde elegge migliore spettacolo teatrale ed evento culturale tra i dieci più influenti del decennio 2000-2010 nel mondo.
Nel 2010 inizia un nuovo progetto che lo porterà alla creazione di Sul concetto di volto nel figlio di Dio e di Il velo nero del Pastore. Nel 2012 il ciclo si conclude con la creazione di The Four Seasons Restaurant. Nel 2011 affronta il Parsifal di Richard Wagner presso il Theatre La Monnaie – De Munt di Bruxelles, premiato con il Prix Europe Francophone da parte del Syndicat de la critique Théâtre, Musique et Danse; nello stesso anno è l’artista prescelto del Tokyo Festival, dove realizza The phenomenon called I. Nel 2013 è invitato dalla Schaubhüne di Berlino a produrre Hyperion di F. Hölderlin.
Romeo Castellucci è anche autore, insieme a Claudia Castellucci e Chiara Guidi, di diverse opere di drammaturgia tra cui: Il teatro della Socìetas Raffaello Sanzio (Ubulibri, Milano, 1992), Epopea della Polvere (Ubulibri, Milano, 2001), Les Pélerins de la matière (Les Solitaires Intempestifs, Besançon, 2001), Epitaph (Ubulibri, Milano, 2005), The Theatre of Socìetas Raffaello Sanzio (Routledge, London and New York, 2007), Itinera: Trajectoires de la forme - Tragedia Endogonidia (Arles, Actes Sud, 2008).
Numerosi i premi e le onoreficenze ricevute, fra cui il titolo di Chevalier des Arts et des Lettres dal Ministero della Cultura della Repubblica Francese nella persona di Cathérine Tasca (2002).