la Biennale di Venezia
Main Visual Sezione Teatro (new)

Teatro


Laboratori

BIENNALE COLLEGE - TEATRO
 
 
 

GABRIELA CARRIZO / PEEPING TOM*
Ofelia
destinatari: 15 attori/danzatori/performer e 5 uditori, in inglese o italiano
5-11 agosto
 
OPHELIA'S MUDDY DEATH
La fangosa morte di Ofelia
L'idea è quella di tuffarsi attraverso Ofelia, in una dimensione incerta. Mettere in discussione il silenzio. Questa sarà la base conscia e inconscia della ricerca e della sperimentazione con i ballerini e gli attori, per avventurarsi lungo percorsi che non sappiamo dove portano, lungo i percorsi che fanno paura.
Le strategie e i materiali di costruzione saranno primordiali, richiederanno di guardare nel territorio e nei luoghi su cui non abbiamo mai scommesso. Elevando il linguaggio fisico a un’altra intensità, tra realtà e finzione.
 
Ai candidati si richiede di compilare il form di iscrizione in tutte le sue parti.
In particolare si segnala che il video inviato può essere di un lavoro personale (già fatto) o un’improvvisazione, tra 1 e 5 minuti. Deve esserci movimento teatrale e deve avere per il candidato un rapporto con la morte.

 
 

JAN LAUWERS / NEEDCOMPANY*
Re Lear
destinatari: 15 attori/danzatori/performer e 5 uditori, in inglese
5-11 agosto
 
L’ATTO IMPOSSIBILE – RE LEAR
Basato sul V atto di Re Lear (troppo immenso per il palcoscenico).
È richiesta la nudità in quanto il V atto di Re Lear riguarda la forza più estrema della violenza e del sesso.
 
Spetterà dunque a noi portare, rassegnati, tutto il peso di questi tristi tempi;
e dire quello che sentiamo dentro, non quello che dovremmo.
Il più vecchio di noi ha più sofferto;
noi non vedremo né vivremo tanto.
 
Questa citazione rappresenta le ultime parole di uno dei pochi protagonisti che sopravvive in Re Lear. Come indicazione scenica finale, Shakespeare precisa: “Exeunt con marcia funebre”.
Re Lear è la tragedia più ‘scomoda’ di Shakespeare. Questo senso di disagio fu censurato per quasi duecento anni prima che Kean la riportasse alla sua corretta interpretazione nell’Ottocento.
L’ultimo atto fu riscritto e mutilato più volte per imporre una conclusione positiva in stile Hollywoodiano, perché la fine originale era considerata troppo negativa.
Rispetto alle splendide scene di morte, per esempio, di Antonio e Cleopatra nell’omonima tragedia, gli eroi di Re Lear subiscono una morte totalmente insignificante e insoddisfacente, una morte che non offre alcun pretesto per lo sfoggio di una bella scrittura.
Spesso si sente dire ‘troppo immenso per il palcoscenico’. Non è più teatro. Shakespeare aveva troppo da dire in un colpo solo. Ma nella mia opinione, in questa tragedia Shakespeare pone la sua arte al di sopra della sua artigianalità drammaturgica, un compito non sempre facile.
In questa tragedia Shakespeare diventa il sommo ‘creatore di immagini’. Non era interessato alla psicologia, agli effetti speciali, alla correttezza politica o alla precisione storica. In questa tragedia l’autore emerge più che mai come un artista contemporaneo universale che mette in conflitto la forma e la materia con il contenuto per giungere ad un significato diverso.
Qui, Shakespeare scrive per stratificare non una ma molte storie, per svuotare le storie stesse della loro forza e cercare un effetto complessivo diverso. In questo senso è un creatore di immagini.
 
Nel mio lavoro per il teatro cerco il momento in cui forma e contenuto creano un immagine ‘assoluta’ che va al di là dell’aneddotalismo. Il modo in cui Mil Seghe interpreta la morte di Giulio Cesare (in Giulio Cesare di Needcompany, 1990) e la costruzione in vetro realizzata da Carlotta Sagna in The Snakesong Trilogy (1997) rappresentano momenti di questo tipo, quando il tempo sembra fermarsi e l’immagine si incide nella memoria. Io li chiamo immagini-limite.
 
Re Lear è un’immagine che volge lo sguardo al pubblico, arrogante, provocatorio, in un silenzio mortale. Re Lear non dà risposte.
Mostra senza commento la malevolenza e la sofferenza.
È forse per questo ‘troppo immenso per il palcoscenico’.
Jan Lauwers
 
Ai candidati si richiede di compilare il form di iscrizione in tutte le sue parti.


 

ANGÉLICA LIDDELL*
Lucrezia
destinatari: 15 attori/performer maschi e 5 uditori, in spagnolo o italiano
5-11 agosto
 
LO STUPRO DI LUCREZIA
di William Shakespeare
Appunti di Angelica per la scrittura e la messa in scena del testo: “I candidati dovranno indagare i propri sentimenti di violenza che li caratterizzano in quanto uomini e in quanto esseri umani, le ragioni che li portano alla violenza, alla tortura personale in relazione con il desiderio; dovranno lavorare con la loro parte peggiore, la loro parte più sinistra, ma senza giudicarsi per questo.
Non voglio che intervenga la moralità. Voglio che scrivano come se la porta della loro stanza fosse chiusa. E che la loro stessa oscurità li aiuti a riflettere sulla condizione umana. C’è solo una strada per la verità: l’immodestia e la profonda immoralità che corrisponde a ciascuno di noi, semplicemente per restare vivi. Osservare il lerciume del fiume quando siamo soli di notte, questo è l’impegno dell’uomo.”
 
Testo consigliato: Il diario di uno stupratore di Evan S. Connell
“Nessun uomo vuole scrutare i desideri più profondi della sua anima”.
 
Film consigliato: "Go- Go Second Time Virgin" di Koji Wakamatsu
https://www.youtube.com/watch?feature=player_embedded&v=YjRBUdyr

Ai candidati si richiede di compilare il form di iscrizione in tutte le sue parti. In particolare si richiede di scrivere un testo di massimo 5 minuti e metterlo in scena in un video (sempre di massimo 5 minuti) che gli aspiranti iscritti dovranno inviare.


 

KRYSTIAN LUPA*
Amleto e Ofelia
destinatari: 14 attori e 6 uditori, in italiano
5-11 agosto
 
Punto di partenza del workshop sarà il dialogo tra Amleto e Ofelia alla fine della prima scena del terzo atto di Amleto: "Va' in convento".
 
Ai candidati si richiede di compilare il form di iscrizione in tutte le sue parti.


 

CLAUDIO TOLCACHIR*
Macbeth
destinatari: 15 attori e 5 uditori, in spagnolo o italiano
5-11 agosto
 
Ai candidati si richiede di compilare il form di iscrizione in tutte le sue parti. In particolare il video da inviare dovrà essere un video book di lavori esclusivamente teatrali di durata da 1 a 5 minuti.


 

ROMEO CASTELLUCCI / SOCIETAS RAFFAELLO SANZIO**
Il Significato di
destinatari: 12 attori/performer e 8 uditori, in inglese o italiano
1-9 agosto
 
Ai candidati si richiede di compilare il form di iscrizione in tutte le sue parti. In particolare dovranno inviare un VIDEO secondo le seguenti indicazioni:
 
N° 1 - in uno spazio vuoto e pulito e alla luce del giorno -
dovete recitare un breve testo tratto dalla prosa di F. Hölderlin.
I gesti devono riferirsi al neoclassicismo (come nei quadri di Jacques-Louis David).
Nessuna fretta.
 
N° 2 – a torso nudo, con le gambe coperte da un collant, davanti a un muro neutro, fare movimenti liberi e veloci, agitando davanti a sé un grande foulard di seta (possibilmente colorato). Tema libero, libera interpretazione. Niente parole.


 

LA VERONAL**
Picasso - Pajaros muertos
destinatari: 40 attori/danzatori/performer, in inglese, spagnolo o italiano
1-9 agosto
 
La Veronal propone un approccio alla figura di Pablo Picasso, al suo lavoro e a tutti coloro che incontrò nella sua vita. Attraverso quadri viventi e movimenti di gruppo La Veronal rappresenta il prolifico e complicato XX secolo attraverso gli occhi del pittore per formare una composizione di scene in cui l'avanguardia francese e le tradizioni spagnole sono protagonisti.
Questo percorso propone il lavoro della compagnia adattato a Venezia, cercando di sperimentare questa volta un dialogo scenico tra artisti di diversa provenienza per inquadrare con i loro movimenti una composizione di paesaggio rappresentativa di un secolo di cui siamo assolutamente eredi.

Ai candidati si richiede di compilare il form di iscrizione in tutte le sue parti.


 

MOTUS**
Storm Chaser – La Tempesta
MucchioMisto Workshop a cura di Motus (Enrico Casagrande, Daniela Nicolò e Silvia Calderoni)
destinatari: 15 attori/performer e 5 uditori, in inglese o italiano
1-4 agosto
 
Nel laboratorio proposto da Motus i partecipanti entreranno a far parte dello spettacolo che la Compagnia presenterà nell’ambito del Festival, rendendo unica la rappresentazione di Venezia del loro nuovo lavoro “Nella Tempesta”.
 
STORM CHASER
MucchioMisto Workshop a cura di Motus
(Enrico Casagrande, Daniela Nicolò e Silvia Calderoni)
 
Lo storm chasing viene praticato per passione, ma soprattutto per motivi scientifici: conoscere i cambiamenti dei fenomeni atmosferici può infatti aiutarne la previsione e, anche se gli eventi naturali non possono essere evitati, sapere dove e quando succedono può diminuire la loro pericolosità…
Questo MMW* alla Biennale prelude la presentazione dell’ultimo spettacolo di Motus “Nella Tempesta”, che a Venezia sarà declinato in una versione site-specific, con il coinvolgimento di 15 “attori complici/cercatori di tempeste”. Rubiamo per il titolo del workshop questa bizzarra definizione degli ossessionati dalla meteorologia che praticano lo storm chasing ovvero “l'attività di caccia ai temporali”… Quindi - continuando a citare Wikipedia - troviamo alcune indicazioni: raggiungere l'obiettivo, mantenere una certa distanza di sicurezza, per evitare i pericoli del caso e per prevedere meglio le traiettorie della tempesta e le strade da percorrere per seguirla… Scegliere la giusta Posizione rispetto alla tempesta, per poter godere di una vista migliore senza correre il rischio di essere travolti dal vento e dalla pioggia... La posizione da tenere varia a seconda del tipo di tempesta e dell'esperienza dello storm chaser…
Queste divertenti istruzioni verranno trasposte in ambito drammaturgico per affrontare la “tempesta scespiriana” e partecipare allo spettacolo stesso, che benché abbia già debuttato, vogliamo mantenere sempre aperto agli attraversamenti e ai contagi…
Perché non provare a trasformare il contratto teatrale in una formula aperta di reciproco scambio, andando a destrutturare lentamente, dall’interno, la prossemica della relazione tra chi agisce e chi guarda?
Proviamo a utilizzare la “temporaneità” dell’evento scenico per creare una ZONA altra a partire dalle nostre stesse esperienze di vita nella comunità nomade, vagabonda, instabile e corsara che, in quanto artisti un po’ “sradicati”, stiamo condividendo. Per tentare questo, nelle città in cui sarà possibile, abbiamo bisogno di complici, appassionati di “cambiamenti atmosferici e intellettuali”, o meglio di attori coraggiosi attratti dai punti di tensione e pericolo della città e disposti a rischiare il “naufragio” per inseguirli… Non dimentichiamo che nell’isola scespiriana la tempesta e la deriva finiscono essenzialmente per essere portatrici di rinnovamento proprio …when no man was his own. Non si inscena dunque un mondo che finisce, ma un mondo che comincia. Naturalmente chi insegue i temporali, fugge la sorveglianza e deve costruirsi sistemi di protezione e camouflage adeguato… Deve conoscere la natura, rispettarla e seguirne i consigli: in un certo senso “stare dalla parte di Calibano”.
 
*I MucchioMisto Workshop sono una serie di atelier nomadi, che mutano in base ai luoghi incuneandosi su focus sempre differenti, per affiancare e alimentare criticamente tutto il percorso di creazione di “Nella Tempesta” avviato nel 2011 e che avrà termine nel 2068.

Ai candidati si richiede di compilare il form di iscrizione in tutte le sue parti. In particolare dovranno inviare un video di massimo 3 minuti in cui spiegare o mostrare cosa significa per loro “essere nella tempesta” (anche con un semplice telefono).


 

ANNA VIEBROCK**
Morti a Venezia
destinatari: 20 attori/registi/scenografi/drammaturghi, in inglese
7-10 agosto
 
Quattro giorni di lavoro al fianco di una delle migliori scenografe al mondo, dagli anni ’90 in sodalizio artistico con Christoph Marthaler e la cui poetica dell’everyday life, iperrealistica e onirica, è oggi celebre in tutto il mondo. Un lavoro nel campo della scenografia in stretta relazione con la drammaturgia propria dello spettacolo.
 
Sono sempre molto interessata ai luoghi in cui lavoro, e questo workshop si concentrerà su Venezia. I partecipanti dovranno avere letto Morte a Venezia o Der Tod in Venedig di Thomas Mann per prepararsi. Leggeremo o vedremo film con altri esempi di morte a Venezia, e andremmo, noi partecipanti, a cercare i luoghi che potrebbero essere stati "Tatorte", parola che si potrebbe tradurre come "scene del delitto", ma che in realtà significa: luoghi dov’è successo qualcosa e in cui si possono ancora trovarne traccia, o in cui potrebbe succedere qualcos’altro nel futuro.
Ognuno dovrà trovare un suo luogo speciale, studiarlo e indagare la possibilità di trasformarlo in scenografia.

Ai candidati si richiede di compilare il form di iscrizione in tutte le sue parti.


 

WAJDI MOUAWAD*
Il processo creativo
destinatari: 20 drammaturghi/registi/attori/coreografi, in inglese o francese
2-6 agosto
 
Laboratorio di drammaturgia con l’autore, attore e regista canadese del Quebec, direttore artistico dal 2007 del Teatro Francese del Centro Nazionale di Ottawa.
 
Mettere in discussione il processo creativo: Percepire la relazione con un'idea, manipolare il metodo, frammentare e trasformare il proprio mondo in relazione agli altri; come diverse fasi di sviluppo della drammaturgia, per consentirle di rivelarsi nella sua essenza e nella sua potenza.

Ai candidati si richiede di compilare il form di iscrizione in tutte le sue parti.


 

FAUSTO PARAVIDINO**
Azione e punto di vista
destinatari: 20 drammaturghi/registi/attori/coreografi, in inglese o italiano
2-6 agosto
 
“Se scrivere per il teatro vuol dire porre delle domande che poi si faranno carne negli attori e provocheranno un dibattito nel pubblico, questa sarà la mia ultima affermazione, il resto saranno domande. Dove finisce la tecnica e comincia il gusto? Se è la realtà che ci piace, quali sono i confini del ruolo dello scrittore di teatro? Dove comincia il regista? Il pubblico va educato? Il teatro deve insegnare delle cose? Se sì, chi ci crediamo di essere? Se no il nostro punto di vista in che cosa consiste? Se la realtà cambia il teatro il teatro può cambiare la realtà? Deve? Vuole?
Molti sono scettici sul fatto che si possa insegnare a scrivere ma tutti concordano sul fatto che si possa imparare. Si impara soprattutto leggendo, osservando, copiando. Aggiungo volentieri confrontandosi.
Ci daremo dei piccoli compiti molto pratici. Scriveremo e agiremo quello che scriveremo. Cercheremo insieme di individuare l’azione nella poesia e la poesia nell’azione. Nessuno farà niente che non si sentirà di fare, tutti cercheremo di fare qualcosa che avremmo pudore di fare.” Fausto Paravidino

Ai candidati si richiede di compilare il form di iscrizione in tutte le sue parti. In particolare dovranno inviare nello stesso file della lettera di motivazione (massimo 1000 battute, spazi inclusi) 1 pagina di dialogo scritto da loro.


 

FLORIAN BORCHMEYER / SCHAUBÜHNE*
Adattamento e riscrittura dei classici: Il Gattopardo
destinatari: 20 drammaturghi/registi/attori/ballerini/coreografi, in inglese, spagnolo o italiano
7-11 agosto
 
Oggigiorno il repertorio dei nostri teatri si nutre in gran parte di classici della tradizione occidentale. Come trasformare questi testi – molte volte vecchi di secoli – nella base di un teatro autenticamente contemporaneo senza correre il rischio di diventare "museali" o di alterare l'essenza di queste opere? Con i partecipanti del workshop, il drammaturgo Florian Borchmeyer svilupperà strategie e tecniche di adattamento e riscrittura di testi classici, presentando come base di discussione il suo lavoro come "dramaturg" alla Schaubühne di Berlino con registi come Thomas Ostermeier, Alvis Hermanis e Romeo Castellucci, con cui ha collaborato nell'adattamento di drammi e romanzi per la scena contemporanea.
 
Durante il workshop si svolgeranno esercizi pratici in cui i partecipanti lavoreranno all'adattamento per il teatro del romanzo "Il Gattopardo" di Giuseppe Tomasi di Lampedusa.

Ai candidati si richiede di compilare il form di iscrizione in tutte le sue parti.


 

UTE LEMPER*
Masterclass
destinatari: 20 attori/cantanti e 10 uditori, in inglese
2 agosto
Teatro la Fenice, Venezia
 
Ai candidati si richiede di compilare il form di iscrizione in tutte le sue parti.
In particolare si richiede un video di 1-3 minuti in cui il candidato canta.


 

DECLAN DONNELLAN - NICK ORMEROD / CHEEK BY JOWL*
Testo classico e ensemble: Misura per misura
destinatari: 20 attori, in inglese o italiano
1-4 agosto
 
Ai candidati si richiede di compilare il form di iscrizione in tutte le sue parti. Nella selezione si darà priorità agli iscritti al workshop di Donnellan - Ormerod 2012.


 

DIRK ROOFTHOOFT / TONEELHUIS*
Words Fluttering Away
destinatari: 15 attori/danzatori/performer e 5 uditori, in inglese, italiano o francese
3-6 agosto
 
Dirk Roofthooft ha lavorato con registi, coreografi e musicisti rinomati fra i quali Jan Fabre, Jan Lauwers/Needcompany, Luk Perceval, Ivo van Hove, Theu Boermans, Jan Ritsema, Josse De Pauw, Peter Vermeersch, Wim Vandekeybus, Ron Vawter (The Wooster Group), Zita Swoon, la London Symphonietta, il leggendario musicista jazz Henry Threadgill (all’apertura del Festival di Salisburgo ’98) e il regista lirico Peter Sellars. Si potrebbe dire che la sua tecnica di recitazione è molto versatile.
Nell’ambiente iper-tecnologico creato da Guy Cassiers, la recitazione di Dirk Roofthooft è intima e casuale. Mormora, balbetta, esita. Le sue frasi volano via e le parole sussurrate galleggiano nell’aria.
Per un regista come Jan Fabre, autore di un lavoro artistico più fondato sul corpo, la recitazione di Roofthooft è più estroversa, con una gestualità più marcata. Per Fabre l’attore deve essere un atleta delle emozioni.
Ma indipendentemente dal regista con il quale lavora, Roofthooft si pone sempre come modesto servitore della bellezza. L’attore lascia che sia la bellezza del testo a parlare per se. Roofthooft crea le sfumature del personaggio scegliendo di non enfatizzare ciò che è evidenziato dal testo; scavando in ogni particolare, ogni intenzione del testo, cercando ciò che non è scritto, interpretando un comportamento paradossale. Cerca sempre nuove modalità per esprimere un testo. La sua parola d’ordine è: “se uno ha trovato qualcosa, non l’ha cercato abbastanza”.
Dirk Roofthooft sceglie attentamente i progetti ai quali partecipa. Se il progetto non nasce da una necessità interiore, se non riesce a difendere il testo e non trova una bellezza urgente che lui stesso desidera trasmettere, se la collaborazione artistica non si basa su una pulsione o una curiosità, la rifiuta.
 
In questo workshop Dirk Roofthooft cercherà di trasmettere ai partecipanti vari modi per lavorare con il materiale del testo e con il silenzio, con il corpo e con la voce.

Ai candidati si richiede di compilare il form di iscrizione in tutte le sue parti. In particolare si richiede di inviare un video book di lavori teatrali da 1 a 5 minuti.


 

THOMAS OSTERMEIER / SCHAUBÜHNE*
Ri-dirigere i classici: Shakespeare
destinatari: 15 attori/danzatori/performer e 5 uditori, in inglese o italiano
6-10 agosto
 
Ai candidati si richiede di compilare il form di iscrizione in tutte le sue parti.


 

ANDREA PORCHEDDU
La Tempesta - giornale cartaceo quotidiano della Biennale Teatro
destinatari: 8 critici, blogger, giornalisti, attivi da almeno 2 anni presso blog, siti, testate giornalistiche cartacee nel settore teatro, performance, spettacolo dal vivo; 1 fotografo specializzato nella fotografia di scena e teatrale; 1 illustratore vignettista, tutti under 35
1-11 agosto
 
Il progetto, ideato e coordinato da Andrea Porcheddu, responsabile di redazione Roberta Ferraresi, è finalizzato alla realizzazione di La Tempesta, giornale cartaceo quotidiano della Biennale Teatro. Alla redazione il compito di raccontare e testimoniare quanto accade durante il festival. Ai laboratoristi si richiederà presenza attiva al festival, per la realizzazione di recensioni, articoli, interviste ai protagonisti della Biennale Teatro.
Il materiale elaborato verrà utilizzato nel giornale, nel sito internet della Biennale, e per ogni altra pubblicazione elaborata dalla Biennale Teatro. Gli articoli elaborati durante il festival possono essere pubblicati anche nei rispettivi siti, blog, giornali dei singoli laboratoristi. I testi potranno essere redatti in italiano e inglese.

Ai fini della selezione sono richiesti curriculum vitae, lettera motivazionale, un documento contenente almeno tre (3) articoli/recensioni ritenuti particolarmente rappresentativi del lavoro del candidato. Il fotografo e il vignettista/illustratore dovranno presentare portfolio di immagini (online).
Ai candidati si richiede di compilare il form di iscrizione in tutte le sue parti:
- form per fotografi e illustratori
- form per critici
 
Si richiede buona conoscenza dei sistemi di scrittura on line, è preferibile una buona conoscenza dei programmi di impaginazione e grafica.
Si richiede presenza in sede per tutto il periodo del laboratorio, senza vincoli di orario.
È opportuno che i candidati siano dotati di un proprio computer portatile, registratore digitale, macchina fotografica o simili.