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Teatro


Fabrice Murgia Leone d'argento per il Teatro

Il Leone d’argento per l’innovazione teatrale è stato attribuito a Fabrice Murgia, autore e attore che in pochi anni ha creato un linguaggio originale che attinge tanto al mondo del teatro quanto a quello del cinema e nel quale ha un’importanza particolare lo spazio sonoro, crea ambienti che immergono lo spettatore in un magnetismo che lo avvicina alla parte più nascosta dell’essere umano.
 
Fabrice Murgia (Verviers - Belgio, 1983)
Ha studiato all’Accademia drammatica di Liegi (ESACT - Ecole supérieure d'acteurs di Jacques Delcuvellerie). È attore di teatro, cinema, televisione.
Attualmente è principalmente impegnato come autore drammatico e regista: dirige la compagnia Artara, un gruppo di attori, videasti, artisti plastici, musicisti, tutti riuniti nelle sue produzioni, ansiosi di parlare al mondo con il linguaggio della propria generazione.
Nel 2009 scrive e dirige il suo primo lavoro, Le Chagrin des Ogres per il Festival di Liegi. Da allora è diventato artista associato del Théâtre National-Brussels. I suoi due lavori successivi sono: Life:Reset/Chronique d'une ville épuisée e Dieu est un DJ, adattamento di un testo di Falk Richter. Entrambi gli spettacoli esprimono un discorso generazionale, un originale rapporto col mondo, un punto di vista sull’attualità di un giovane da cui è nato il regista.
Exils, del 2012, è una commedia che avvia il progetto europeo “Villes en scène”: sette registi europei attorno alla domanda sul "vivere insieme" e il multiculturalismo nelle città europee. Exils è, al di là della dimensione politica, il tentativo di ritrarre quella sensazione di esilio dalla vita, di auto-annullamento o di fuga che sta dietro al sistema. Dello stesso anno sono: Les enfants de Jéhovah al Théâtre Vidy-Lausanne, in cui affronta la deriva fondamentalista, e Ghost Road con il compositore Dominique Pauwels.
In un viaggio lungo la Route 66. Si appassiona ai paesaggi desolati, le città fantasma, i villaggi spopolati, le case abbandonate e le rovine arrugginite di comunità un tempo floride. La loro desolazione è testimonianza silenziosa dei colpi devastanti inferti da decisioni politiche ed economiche che incidono sulla vita privata degli individui.
Attualmente Fabrice Murgia sta lavorando a un nuovo testo, Notre peur de n’être, che sarà presentato al prossimo Festival of Avignon.