27/28/29/30 luglio ore 21.30
Campo S.Trovaso
Pantakin da Venezia (Italia)
Il corvo. Favola in maschera (prima assoluta)
liberamente tratto da Il Corvo di Carlo Gozzi - regia e drammaturgia Michele Modesto Casarin - musiche originali Andrea Mazzacavallo - con Roberto Serpi (Millo, Re di Frattombrosa), Tommaso Benvenuti (Jennaro, Principe, fratello del re), Marta Dalla Via (Armilla, Principessa di Damasco – Corvo), Manuela Massimi (Morgana, negromante – Colomba), Stefano Tosoni (Tartaglia, ministro), Michele Modesto Casarin (Pantalone, Ammiraglio Zuechino), Laura Graziosi (Balia, Serva di Corte) - coreografie Giorgio Rossi - scene e costumi Licia Lucchese - maschere Stefano Perocco di Meduna - duelli Andrea Pennacchi, Maurizio Faleschin - luci Pietro Sperduti e Maurizio Fabretti - produzione Pantakin da Venezia, La Biennale di Venezia, Teatro Stabile del Veneto “Carlo Goldoni” - in collaborazione con Città di Venezia – Direzione Beni, Attività e Produzioni Culturali, Regione Veneto, Produttori Professionali Teatrali Veneti, Ministero per i Beni e le Attività Culturali
una creazione per La Biennale di Venezia
Un’altra versione della celebre fiaba di Carlo Gozzi, uno spettacolo giovane e “sognante” che riunisce la magia e il gioco della maschera con il percorso – tra tradizione e rinnovamento del linguaggio scenico - della compagnia Pantakin da Venezia, nata da una costola del Tag Teatro e da più di dieci anni dedita alla ricerca sulla Commedia dell’Arte intesa come terreno favorevole alla sperimentazione interdisciplinare delle arti dell’attore.
Il Corvo è il primo testo interamente scritto da Gozzi, non più sceneggiatura–canovaccio come ne L’Amore delle tre Melarance, ma testo teatrale vero e proprio che seleziona definitivamente i momenti centrali della storia e stabilisce esatte gerarchie tra le maschere. È proprio con Il Corvo che Gozzi intende dimostrare che le sue rappresentazioni teatrali non erano solo “triviali buffonerie da plebaglia”, ma che possedevano “l’arte della rettorica e l’armoniosa eloquenza che potevano ridurre un puerile falso argomento, trattato in aspetto serio, all’illusione di una verità”. Il Corvo, però, più che una vera e propria commedia dell’arte (in quanto saranno presenti in minima parte scene di improvvisazione) sarà costruito secondo un particolare modo di sentire e di sperimentare le maschere, che verranno rivissute e riproposte in rapporto alle esigenze di rinnovamento della scena contemporanea.