LE ASSAGGIATRICI (Italia, Belgio, Svizzera, 2025, 123’) di Silvio Soldini, con Elisa Schlott, Albert Ziegler
Autunno 1943. La giovane Rosa, in fuga da Berlino colpita dai bombardamenti, raggiunge un piccolo paese isolato vicino al confine orientale. Qui è dove vivono i suoceri e dove il marito, impegnato al fronte, le ha scritto di rifugiarsi in attesa del suo ritorno. Rosa scopre subito che il villaggio, apparentemente tranquillo, nasconde un segreto: all’interno della foresta con cui confina, Hitler ha il suo quartier generale, la Tana del Lupo. Il Führer vede nemici dappertutto, essere avvelenato è la sua ossessione. Una mattina all’alba Rosa viene prelevata, assieme ad altre giovani donne del villaggio, per assaggiare i cibi cucinati per lui. Divise tra la paura di morire e la fame, le assaggiatrici stringeranno tra loro alleanze, amicizie e patti segreti. Rosa, la berlinese, fatica a farsi accettare. Ma quando finalmente vince la diffidenza verso di lei, accade qualcosa che la farà sentire in colpa. Un ufficiale delle SS, contro ogni razionalità e a dispetto di sé stessa, risveglia in lei l’amore. O forse il semplice bisogno di sentirsi viva, nonostante tutto.
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LA VOCE DI HIND RAHJAB (Tunisia, Francia, Regno Unito, Stati Uniti d'America, 2025, 89’) di Kaouther Ben Hanja, con Saja al-Kilani, Clara Khuri, Motaz Malhees, 'Amir Hulayhil
Leone d’Argento - Gran Premio della Giuria alla 82. Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica
Striscia di Gaza 2024. Un'auto con a bordo una famiglia viene colpita dalle forze dell'Idf. Sopravvive solo una bambina di 6 anni che la Mezzaluna Rossa palestinese riesce a contattare telefonicamente. Seguiamo quindi i colloqui con Hind di cui ci viene restituita la voce registrata dal centralino del pronto soccorso. Il suo destino sarà analogo a quello degli altri occupanti dell'auto anche a causa delle molteplici barriere che ostacolano l'intervento dell'ambulanza che si troverebbe a poca distanza da lei.
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ZVANÌ – IL ROMANZO FAMIGLIARE (Italia, 2025, 110’) di Giuseppe Piccioni, con Federico Cesari, Benedetta Porcaroli, Riccardo Scamarcio, Margherita Buy
Il film si apre nel 1912, sul treno che trasporta le spoglie di Pascoli da Bologna a Barga. Ma non è solo un viaggio funebre: è il percorso della memoria, vissuto attraverso lo sguardo della sorella Mariù, compagna di vita e custode silenziosa del suo mondo interiore. Attraverso i suoi ricordi – frammentari, dolenti, vitali – riviviamo le tappe fondamentali dell’esistenza del poeta: il trauma infantile per la morte del padre, il “nido” familiare ricostruito con le sorelle, gli ideali socialisti giovanili, l’ascesa accademica e letteraria, ma anche le sue fragilità più profonde.
Zvanì non è un semplice biopic: è un racconto poetico e stratificato, che restituisce al pubblico un Pascoli vivo, umano, complesso – ben lontano dalla figura cristallizzata nei manuali.
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THE ELEPHANT MAN (Stati Uniti d’America, Regno Unito, 1980, 124’) di David Lynch, con Anthony Hopkins, John Hurt, Hannah Gordon, Anne Bancroft. Versione restaurata (Cineteca di Bologna)
Il film sarà proiettato in v.o. inglese, sottotitolata in italiano
Londra, 1884. John Merrick è un’attrazione da circo, che si esibisce sotto il nome di “The Elephant Man” ai servizi del meschino Mr. Bytes: la terribile forma di neurofibromatosi che gli ha deformato il volto lo rende infatti ripugnante alla vista. Un giorno l’ambizioso dottor Frederick Treves assiste allo spettacolo di Bytes e interviene per trasferire John in ospedale ed esporre a un congresso di medici la particolare forma di malattia che lo colpisce. Quando scopre che Merrick non solo è in grado di leggere, ma è un uomo colto, gentile e raffinato, lo trasforma gradualmente in un protagonista della buona società della Londra vittoriana.
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