la Biennale di Venezia
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Arte


Gli anni Novanta

L'Esposizione internazionale d'arte del 1990, diretta da Giovanni Carandente fu intitolata Dimensione futuro. La mostra centrale, Ambiente Berlin, vasta rassegna di artisti di vari paesi che avevano operato nella metropoli tedesca nei decenni precedenti, venne allestita al Padiglione Italia. Spiccavano, all'inizio del percorso, i plurimi del ciclo Absurder Tagebuch del 1964 di Emilio Vedova. Invece Omaggio a Eduardo Chillida, grande scultore spagnolo Gran premio per la scultura nel 1958, fu allestita a Cà Pesaro. Achille Bonito Oliva allestì una mostra speciale alla Giudecca, Ubi Fluxus ibi Motus. Molto interesse destò la partecipazione di Robert Rauschenberg, ambasciatore della Pop Art nel '64, che espose un proprio lavoro nel padiglione sovietico.
 
Ma a suscitare particolare attenzione e polemiche furono le opere della sezione Aperto alle Corderie. Esponenti ecclesiastici protestarono per un lavoro del gruppo americano Grand Fury sul tema dell'Aids, mentre gli ambientalisti contestarono un'opera che esponeva formiche vive. La mostra fu chiusa per gli accertamenti sanitari sul sezionamento di una carcassa di mucca da parte dell'inglese Damien Hirst (dal contenitore di plexiglass in cui era contenuto l'animale, fuoriusciva la formalina usata per la conservazione). Con una scultura policroma a grandezza naturale, l'americano Jeff Koons si ritraeva insieme alla moglie Ilona Staller.
Il Leone d'oro per la scultura andò alle grandi fotografie di archeologia industriale dei tedeschi Bernd e Hilla Becher, mentre i marmi di Giovanni Anselmo furono premiati per la pittura. Suggestivo risultò il padiglione statunitense con le scritte elettroniche e le sentenze pubblicitarie, costate un anno di lavoro, di Jenny Holzer (Premio dei Paesi). Vincitore del Premio Duemila per i giovani fu lo scultore inglese di origine indiana Anish Kapoor.
 
L'Esposizione del 1993, curata da Achille Bonito Oliva, si presentò come grande panoramica internazionale e interdisciplinare. Venne affiancata da 45 partecipazioni nazionali, con omaggi a Francis Bacon, John Cage e Peter Greenaway. La 45. Esposizione slittò al 1993 per far coincidere la successiva edizione con il centenario della Biennale. Il titolo fu Punti cardinali dell'arte e si articolò in una quindicina di mostre. Di particolare rilevanza la mostra allestita da David Sylvester al Museo Correr con le opere di Bacon, scomparso l'anno precedente. Interessò anche il padiglione della Germania che vinse il Premio dei Paesi, il cui pavimento era stato completamente divelto da Hans Haacke allo scopo di far camminare i visitatori sulle "macerie del paese". Sulla stessa linea il Padiglione russo, trasformato da Ilja Kabakov in un luogo abbandonato, pieno di rottami.
 
Nel 1995, l'edizione del centenario, l'Esposizione fu affidata per la prima volta a un direttore non italiano, il francese Jean Clair, il quale allestì a Palazzo Grassi una grande mostra sul tema del volto e del corpo umano, intitolata Identità e alterità, che fu anche un omaggio ai maestri del XX secolo, il secolo della Biennale, con opere provenienti dai più importanti musei del mondo. Nell'anno del suo centenario la Biennale promosse manifestazioni per tutti i settori d'attività.
 
La 47. Esposizione d'Arte del 1997, curata da Germano Celant, ruotò intorno alla mostra Futuro, Presente, Passato, in cui si incontrarono idealmente tre generazioni di artisti dal 1967 al 1997. In tutto l'Esposizione ospitò 58 Paesi. I Leoni d'oro furono assegnati a Marina Abramovic e Gerhard Richter.
 
Il 23 gennaio 1998 il Consiglio dei Ministri approvò in via definitiva il decreto legislativo di trasformazione in persona giuridica privata della Biennale di Venezia, ovvero in "Società di cultura La Biennale di Venezia". I settori di attività diventarono sei (architettura, arti visive, cinema, teatro, musica, e ora anche la danza), in collegamento con l'ASAC. Paolo Baratta è stato il primo Presidente della nuova Biennale.
 
Con le direzioni di Harald Szeemann nel 1999 (dAPERTutto) e nel 2001 (Platea dell'umanità) la Biennale iniziò un grande intervento di recupero per consentire l'utilizzo ad uso espositivo di importanti edifici (Artiglierie, Gaggiandre, Tese sansoviniane) dell'Arsenale di Venezia, in cui può estendersi la mostra centrale, prima tradizionalmente confinata al Padiglione Italia dei Giardini di Castello. Con Aperto 80 Bonito Oliva e Szeemann avevano dischiuso per la prima volta alla Biennale le porte alle nuove generazioni e ai nuovi linguaggi. Con dAPERtutto (1999) Szeemann introdusse il superamento di ogni separazione tra artisti affermati e giovani, mentre nessuno stile aveva più il sopravvento sull'altro.