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la Biennale di Venezia
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Arte

Gli anni Ottanta

Nel 1979 venne nominato alla guida della Biennale lo storico napoletano Giuseppe Galasso, mentre il critico torinese Luigi Carluccio assunse la direzione del Settore Arti visive. Le prime iniziative importanti del decennio furono guidate dai direttori del Teatro, Maurizio Scaparro, e Architettura, Paolo Portoghesi. Il primo collegò con grande successo l'attività della Biennale al Carnevale veneziano, Portoghesi recuperò invece le Corderie dell'Arsenale, grande spazio da tempo inutilizzato, con la mostra sul Postmodernismo La via novissima.
 
Negli anni Ottanta l'Esposizione d'Arte venne impostata su temi unitari: Arte come Arte (1982), Arte allo specchio (1984), Arte e scienza (1986). La struttura tematica venne poi superata da Giovanni Carandente, che nell'edizione del '90 articolò invece la mostra per sezioni: Ambiente Berlin e Aperto.
 
L'Esposizione internazionale d'arte del 1980 presentò diverse mostre, tra le quali una curata da Jean Leymarie dedicata a Balthus (Balthasar Klossowsky de Rola) nella Scuola Grande di San Giovanni Evangelista, e un'altra allestita da Jiri Kotalik a Ca' Pesaro (L'arte moderna cecoslovacca nei musei di Praga). Achille Bonito Oliva e Harald Szeemann idearono Aperto '80, allestita negli ex Magazzini del Sale a Dorsoduro. Questa nuova iniziativa si presentò come una speciale sezione per i giovani artisti e fu ripetuta in molte edizioni successive. Proprio in questa sezione fecero la loro apparizione alla Biennale i cinque protagonisti della cosiddetta Transavanguardia, teorizzata dallo stesso Bonito Oliva: Sandro Chia, Francesco Clemente, Enzo Cucchi, Nicola De Maria e Mimmo Paladino. Tra le mostre personali, invece, attirò l'attenzione il padiglione polacco dedicato alla scultrice Magdalena Abakanowicz.
 
Arte come arte: persistenza dell'opera fu il titolo che Luigi Carluccio lasciò per l'edizione successiva, quando nel 1981 morì improvvisamente in Brasile. La Biennale del 1982 vide Gian Alberto Dell'Acqua, già Segretario Generale negli anni Sessanta, realizzare il programma che il suo predecessore aveva già delineato e annunciato. Una mostra che doveva essere dedicata a Matisse, presentò solo due dipinti provenienti dall'Ermitage. Una mostra fu allestita in omaggio allo scultore rumeno Costantin Brancusi, un'altra fu dedicata a Egon Schiele. Nell'estate del 1983 al museo Correr venne dedicata la mostra Montagne incantate, che presentava dipinti di Michelangelo Antonioni.
 
Nel 1984 iniziò la lunga presidenza di Paolo Portoghesi (che si concluse nel 1992), uno dei più famosi architetti italiani, mentre Maurizio Calvesi, storico dell'arte, venne chiamato a dirigere le Arti visive. Il tema della Biennale di quell'anno fu Arte e arti. Attualità e storia. La mostra centrale, dedicata a Le arti a Vienna dalla Secessione alla caduta dell'impero asburgico, fu allestita a Palazzo Grassi, mentre ai Giardini furono presentate due grandi mostre dedicate all'attualità.
 
Il tema della Biennale del 1986 fu Arte e Scienza, e fu divisa in due settori: la prima era Tra passato e presente, che comprendeva Spazio, arte ed alchimia e Wunderkammer, nella seconda, Nell'età delle scienze esatte, erano invece comprese Arte e biologia, Colore, tecnologia ed informatica e La scienza dell'arte. Si trattò di una mostra molto complessa e articolata. Fu allestita anche una mostra di sculture all'aperto, mentre riscosse particolare interesse la mostra che gli Stati Uniti dedicarono a Isamu Noguchi. Proprio in quell'anno, la gestione del Padiglione statunitense venne ceduta dal Moma di New York alla Solomon Guggenheim Foundation. Molta eco sulla stampa ebbe l'iniziativa antirazzista di Vincenzo Eulisse che appese figure nere ai ganci di una macelleria presa in affitto e inaugurata come "Padiglione del Sud Africa".
 
Gli Stati Uniti furono grandi protagonisti anche nell'edizione del 1988, intitolata Il luogo degli artisti. Il Leone d'oro andò infatti a Jasper Johns. Per l'artista americano, presente alla Biennale già nel 1958, fu la prima grande mostra personale in Europa. La sezione Aperto decretò miglior giovane artista l'americana Barbara Bloom. Giovanni Carandente, direttore da quell'anno del Settore, allestì alcune mostre speciali, tra le quali Ambiente Italia, dedicata a otto artisti stranieri operanti in Italia come Twombly, Sol Lewitt, Lüpertz.