la Biennale di Venezia
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Arte


1964: la rivoluzione della Pop Art

Quella del 1964 fu l'edizione dell'avvento clamoroso della Pop Art americana, che ridiede vitalità alla Biennale. Il premio riservato a un artista straniero fu assegnato a Robert Rauschenberg, spostando la bilancia della ricerca pittorica dall'Europa agli Stati Uniti. La Pop Art a Venezia fu rappresentata anche da Jasper Johns, Jim Dine e Claes Oldenburg.
 
Una mostra collaterale di artisti pop fu progettata e realizzata da Leo Castelli e Ileana Sonnabend, nell'ex consolato statunitense, a San Gregorio. Questa esposizione aggiuntiva dimostrò che gli Stati Uniti puntavano decisamente sulla Pop Art. Il Segretario generale Gian Alberto Dell'Acqua, dopo aver sottolineato nel catalogo che la partecipazione degli Stati Uniti alla Biennale aveva assunto quell'anno per la prima volta "carattere di piena ufficialità", giustificava la "mostra complementare… a causa del numero e del rilevante formato delle opere inviate da oltre oceano".
 
Il Gran premio assegnato a Rauschenberg provocò molte polemiche, anche all'interno della giuria internazionale. Inoltre, siccome l'artista esponeva nel padiglione ufficiale solo quattro dipinti, appena si seppe del premio, furono trasferite in fretta ai Giardini alcune opere esposte a San Gregorio. Il clamore che la Pop Art suscitò nella critica e nella stampa europee mise in ombra le altre mostre che componevano l'edizione di quell'anno.