la Biennale di Venezia
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Cinema


Gli anni '40

Gli anni '40, per la Mostra del Cinema, si possono suddividere in due periodi, con la conclusione della Guerra a fare da spartiacque. Le edizioni del 1940, 1941 e 1942, che in seguito si considerarono come non avvenute, si svolsero lontano dal Lido e videro la partecipazione di pochi paesi, con predominio di quelli dell'Asse, rappresentati dai divi di casa nostra, tra cui si misero in luce Alida Valli, Assia Noris e Fosco Giachetti.
 
Dopo la pausa bellica, la Mostra riprende nel 1946 con le proiezioni al cinema San Marco (il Palazzo del cinema è requisito dagli Alleati) sotto la direzione di Elio Zorzi, cercando di recuperare quella dimensione di libertà e di internazionalità messa da parte negli anni della guerra. In questi anni trovano spazio, tra gli altri, molti importanti film del neorealismo italiano: Paisà (1946) di Roberto Rossellini, Il sole sorge ancora (1946) di Aldo Vergano, Caccia tragica (1947) di Giuseppe De Santis, Senza pietà di Alberto Lattuada (1948), La terra trema (1948) di Luchino Visconti, che però non ottengono il meritato riconoscimento di critica. Ma in questi anni partecipano anche grandi registi internazionali come Laurence Olivier, Fritz Lang, John Huston, Claude Autant-Lara, David Lean, Henri-Georges Clouzot, Orson Welles, Jean Cocteau, Michael Powell ed Emeric Pressburger, oltre ai già riconosciuti Renoir, Duvivier, Ford, Carné, e la Mostra torna ad attirare i grandi divi come Rita Hayworth, Joseph Cotten, Olivia de Havilland, oltre che a sancire la bravura di Anna Magnani (premiata con la Coppa Volpi per la migliore attrice nel 1947 per L'Onorevole Angelina di Luigi Zampa).
 
L'edizione del 1946, dati gli accordi con Cannes, che aveva tenuto nella primavera dello stesso anno il suo primo festival, si organizzò a settembre con una semplice rassegna transitoria. Quella del 1947 si tiene nella splendida cornice del cortile di Palazzo Ducale, con un pubblico record di 90.000 presenze. Fu una delle migliori edizioni, che vide tra l'altro il ritorno a Venezia dell'Urss e delle nuove "democrazie popolari", tra cui la Cecoslovacchia, che vinse il primo premio per Siréna di Karel Stekly.
 
In quell'anno viene anche ripristinata la Giuria internazionale, per assegnare il Gran premio internazionale di Venezia. Nel 1949, con la direzione di Antonio Petrucci, la manifestazione ritorna definitivamente al Palazzo del Cinema al Lido, e viene istituito il premio Leone di San Marco per il miglior film, vinto da Manon di Henri-Georges Clouzot, mentre, sempre per quel che riguarda il cinema francese, appare Jour de fête (Giorno di festa), film d'esordio di Jacques Tati.



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