la Biennale di Venezia
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Cinema


70 Registi per Venezia 70

- KIM KI-DUK
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Biografia
Kim Ki-duk è uno dei registi di spicco del cinema d’autore sudcoreano. Nasce nel 1960 a Bonghwa, un piccolo villaggio della Corea del Sud, e da bambino si trasferisce a Seul, dove frequenta una scuola di avviamento professionale al settore agricolo. Le sue prime esperienze di lavoro sono come operaio metalmeccanico e soldato in Marina. Si avvicina all’arte e al cinema nel 1990: durante un lungo viaggio in Europa, vive due anni a Parigi cominciando a cimentarsi come pittore. Tornato in Corea, muove I primi passi come sceneggiatore e regista autodidatta. Debutta dietro la macchina da presa nel 1996 con Crocodile,  la storia di un ragazzo che vive sulla riva di un fiume insieme a un bambino e a suo nonno, rubando gli effetti personali dei suicidi per annegamento. Lo stile peculiare del regista emerge fin dall’opera prima: un cinema poetico, visionario, dall’impronta pittorica, che esplora senza bisogno di dialoghi o personaggi numerosi le contraddizioni dell’uomo moderno e dell’animo umano, il rapporto labile tra amore e odio, l’ineluttabilità della violenza. A Crocodile seguono I lungometraggi Wild Animals (1997) e Birdcage Inn (1998). Il successo internazionale arriva nel 2000 proprio a Venezia, dove il regista è in concorso con Seom (L’isola), storia d’amore tra due persone ai margini, lei solitaria e silenziosa conduttrice di un laghetto di pesca, lui ex poliziotto colpevole di omicidio. Kim Ki-duk torna alla Mostra l’anno successivo con Suchwiin bulmyeong (Indirizzo sconosciuto), che racconta la vita di tre giovani abitanti di Pyongtaek, una cittadina coreana a lungo dominata da una base americana. Il regista dirige quasi un film all’anno: sempre amatissimo in Europa, partecipa al Festival di Locarno con Primavera, estate, autunno, inverno… e ancora primavera (2003) e al Festival di berlino con La samaritana (2004), vincendo l’Orso d’Argento per il Miglior Regista. Lo stesso anno torna a Venezia con un altro film, Bin-Jip (Ferro 3), delicata storia d’amore tra un ragazzo che vive in case momentaneamente disabitate e una donna maltrattata dal marito: la giuria gli assegna il Leone d’Argento per la Regia. Nel 2005 L’arco viene presentato nella sezione Un Certian Regard al Festival di Cannes. Della sua filmografia vanno ricordati altri titoli distribuiti con successo di critica anche in Europa: Time (2006), Soffio (2007, presentato in concorso a Cannes), Dream (2008, fuori concorso al Torino Film Festival), il documentario Arirang (2011, Premio Un Certain Regard a Cannes). Nel 2012, di nuovo in concorso alla Mostra, vince il Leone d’Oro per il Miglior Film con Pieta (Pietà), sul rapporto di amore e odio tra un giovane, violento usuraio e una donna che sostiene di essere la madre che l’ha abbandonato in fasce.
FILM PRESENTATI A VENEZIA:
2000 – Seom (L’isola) – In concorso (regia, sceneggiatura)
2001 – Suchwiin bulmyeong (Indirizzo sconosciuto) – In concorso (regia, sceneggiatura)
2004 – Bin-Jip (Ferro 3) – In concorso (regia, sceneggiatura)
2012 – Pieta (Pietà) – In concorso (regia, sceneggiatura)

PREMI:
2004 – Bin-Jip (Ferro 3) – Leone d’Argento – Premio Speciale per la Regia
2012 – Pieta (Pietà) – Leone d’Oro per il Miglior Film


 



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