68. Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica
Direttore Marco Müller
31 agosto > 10 settembre 2011
Venezia 68
SHAME - STEVE MCQUEEN
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Sinossi
Brandon è un uomo sulla trentina che vive a New York ed è incapace di gestire la propria vita sessuale. Quando la sorellina ribelle si stabilisce nel suo appartamento, Brandon perde sempre più il controllo del proprio mondo. Shame è un’analisi stringente e attuale della natura del bisogno, del nostro modo di vivere e delle esperienze che plasmano la nostra esistenza.
Video: Conferenza stampa
Brandon è un uomo sulla trentina che vive a New York ed è incapace di gestire la propria vita sessuale. Quando la sorellina ribelle si stabilisce nel suo appartamento, Brandon perde sempre più il controllo del proprio mondo. Shame è un’analisi stringente e attuale della natura del bisogno, del nostro modo di vivere e delle esperienze che plasmano la nostra esistenza.
Video: Conferenza stampa
4 settembre 22:00 - Sala Grande
4 settembre 22:15 - PalaBiennale
VENEZIA 68
Shame di Steve McQueen
- Gran Bretagna, 99'
v.o. inglese - s/t italiano
Michael Fassbender, Carey Mulligan, James Badge, Nicole Beharie
v.o. inglese - s/t italiano
Michael Fassbender, Carey Mulligan, James Badge, Nicole Beharie
Commento del regista
Hunger narrava di un uomo privo di libertà che usava il suo corpo come strumento politico e attraverso questo atto creava la propria libertà. Shame prende in esame una persona che gode di tutte le libertà occidentali e tramite la sua apparente libertà sessuale crea la propria prigione. Mentre assistiamo, e ci desensibilizziamo, alla costante e continua sessualizzazione della società, come facciamo a orientarci in questo labirinto e a non farci corrompere dall’ambiente che ci circonda? Ciò che intendo esplorare è questa enormità che fingiamo di ignorare.
Hunger narrava di un uomo privo di libertà che usava il suo corpo come strumento politico e attraverso questo atto creava la propria libertà. Shame prende in esame una persona che gode di tutte le libertà occidentali e tramite la sua apparente libertà sessuale crea la propria prigione. Mentre assistiamo, e ci desensibilizziamo, alla costante e continua sessualizzazione della società, come facciamo a orientarci in questo labirinto e a non farci corrompere dall’ambiente che ci circonda? Ciò che intendo esplorare è questa enormità che fingiamo di ignorare.





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