la Biennale di Venezia
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Cinema


66. Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica

Direttore Marco Müller

2 > 12 settembre 2009

Giurie internazionali

Orizzonti
Pere Portabella (Spagna) Presidente
Pere Portabella, nato nel 1927, partecipa fin dagli anni sessanta ai movimenti di opposizione alla dittatura di Franco e a sostegno delle libertà. Alle prime elezioni democratiche, nel 1977, viene eletto senatore e contribuisce alla stesura della Costituzione spagnola (1978). Dal 2001 è presidente della Fundación Alternativas. Prima di lavorare come regista, con la Films 59, ha prodotto alcuni dei più emblematici film spagnoli: Los golfos (1959) di Carlos Saura, El cochecito (1960) di Marco Ferreri e Viridiana (1961) di Luis Buñuel, film-scandalo che lo costringe a trasferirsi in Italia. Nel 1964 Portabella scrive con Francesco Rosi la sceneggiatura de Il momento della verità. Inizia la carriera di regista nel 1967 con No compteu amb els dits, seguito dal primo lungometraggio Nocturno 29 (1968), e Vampir-Cuadeduc (1970), una pietra miliare della sua filmografia che, con Umbracle (1972), rappresenta una fase di rottura radicale con la produzione di quegli anni, in cui Portabella emerge come uno degli autori più originali del cinema underground e d’avanguardia. Dopo Informe General, del 1976, Portabella torna alla regia nel 1989, con Pont de Varsòvia. Nel 2001 le sue opere sono state acquisite dal MACBA di Barcellona e nel 2002 il regista è stato l’unico artista spagnolo invitato a Documenta 11 di Kassel. Il suo film Die Stille vor Bach è stato presentato nel 2007 alla 64. Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia.   
 
Gina Kim (Corea) 
Gina Kim, nata nel 1973 a Seul, si laurea alla Seoul National University prima di trasferirsi negli Stati Uniti, dove frequenta il Cal Arts. Nei primi film, Kim indaga l’identità femminile e i suoi turbamenti, come l’anoressia (Flying Appetite, 1998), la commercializzazione del corpo femminile (OK Man, This Is Your World, 1995) e l’isolamento (Dache-ro-wa-ji-neun a-chim - Morning Becomes Electric, 2001), il rapporto conflittuale con la madre (Kim Gina eui bidio ilgi - Gina Kim’s Video Diary, 2002). Nei suoi lavori come regista fonde i dettami formali della video-arte femminista e l’arte narrativa drammatica, conquistando il favore della critica. Kim Gina eui bidio ilgi (2002) e ancor più Gen jip ap (Invisibile Light, 2003), sono stati presentati nei festival di tutto il mondo, inclusi Berlino, Locarno, Rotterdam, Torino e Vancouver. Gen jip ap ha aperto nuove frontiere al cinema coreano, ottenendo sostegno e incoraggiamento da parte di moltissimi cineasti che vedono in questo “esperimento” una nuova via per il cinema coreano. Gina Kim propone un’opera senza compromessi, personalissima per la coerenza linguistica e per il peso emotivo e che fa i conti con l’identità individuale. Il suo ultimo lavoro Doo-bun-chae sa-rang (Never Forever), prodotto da Lee Changdong, con protagonista l’attrice statunitense Vera Farmiga, è stato presentato in concorso al Sundance Film Festival 2007. Al momento Gina Kim sta preparando un nuovo lungometraggio, prodotto da Martin Scorsese.   
 
Bady Minck (Lussemburgo)   
Nata in Lussemburgo, lavora come artista e filmmaker indipendente a Vienna e in Lussemburgo, esplorando la relazione tra arte e cinema. A Vienna, studia Scultura all’Akademie der bildenden Künste e Cinema sperimentale all’Universität für angewandte Kunst. Al confine fra il cinema e molteplici discipline artistiche, i suoi lavori sono stati presentati in numerosi festival, musei, gallerie e spazi pubblici. È tra i fondatori della Amour Fou Film di Vienna e della Minotaurus Film del Lussemburgo, con cui ha prodotto Nebel di Matthias Müller e Fast Film di Virgil Widrich. I suoi film hanno spesso ricevuto premi e menzioni speciali, sono stati presentati in numerosi festival internazionali inclusi Cannes, Berlino, Karlovy Vary, Locarno, Londra, New York e Toronto. Il suo primo film Der Mensch mit den modernen Nerven (1988), presentato in anteprima alla Semaine de la Critique del Festival di Cannes e al Festival di Berlino, è stato acquistato per la collezione dei film d’avanguardia del Centre Pompidou. Un’ulteriore conferma arriva con In the Beginning Was the Eye, in anteprima alla Quinzaine des Réalisateurs di Cannes del 2003 e invitato a numerosissimi altri festival internazionli. Minck ha insegnato Arte e Cinema ed è stata visiting professor in università e accademie d’arte in diversi paesi, come la Bogacici University di Istanbul o l’Akademie der bildenden Künste di Monaco. È stata protagonista alla Biennale Musica 2007 con la performance tra musica e cinema Free Radicals.   
 
Garin Nugroho Riyanto (Indonesia)   
Garin Nugroho, nato a Jogjakarta, Indonesia, nel 1961, è il più celebre regista indonesiano, autore di un cinema in cui realtà e finzione si incontrano in una ricerca perenne della propria identità, per indagare la disintegrazione sociale e culturale dell’Indonesia. Negli anni novanta emerge come autore d’avanguardia e i suoi film partecipano ai festival di Berlino, Cannes e Tokyo. Laureatosi nel 1985 alla Film Academy di Giacarta, Nugroho esordisce lo stesso anno con il documentario Hand Clapping che, come il successivo Land of Challenges (1986) vince il Festival Nazionale Indonesiano. Nel 1998, Daun di atas bantal (1997), gli vale il premio speciale della giuria all’11° Tokyo International Film Festival e il premio della sezione Un Certain Regard al festival di Cannes. Nel 2000 vince a Locarno il Pardo d’Argento con Puisi tak terkuburkan, riflessione sulle repressioni di massa del governo indonesiano negli anni sessanta. L’impegno politico continua con Aku ingin menciummu sekali saja (2002), presentato a Berlino, una riflessione sul contrasto tra le emergenze locali e le “icone” globali. Nel 2004 partecipa al Festival di Rotterdam con Rindu kami padamu (2004). Nugroho riceve la consacrazione internazionale nel 2006, alla 63. Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia con il suo filmopera Opera Jawa (Opera Jawa), che ottiene consensi unanimi di critica e pubblico. Il suo ultimo lavoro, Generasi biru è stato presentato quest’anno a Berlino.  
 
Gianfranco Rosi (Italia)   
Gianfranco Rosi, nato ad Asmara, ha vissuto tra Istanbul, New York, Roma e Los Angeles. Dopo aver frequentato l’università in Italia, nel 1985 si trasferisce a New York, dove si diploma presso la New York University Film School. Rosi è regista, produttore e direttore della fotografia di Boatman, un film girato in India, acclamato dal circuito dei festival internazionali e insignito di undici premi. Il regista ha anche diretto Afterwords, film presentato alla 57. Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia. Rosi ha curato la regia di numerose pubblicità progresso, diversi documentari e quattro cortometraggi (Car Wash, Coney IslandRoosevelt Island, Vaudeville) e ha lavorato come direttore della fotografia e operatore alla macchina per alcuni documentari, tra cui Face Addict, di Edo Bentivoglio. Below Sea Level, il suo ultimo film di cui è regista, produttore e direttore della fotografia, ha debuttato alla Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia del 2008 aggiudicandosi i premi Orizzonti Doc e Doc/It. La pellicola è stata inoltre insignita del Grand Prix e del Prix des Jeunes al Cinéma du Réel del 2009, del premio per il miglior film al One World Human Right Film Fest di Praga e del premio Casa Rossa Doc di Bellaria come miglior documentario italiano del 2008- 2009. Gianfranco Rosi è guest lecturer presso la New York University Film School, la SUPSI in Svizzera e il CCC di Città del Messico.
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