la Biennale di Venezia
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Cinema


66. Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica

Direttore Marco Müller

2 > 12 settembre 2009

Giurie internazionali

Venezia 66
Ang Lee (Taiwan) Presidente  
Nato a Taiwan, Ang Lee si è trasferito negli Stati Uniti nel 1978. Dopo la laurea in Teatro all’Università dell’Illinois, ha seguito un master in Produzione cinematografica alla New York University. I suoi primi lungometraggi costituiscono una trilogia, Father Knows Best (1992/1994). Grazie a questi film Ang Lee si è affermato sulla scena mondiale e si è aggiudicato numerosi premi e nomination ai principali festival internazionali. Nel 1995 ha diretto Sense and Sensibility (Ragione e sentimento); il film ha vinto l’Oscar per la migliore sceneggiatura non originale, due Golden Globe, nonché l’Orso d’Oro al Festival di Berlino del 1996. Nel 1997 Ang Lee ha diretto The Ice Storm (Tempesta di ghiaccio) e il dramma epico Ride with the Devil (Cavalcando con il diavolo). Altro successo è Wo hu cang long (La tigre e il dragone, 2000), vincitore al Festival di Toronto e di quattro Oscar. Per questo film, Ang Lee ha ricevuto un Golden Globe e un Directors Guild Award come miglior regista. Nel 2005 ha realizzato il film Brokeback Mountain (I segreti di Brokeback Mountain) che ha vinto il Leone d’Oro a Venezia, il Directors Guild Award, il Golden Globe e tre Oscar, incluso quello per il miglior regista. Se, jie (Lussuria, 2007), melodramma di spionaggio ambientato a Shangai, si è aggiudicato il Leone d’Oro a Venezia e sette premi Golden Horse a Taiwan. Quest’anno Ang Lee ha presentato a Cannes Taking Woodstock, che rievoca il celebre concerto del 1969. 
 
Sergey Vladimirovic Bodrov   (Russia)      
Sergey Vladimirovic Bodrov nasce a   Habarovsk nel 1948 e si diploma all’Istituto   pansovietico di cinematografia (il famoso   VGIK). Comincia la sua carriera come   giornalista e scrittore. È del 1978 la sua   prima sceneggiatura con Balamut di   Vladimir Rogovoj. Esordisce nel 1984   girando in Kazakistan Sladkij sok vnutri   travy, che lo fa diventare una delle figure   più importanti del cinema sovietico del   periodo della perestrojka. L’anno seguente   dirige Neprofessionaly, che vince il premio   speciale della giuria al Festival di Torino.   Nel 1989 SER (Svoboda Eto Raj) ottiene   numerosi premi a Montreal, Berlino e   Sorrento. Nel 1996 gira Kavkazskij plennik   (Il prigioniero del Caucaso) vincitore del   premio FIPRESCI a Cannes e candidato   all’Oscar come miglior film straniero. Negli   anni novanta si trasferisce a Los Angeles,   collabora come sceneggiatore a Est-Ouest   (Est-Ovest - Amore-Libertà) di Régis   Wargnier e Somebody to Love (Somebody   to Love - Qualcuno da amare) di Alexandre   Rockwell. Nel 2001 dirige The Quickie e   l’anno successivo è in concorso a Venezia   con Medvezij pozeluj (Il bacio dell’orso),   dove recita per l’ultima volta suo figlio   Sergey Bodrov jr, morto durante le riprese   del film. Sergey Bodrov lavora tra USA e   Kazakistan, continuando la sua attività   come produttore e co-sceneggiatore.  L’ultima regia di Bodrov, Mongol (Mongol,   2007), sul leggendario Gengis Khan,   riscuote un grande successo   internazionale ed è stato candidato   all’Oscar come miglior film straniero.
 
Sandrine Bonnaire (Francia)
Sandrine Bonnaire, nata a Gannat (Francia), debutta nel cinema ancora adolescente in La boum 2 (Il tempo delle mele 2). Accompagnando la sorella Lydia a un provino, conosce il regista Maurice Pialat, che le propone il ruolo di protagonista in Meutrières, progetto poi abbandonato. Ma Pialat non si dimentica di lei e la sceglie per À nos amours (Ai nostri amori, 1983), interpretazione che le fa vincere un César come miglior attrice esordiente, diventando una star nel suo paese. Nel 1985 la Bonnaire è nel cast di un altro film di Pialat, Police (Police), con Gérard Depardieu e Sophie Marceau, presentato a Venezia. Lo stesso anno vince il suo secondo César, come migliore attrice per Sans toit ni loi (Senza tetto né legge, 1985) di Agnès Varda. Ha inoltre recitato in film di Claude Sautet, Raymond Depardon, Francesca Archibugi, Régis Wargnier, Michel Béna e Jacques Rivette. Sul set del film di Luis Puenzo La peste (1992), Sandrine Bonnaire incontra William Hurt, che diventerà il suo compagno. Nel 1995 vince alla Mostra Internazionale d’Arte Cinematorgafica di Venezia la Coppa Volpi come migliore attrice, ex aequo con Isabelle Huppert, per La cérémonie (Il buio nella mente, 1995) di Claude Chabrol. Nel 1998 è tornata a Venezia come interprete di Voleur de vie (Vite rubate, 1998) di Yves Angelo. Elle s’appelle Sabine, il suo primo lungometraggio da regista, presentato alla Quinzaine des Réalisateurs del Festival di Cannes del 2007, ha ricevuto il premio della critica internazionale (FIPRESCI). 
 
Liliana Cavani (Italia)
Liliana Cavani si è laureata in Lettere antiche all’Università di Bologna e nel 1960   si è iscritta al Centro Sperimentale di Cinematografia. Vincitrice di un concorso Rai, ha realizzato una serie di documentari sulla seconda guerra mondiale. Nel 1965  Primo piano: Philippe Petain, processo a   Vichy ha vinto il premio Leone di San   Marco per il miglior documentario   televisivo alla Mostra di Venezia. L’anno   seguente ha esordito con il suo primo   lungometraggio a soggetto: Francesco d’Assisi, applaudito alla Mostra di Venezia.   Il successivo Galileo (1968), in concorso a   Venezia, tratta del difficile rapporto fra   intellettuali e potere, mentre I cannibali  (1969), sempre presentato alla Mostra di   Venezia, propone una riflessione sui crimini perpetrati dall’autorità. I suoi film degli   anni settanta affrontano argomenti   impegnativi come l’emarginazione, il   misticismo, il nazismo.  E' del 1974 Il portiere di notte, che può essere considerato il suo capolavoro. Seguono La pelle (1981) interpretato da Marcello   Mastroianni, Claudia Cardinale e Burt   Lancaster, apprezzato dalla critica al   Festival di Cannes, Interno berlinese (1985)   e Francesco (1989) con Mickey Rourke. Ha   diretto anche numerose opere liriche per i   principali teatri italiani, per poi tornare alla   regia con Ripley’s Game (Il gioco di Ripley,   2002), presentato fuori concorso a Venezia. Dall’incontro con Claudia Mori nascono  due lavori per Rai Fiction: De Gasperi (2005)  e Einstein (2008).

Joe Dante (USA)
Joe Dante, nato a Morristown nel 1948, studia al Philadelphia College of Art. Nel 1968 realizza il suo primo lungometraggio, una pellicola sperimentale di 420’ ottenuta montando spezzoni di B-movies: The Movie Orgy. Nel 1974 entra alla New World Picture di Roger Corman. La consacrazione arriva con Piranha (Piraña, 1977) e l’acclamato thriller The Howling (L’ululato, 1981); notato per questo da Steven Spielberg, che lo invita a girare un episodio di The Twilight Zone: The Movie (Ai confini della realtà, 1983). Nel 1984 raggiunge la notorietà internazionale con Gremlins (Gremlins), insolita fiaba horror caratterizzata da una vena dissacrante e anticonformista. Seguono Explorers (Explorers) e la serie televisiva Amazing Stories (Storie incredibili), entrambi del 1985. Nel 1997 dirige Innerspace (Salto nel buio) prodotto dalla Amblin di Steven Spielberg, che vince l’Oscar per gli effetti speciali. Dopo The ‘Burbs (L’erba del vicino, 1989) con Tom Hanks, il regista ritorna alla commedia con Matinee (Matinee, 1993), apprezzata dalla critica, mentre nel 1997 presenta a Venezia The Second Civil War (La seconda guerra civile americana). Nel 1998 il Festival di Locarno gli assegna il Pardo d’Onore e l’anno successivo gli dedica una retrospettiva. Dante si è cimentato anche nell’animazione: dai personaggi Warner Bros nasce Looney Tunes: Back in Action (Looney Tunes: Back in Action, 2003). Nel 2005 e nel 2006 è stato protagonista del Festival di Torino, presentando due episodi della serie Masters of Horror (Homecoming - Candidato maledetto e The Screwfly Solution - Contro natura).

Anurag Kashyap (India)
Nato nel 1972, Anurag Kashyap ha sempre avuto una passione per il cinema. Dalla costruzione di sale cinematografiche in cartone alla realizzazione di fumetti fino alla scrittura di sceneggiature e alla recitazione, in lui il talento è emerso in giovane età, per poi raggiungere notevoli proporzioni e continuare a crescere tuttora. Presto notato da alcuni produttori cinematografici, che gli propongono una prima regia, Kashyap ha lasciato subito il segno scrivendo il crudo e tagliente film di gangster Satya (diretto da Ram Gopal Verma e diventato poi un film culto), affermandosi come autore di tutto rilievo. Il suo debutto come regista è giunto con l’inquietante dramma Last Train to Mahakali, episodio di una serie televisiva. Le lodi ricevute per il telefilm e per alcune sceneggiature hanno spinto Kashyap a cimentarsi con Paanch, film violento e angoscioso su un gruppo rock. A questa pellicola ha fatto seguito l’acclamatissimo Black Friday, un film sugli attentati che hanno scosso Mumbai nel 1993. Successo che ha incoraggiato Danny Boyle a scegliere la troupe per le riprese di Slumdog Millionaire (The Millionaire) affidando a Kashyap la ricerca delle location a Mumbai. Successivamente il regista ha abbandonato i temi crudi e aderenti alla realtà sperimentando uno stile surreale e ispirato da una logica onirica come in No Smoking e nel film d’animazione The Return of Hanuman.

Luciano Ligabue (Italia)
Nato nel 1960 a Correggio, Luciano Ligabue è uno degli artisti più amati del panorama musicale italiano di sempre. Cantante e autore delle proprie canzoni, ha pubblicato quattordici album (fra inediti, live, colonne sonore e raccolte), ognuno dei quali consacrato al successo da brani entrati direttamente nel cuore di più di una generazione. Diviene protagonista della scena live con spettacoli presentati in tutta Italia, tra cui nel 2005 lo storico evento al Campovolo di Reggio Emilia. Due, al momento, le sue incursioni nel cinema. Nel 1998 ha diretto il film Radiofreccia basato sui racconti del suo libro Fuori e dentro il borgo. Presentata fuori concorso alla Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia, la pellicola è stata accolta con grande entusiasmo da pubblico e critica, ricevendo in seguito prestigiosi riconoscimenti (tre David di Donatello, due Nastri d’Argento e tre Ciak d’Oro). Nel 2001 è tornato dietro la macchina da presa per girare il suo secondo film, Da zero a dieci, proiettato al Festival di Cannes del 2002 nell’ambito della Semaine de la Critique. È autore di un volume di racconti, un romanzo, e una raccolta di poesie, anch’essi molto apprezzati.