la Biennale di Venezia
Main Visual Sezione Danza (new)

Danza


Performing Arts Research and Training Studios (Belgio)

15 maggio ore 20.00
Teatro Piccolo Arsenale
Project, don’t look now
ideazione Xavier Le Roy
direzione del progetto Xavier Le Roy, Mårten Spångberg
con Camille Durif Bonis (FR), Nestor Garcia Diaz (ES), José Paulo dos Santos (BR), Vedis Kjartansdottir (IS), Radouan Mriziga (MR), Simon Portigal (CA), Victor Perez Armero (ES), Michiel Vandevelde (BE), Cyriaque Villemaux (FR), Mohamed Toukabri (TN), Miriam Wolf (USA), Youness Khoukhou (MR)
 
P.A.R.T.S. è un’iniziativa di Rosas e De Munt/La Monnaie. La scuola è finanziata dal Ministero dell’Educazione del Governo Fiammingo con il supporto aggiuntivo del Network DÉPARTS DÉPARTS è sostenuto dalla Commissione Europea, attraverso il suo Programma Cultura
 
 
Project, don’t look now nasce da 3 settimane di workshop di 12 allievi del ciclo di ricerca del P.A.R.T.S. con i coreografi Xavier Le Roy e Mårten Spångberg, basato sui principi coreografici di un precedente pezzo, Project, che sempre Xavier Le Roy aveva elaborato nel 2003 in collaborazione con altri coreografi.
 
Project affronta la coreografia attraverso il gioco e le sue regole, indagando le relazioni che si instaurano, i processi che si mettono in moto, ciò che ne risulta e anche come viene accolto. In che maniera il nostro modo di collaborare influenza quello che facciamo, realizziamo e interpretiamo? Quanti e quali movimenti si possono generare attraverso la tattica e la strategia che derivano dal gioco e dalle sue regole? Qual è la loro specificità? In che modo, quando e quali giochi/regole producono o diventano coreografia e viceversa? Come, quando e quali giochi/regole sono percepiti come coreografia e viceversa? Come, quando e cosa unisce determinati movimenti, coreografia e performance? Infine: che genere di relazione producono sugli spettatori questi processi?
 
Nato nel 1963 a Juvisy sur Orge (Francia), Xavier Le Roy si è laureato in biologia molecolare all’Università di Montpellier, ha iniziato a praticare la danza nel 1988 e a lavorare come danzatore e coreografo per diverse compagnie dal 1991. Dal 1996 al 2003 è stato artista in residenza al Podewil di Berlino. Nel biennio 2007/08 è stato artista associato al Centre Chorégraphique National de Montpellier, invitato da Mathilde Monnier. Nel 2010 è artista in residenza al MIT di Cambridge (Massachusetts) per il Program in Art Culture and Technology. Alcuni suoi lavori solisti, come Self Unfinished (1998) e Product of Circumstances (1999) hanno aperto nuove prospettive alla danza e il suo approccio originale ha radicalizzato il discorso accademico attorno al corpo e all’arte coreografica. Le Roy sviluppa il suo lavoro come un ricercatore, concentrandosi simultaneamente sul rapporto tra processo e risultato e sul suo personale coinvolgimento nel processo. Tutti i suoi progetti sono una ricerca sul modello produttivo, i modi di collaborazione e la condizione di lavoro in gruppo, come E.X.T.E.N.S.I.O.N.S. (1999/2000), Project (2003), 6 Months 1 Location (2008). I suoi ultimi assoli (Le Sacre du Printemps, Product of Other Circumstances) e il lavoro d’ensemble Floor Pieces (2009) esplorano tutti i diversi tipi di relazione che si creano tra spettatore e performer. Da ricordare anche Mouvements für Lachenmann, che Le Roy realizza su invito del Wien Modern (2005), cui segue nel 2008 More Mouvements für Lachenmann (Montpellier Danse 2008), e Ionisation, una coreografia sulla celebre musica di Varèse con 40 bambini commissionatagli dalla Berliner Philharmonie.
 
Mårten Spångberg, coreografo e teorico della danza, vive e lavora a Stoccolma. Il suo lavoro si informa ad una idea di coreografia intesa come territorio espanso, che affronta in termini sperimentali sia pratici che creativi. È attivo sulle scene dal 1994 ed è dal 1999 che firma in proprio i suoi lavori, tra i quali: Break, Intermission, Before and After per il Ballet Frankfurt di William Forsythe (2002), The solo Powered by Emotion (2003), Heja Sverige (2005), After Sade (2006), Slowfall (2008), Dark (2009). Ha collaborato, fra gli altri, con Xavier Le Roy, Les Ballets C de la B, Thomas Plischke. Insieme all’acrchitetto Tor Lindstrand ha fondato l’International Festival, spazio interdisciplinare dove architettura, coreografia, performance, sono ugualmente intesi come mezzi per organizzare tempo e spazio. Ha pubblicato anche numerosi articoli su riviste e testi dedicati alla danza e ha esercitato l’attività di critico.