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la Biennale di Venezia
Main Visual Sezione Danza (new)

Danza

Rotterdam Dance Academy / Codarts (Paesi Bassi)

15 maggio ore 18.00
Teatro Malibran
Talent On The Move
coreografie Jirí Kylián, Mauro Bigonzetti, Nacho Duato, Regina van Berkel, Neel Verdoorn, Bruno Listopad, Jérôme Meyer & Isabelle Chaffaud
con Konstantina Chatzistavrou, Sabine Groenendijk, Fem Rosa Has, Amelie Lambrichts, Cátia Oliveira Nicolau, Beatrice Panero, Federica Rizzo, Naima Sommacal, Jade Stenhuijs, Zoë Wijnsouw; Matthew Bade, Joris Bergmans, Antonio Borriello, Reid Cuming, Quentin Dehaye, Pasquale Lombardi, Ermo Pashaj, Michael Sastrowitomo, Riccardo Zandona
direttore artistico Caroline Harder
maestro di balletto Keith-Derrick Randolph
tecnica Gerben van der Weert
costumi Ans Kooijman and Ayu Ariyati
produzione Ellen Dijkstra
con il supporto dell’Ambasciata del Regno dei Paesi Bassi in Italia
in collaborazione con Fondazione Teatro La Fenice
 
Fra le accademie dedicate alla danza moderna e contemporanea più antiche e a tutt’oggi una delle più importanti d’Europa, la Rotterdam Dance Academy nasce nel 1931 dalla volonà di due pioniere: Corrie Hartong e Gertrud Leistikow. Oggi l’Accademia è parte dell’Università delle Arti (Codarts), che riunisce un Conservatorio di musica e una Scuola di arti circensi con oltre 1100 allievi e uno staff di 340 membri.
 
A Venezia con un duplice cast, la Rotterdam Dance Academy presenta Talent on the Move, spettacolo che assembla coreografie d’autore, come Jirí Kylián, Nacho Duato, Mauro Bignonzetti a coreografie di più giovani artisti, alcuni usciti proprio dall’accademia olandese e che per l’accademia hanno creato i loro lavori, come Regina van Berkel, Neel Verdoorn, Bruno Listopad, Jérôme Meyer e Isabelle Chaffaud.
 
Del coreografo ceco, Leone d’oro alla carriera alla Biennale Danza del 2008, impegnato quest’anno in un programma di ricerca presso l’Accademia, si vedrà un frammento di un celebre pezzo del 1998, A Way A Lone, originariamente creato per la compagnia di danzatori ultraquarantenni, Nederlands Dans Theater III. Anche di Nacho Duato, che proprio Kylián portò al Nederlands Dans Theater e oggi dirige il Mikhailovsky Ballet di San Pietroburgo, e di Mauro Bigonzetti, che ha legato il suo nome all’Aterballetto prima di intraprendere dal 2008 una carriera autonoma, si vedranno alcuni frammenti rispettivamente da PorVosMuero, un pezzo del 1996, e Cantata, creato nel 2001 per il Ballet Gulbenkian.
 
A seguire due brani creati da due artiste olandesi, entrambe diplomate all’Accademia: 7 van de 24– ovvero 7 dei 24 preludi per pianoforte solo di Chopin – coreografia di Regina Van Berkel, per sette anni al Ballett Frankfurt di Forsythe, poi coreografa per Nederlands Dans Theter I, Ballett Freiburg Pretty Ugly, Ballet Gulbenkian, Göteborgs Operans Balett e Ballett Mainz; quindi Once a Tangodi Neel Verdoorn, attiva come coreografa per Djazzex, DansgroepKrisztina de Châtel, Korzoproducties, Budapest Tanzinhas, Pécsi Ballet, Aterballetto e Scapino Ballet Rotterdam. Un- è il titolo proposto dal trentacinquenne coreografo portoghese Bruno Listopad, fra i nomi più interessanti delle nuove generazioni, che ha già coreografato per Korzoproducties, Dance Works Rotterdam e Het Nationale Ballet.
 
Conclude la serata Master of Puppets di Jérôme Meyer e Isabelle Chaffaud, originari rispettivamente della Svizzera e della Francia, che hanno condiviso gran parte della loro carriera artistica, lavorando per Ballet du Grand Théâtre de Genève, Batsheva Dance Company e Nederlands Dans Theater I. Il loro primo lavoro coreografico risale al 2002, con il duetto Corps à Corps presentato al CaDance Festival; oggi collaborano regolarmente con Korzoproducties ma anche con compagnie come Scapino Ballet Rotterdam e Dance Works Rotterdam.