la Biennale di Venezia
Main Visual Sezione Danza (new)

Danza


Marathon of the Unexpected

24 giugno ore 15.00 > 20.00
Teatro Piccolo Arsenale
MARATHON OF THE UNEXPECTED



ARIGATO
  [ video ]
coreografia Marianna Batelli
con Haruna Asanuma, Ayaka Furukawa, Miho Kodama.
suono Marcello Batelli
 
Arigato in giapponese significa grazie. Grazie dell’attenzione.
Tre performers giapponesi affrontano immediatamente in scena un contatto complicato con il pubblico occidentale. Il tentativo di colmare la distanza è affidato ad un inquieto vocabolario corporeo. Dinamiche coreografiche frammentate accompagnano così scansioni verbali che paiono inarrivabili. I suoni della loro lingua si manifestano per lo spettatore occidentale come un enigma irrisolvibile, lì dove il volto dell’altro non produce indizi, racchiuso nella sua forma essenzialmente neutra. Nello sforzo di contatto oltre il proscenio, le danzatrici costruiranno partiture e le demoliranno assiduamente, mantenendo come unica costante una fisicità preponderante e un’attenzione quasi rituale per il gesto scenico.
 
ATELIER TEATRO DANZA – Fondata a Belluno nel 2004 e diretta da Marianna Batelli, la compagnia si distingue per un tipo di teatro fisico e per l’utilizzo di musiche originali. Ha partecipato al Gala coreografico – Gioco delle Forme di Saronno, diretto da Giuseppe Carbone. Ospitata nei teatri e nei festival italiani e stranieri, la compagnia ha portato I luoghi dell’anima alla 12ma Biennale de la Danse de Lyon, quindi a Les Hivernales de Avignon, a Lavori in Pelle 2007 e al 3° Certamen Danza Y Arte Escénicas di Madrid. La performance Traumnovelle è stata presentata alla 13ma Biennale de la Danse de Lyon, mentre la creazione Plastiktraum giugne in finale al premio Veneto Giovani Danz’Autori 2009 ed è presentata alla Biennale Danza quello stesso anno. Tra il 2010 e il 2011, due nuovi lavori sono presentati al Laban di Londra e, sempre a Londra, al Bonnie Bird Theatre è presentato il pezzo My Name is Norifumi.
 
 
 
 
ASSASSINS FOR ONE NIGHT  [ video ]
regia Alexey Taran
ideazione Carla Forte and Alexey Taran
musica Juraj Kojs
con Carla Forte, Juraj Kojs, Carlos Ortiz, Alexey Taran
disegno luci Andres Puig
fotografia Glassworks Multimedia and Vincente Forte
 
Film
produzione Bistoury physical theater, trimedia & glassworks multimedia
regia Carla Forte e Alexey Taran
direttore della fotografia Randy Valdes, Elvis Suarez
 
Assassins for one Night è un lavoro composto da una performance di danza multimediale e da un’installazione video. Lo spettacolo incarna e ricrea la vita di tre fratelli ossessionati dall’idea di creare ordine dal caos. Assassins for one Night prende spunto da Night of the assassins del drammaturgo cubano José Triana, e racconta della lotta contro le continue restrizioni che ci vengono imposte da un sistema che manca di un potere vero, della ribellione contro la repressione, inclusa quella che esercitiamo su noi stessi. A volte questa restrizione riguarda la realtà, altre volte scava nell’immaginazione.
Assassins for one Night  è uno spettacolo ciclico in cui i personaggi ripetono all’infinito l’atto simbolico dell’uccisione dei propri genitori per affrancarsi individualmente. Lo spettacolo ci riporta al luogo della nostra origine, è un rito basato più sulle parole che sulle azioni, dove i personaggi non hanno possibilità di scelta o alternativa. Il gioco non permette soluzioni, per i personaggi l’unica via di uscita è la mancanza di una via di uscita. Uno dei fratelli afferma: “Oh, care sorelle, se l’amore potesse…solo l’amore…perché nonostante tutto, vi voglio bene”. Assassins for one Night è un continuo e interminabilerito apotropaico, che serve ad esorcizzare i demoni del crimine.
 
Alexey Taran - Nasce a Santa Clara, Cuba, e si diploma nel 1988 presso la National School of Art Havana. Tra i suoi insegnanti: Igor Youskevitch, Azari Plisetski, Alicia Alonso, Martha Bosch, Laura Alonso, Andres William, Lazaro Carreño, Elena Madam, Mirta Pla. La sua carriera si svolge tutta nei paesi latinoamericani, prima di trasferirsi a Miami nel 2007. Tra il 1988 e il 1990 danza nel Ballet Nacional de Cuba; dal 1990 al 1992 è membro dell’Open Dance Company di Cuba diretta da Marianela Boan; tra il 1992 e il 2000 lavora come coreografo e performer nella Compagnia Neodanza in Venezuela. Nel 1992 è anche artista ospite in Colombia nella compagnia Athanor Danza di Alvaro Restrepo. Nel 1999 fonda e dirige il Day One Improvisation Festival e le Weeks of Scramble Improvisation presso Theater 8 a Caracas. Nel 2000 è coreografo ospite della Zagreb Dance Company (Croazia). Nel 2005 crea con un gruppo di artisti provenienti da ambiti diversi il progetto Espacio de Revoltillo Escenico, Bistoury, che come indica il nome punta a essere uno spazio di rivoluzione scenica. Nel 2007 si trasferisce a Miami continuando a sviluppare il progetto di ERE. Bistoury di cui attualmente è il direttore artistico.
 
 
 
 
CRAZY LIGHT MOON studio 2   [ video ]
coreografia Pietro Pireddu
con Lisa Baldi, Leonardo Carletti, Nicola Falcone, Valentina Pezzini
 
Questo lavoro è un secondo studio di Crazy Light Moon.
Quattro elementi si muovono costantemente. Lo spazio è definito dalle superfici. Il movimento è l'origine dell'errore e l'errore è origine del movimento. In questo circolo di non senso la fine svanisce.
 
Maktub Noir – La compagnia viene fondata nel 2007 a Firenze da Pietro Pireddu e Valentina Fruzzetti. Debutta in quello stesso anno al Florence Dance Festival con Perdidos, poi presentato in altri festival e città italiani. Pur non essendo finanziata da enti statali o privati la compagnia continua a produrre nuovi lavori, firmati sempre da Pietro Pireddu, come Solo poer un uomo, Visioni notturne, Crazy Light Moon, Green Day e Selected Realities. Queste creazioni, presentate in più occasioni in Italia, sono state scelte per rappresentare la danza contemporanea italiana alle giornate della cultura europea 2011 al Mousonturm di Francoforte, ECB-Italia 2011 e al Gibney Center di New York. Oltre a lavorare come coreografo della compagnia Pietro Pireddu porta avanti il suo lavoro di “danzautore” anche come solista.
 
 
 
 
DISTRAZIONE DI MASSA - OGGETTO COREOGRAFICO #1   [ video ]
coreografia Raffaele Irace
con Vittoria Carpegna e Vanessa Michielon
musica Amon Tobin, Peter Gabriel.
 
Distrazione di massa #1 è la prima coreografia di un progetto omonimo che si svilupperà in più stadi e in modalità diverse, creando oggetti coreografici in relazione al concetto di "distrazione di massa", come allontanamento del pensiero dalla realtà attraverso un corpo o un oggetto in movimento, oppure come privazione dei diritti.
Distrazione: 1- allontanamento del pensiero dalla realtà, come fatto episodico o come dato della personalità; 2- cosa che causa distrazione; 3- sottrazione di beni, risorse ecc. e loro impiego in usi diversi dal previsto.
Massa: 1- insieme di materia di forma non definita, considerata un tutto unico; 2- grande quantità indistinta di persone; 3- grandezza fondamentale, che caratterizza sia la tendenza di un corpo a resistere all'accelerazione, sia la forza di attrazione tra due corpi, secondo la legge gravitazionale universale di Newton; 4- insieme compositivo di una costruzione architettonica; 5- l'insieme delle voci e degli strumenti; 6- Insieme Di Beni, Di Debiti O Crediti Presi In Considerazione Unitariamente.
 
Raffaele Irace - Si diploma come ballerino presso la Fondazione Teatro Nuovo di Torino e si perfeziona all'École-Atelier Rudra di Maurice Béjart a Losanna. Segue inoltre corsi di approfondimento con Austin Hartel (Pilobolus), John Mead, Harris Mantafounis (tecnica Limon) Douglas Nielsen (tecnica Cunningham), Max Luna (Alvin Ailey - tecnica Horton), Wayne McGregor. Nel 2005 si laurea al DAMS dell’Università`degli Studi di Torino. E’ interprete di lavori firmati da Robert North, Mats Ek, James Sutherland, Austin Hartel, Carolyn Carlson, Jacopo Godani, Maurice Béjart e William Forsythe.
Negli ultimi anni studia in maniera approfondita il metodo di lavoro della Forsythe Company a Francoforte, dove incontra lo stesso Forsythe, di cui interpreta Trio (Teatro dell'Opera Gärtnerplatz di Monaco di Baviera). Insegna danza contemporanea presso l'Accademia Regionale di Danza di Torino, e come maestro ospite nelle compagnie dello Staatstheater Braunschweig e lo Staatstheater am Gärtnerplatz di Monaco di Baviera e per il festival tedesco Norddeutsches Tanztreffen. Dal 2008 al 2010 Raffaele Irace è coreografo residente del Progetto Dimora Coreografica - Torino, sostenuto dalla Regione Piemonte, all'interno del quale fonda il suo progetto artistico, The very secret dance society.
 
 
 
 
LA GABBIA  [ video ]
libero spazio di un equilibrista
di e con  Lorenzo Meid Pagani
 
Il performer, attore di se stesso, fa confluire nella costruzione di una struttura di metallo ciò che appartiene alla sua stessa esperienza di vita: visioni, sogni, ideali, emozioni, sofferenze e fallimenti.
Il suo pensiero si cristallizza in momenti di raro equilibrio fisico. La sua azione (action) diventa scultura poetica in un unico assieme con la struttura metallica. La ricerca lo porterà a costruire una gabbia e a chiudersi dentro essa recependola però comenascondiglio,  come distacco dall'affanno del mondo......  una cura, un riposo per poi meglio capire ed aiutare.
 
Lorenzo Meid Pagani - Inizia a ballare break-dance nel 1989, partecipando poi a numerosi jam in tutto il nord Italia e approfondendo anche il concetto di writing. Dal 1997 inizia a interessarsi a nuove forme di danza e musica applicate alla break-dance; successivamente si avvicina alla danza contemporanea e nel 2000 entra a far parte della Compagnia di danza di Sisina Augusta. Partecipa come danzatore ad Anch’ io ti Amo e Macbeth, entrambi coreografati da Sisina Augusta con la regia di Paolo Valerio. Da diversi anni è assistente della coreografa Sisina Augusta e si specializza nella didattica affiancandola nei seminari e nelle lezioni di teatrodanza. Tra gli ultimi lavori, tutte collaborazioni con la coreografa Sisina Augusta, ricordiamo: Tango Metropolitano, Senza Memoria, La corsa di Dona; con la pittrice Takane Ezoe ha invece realizzato Itamy, opera tra colore e gesto, eseguito anche alla Triennale di Milano. Attualmente è direttore tecnico del Meid Club, spazio dedicato alla realizzazione di idee artistiche di Volta Mantovana.

 
I KI NI KIKU   [ video ]
installazione Yukikoh Okura
coreografia e interpreti Noriko Sasaki Dancer, Rieko Okada
 
In giapponese “i ki” significa “respiro”, “kiku” significa ascolta, dunque: ascolta il respiro, ripetuto inconsciamente, per provare che esistiamo qui e ora. Esalare il respiro è la prima cosa che un essere umano compie quando viene alla luce in questo mondo. Il respiro esprime sollievo, timore, stanchezza e abbandono. E’ il ricordo di un’anima che si turba e si perde per troppe sollecitazioni. Respirando, l’essenza dell’uomo arriva in superficie, acquista realtà, si nutre di sensazioni che appartengono al nostro mondo quotidiano. La mimesi e l’essenza che appare e scompare si esprime ed è diretta dai colori delle immagini proiettate. I movimenti affiorano come in un respiro e si dispiegfano uno dopo l’altro saggiando le loro possibilità. La danza così si libera nello spazio e inizia a trovare le sue connessioni e il suo equilibrio.
 
Noriko Sasaki - Coreografa e danzatrice, si laurea in educazione fisica e danza all’Università giapponse delle donne; poi studia danza moderna, danza jazz, balletto classico e danza tradizionali giapponesi. Dal 1998 al 2010 è membro della compagnia di Tokyo Kaleidoscope, diretta da Kazuyuki Futami. Inizia l’attività di coreografa nel 2004. Nel 2010, in seguito a una borsa di studio si trasferisce a studiare danza a Berlino. Berlin. Fra i premi vinti: il 5° premio alla Dance Competition di Tokyo del 2008, nella sezione coreografia, il 3° premio al Nakano International Dance Competition nel 2004, sempre nel campo coreografico e il 2° premio Kobe Dance Competition per la sezione Modern Dance.
 
Rieko Okada – Danzatrice, nata a Tokyo, vive a Berlino dal 2011. Formata nel classico tra il Giappone e gli Stati Uniti – presso la Matsuyama Ballet School, Palos Verdes Ballet, School of American Ballet, San Francisco Ballet School, Masako Ono Ballet Studio, Star Dancers Ballet Studio – inizia l’attività di ballerina classica nel 2003 per lo Star Dancers Ballet di Tokyo. Danza in Schiaccianoci, Coppelia, Giselle, e pezzi di George Balanchine, Anthony Tudor, Minoru Suzuki. Dal 2007 inizia la carriera di free lance e lavora con Yasuyuki Endo (Ballet Marseille), Ismael Ivo (Arsenale Della Danza 2009), Hokuto Kodama (Gothenberg Ballet), Yuki Mori (Theater Wiesbaden), Ko Murobushi/ST spot Labo20#20 e altri.
 
Yukikoh Okura - Artista visiva, nata a Osaka, vive a Berlino dal 2009; si laurea in Media Arts all’Università Seika di Kyoto. Ha esposto in personali e collettive a Berlino e in altre città europee.
 
 
 
 
INCARNAZIONE   [ video ]
coreografia Laura Boato
in collaborazione con Sandro Bullo, Michela Dal Bo, Laura Gagliardi
musiche Telephone Tel Aviv, Monolake Kouala
disegno luci Luca Ferro
costumi Daniel Tuzzato
 
È paradossale come l’essere umano dimentichi con tanta facilità la meraviglia di cui è portatore” (Dalai Lama).
Un uomo e una donna si incontrano - e dagli abissi del tempo, dalle recondite voragini dello spazio infracellulare, il viaggio comincia. Nell’infinitamente piccolo, dall’infinitamente vicino, infinitamente preziosa, la vita scintilla. Un lavorio incessante per sbocciare al mondo; e, nel mondo, altrettanto e di più per incarnarsi in essere umano. Un nome, un cognome, una scelta per volta… Chi può dire di aver tenuto fede alla promessa che fu?
Interpreti di Incarnazione sono danzatori non professionisti: Sandro Bullo, operaio in pensione, Michela Dal Bo, collabora con gli Educatori di Strada nel sostegno scolastico per adolescenti disagiati, Laura Gagliardi, studentessa, figlia di danzatori.
 
Laura Boato – Nata a Venezia nel 1975, studia varie tecniche di danza contemporanea (Klein technique, Release technique, Metodo Feldenkrais, Contact Improvisation), accanto alla tecnica accademica, jazz, modern (tecniche Graham, Horton, Limòn). Ha trascorso lunghi periodi di studio e lavoro all’estero, in Francia, Germania e Stati Uniti, lavorando con la Compagnie Quatrième soussol di Isabelle de Saint Jorès a Parigi e la Sanja Strimbakou Dance Company a New York. In Italia ha lavorato con Ersiliadanza, Tocna Danza, Lubbert Das, Cia. Chiara Frigo. Con l’Associazione INDACO - Indomite incursioni di danza e arte contemporanea ha prodotto vari spettacoli. Dirige il Festival A piede libero - Mogliano Danza e co-fondatrice di REV - Rete Veneta Arti Performative. Tra le ultime creazioni coreografiche: Madre acida 1.1 – Apri gli occhi, amore mio (FIDES), Le isole non crescono, Sezione aurea, The long way home, Lonely Woman – Storie di solitudine a strisce.
 
 
 
 
KAWAII   [ video ]
coreografia e interpretazione Marta Melucci, Francesca Telli
costumi Lamula (Raffaella Spampanato)
luci Paolo Spotti
musica Nobukazu Takemura
interpretata da Hatzune Miku
 
Kawaii, che letterariamente significa “pelle”, è la parola giapponese riferita a quelle figurine, manga, pupazzetti e cartoni animati che hanno dato vita a una vera e propria tendenza fra le giovani generazioni giapponesi e che recentemente sono diventati noti anche nel mondo occidentale. Il pezzo si ispira proprio a questo immaginario pop di artisti come Takashi Murakami ed è parte di una ricerca più ampia (“i” 2008,“Coso” 2010, “Cape Cod” 2012) su come il nostro corpo e la nostra identità possono essere modificati dal costume. Forme diverse creano capacità differenti e mostrano due caratteri che sotto la loro “pelle” apparente, il loro aspetto superficiale, nascondono profonde contraddizioni. I costumi, elemento importante della performance, sono stati creati dalla stilista Raffaella Spampanato (a.k.a. Lamula), con l’idea di condizionare anche il movimento. La musica di Nobukazu Takemura è interpretata dal cantante virtuale Hatsune Mike, un’icona del pop giapponese
 
Schuko – La compagnia nasce da due danzatrici, Marta Melucci (1977) e Francesca Telli (1978). Il loro retroterra culturale è fatto di studi filosofici, educazione fisica e design; insieme hanno condiviso la stessa formazione nella danza contemporanea. La loro attività ha inizio nel 2003 con l’inserimento della danza in contesti inusuali come siti urbani, giardini e aree abbandonate. Con il disegnatore luci Paolo Spotti e con la collaborazione di artisti di diversa provenienza, hanno continuato la loro ricerca sia sulle performance site specific che sulle produzioni teatrali sviluppando l’integrazione fra danza, design e arti visive. I loro lavori sono stati presentati alla Biennale des Jeunes Crèateurs de l’Europe et de la Mediterranée, al Festival di Santarcangelo, a IN3 Scenographer’s Festival di Basilea, a Pétites Scènes Ouvertes di Parigi, al Napoli Teatro Festival, al MART di Rovereto, a Exister, Danae e NAO Performing Festival di Milano.

 
LAST TIME NEXT DOOR    [ video ]
coreografia Doris Heusser
con Cie SLANT (6 danzatrici)
musica Yoko Kanno, Kroke, Henry Torgue, Karl Jenkins
 
Last Time Next Door crea uno spazio in cui realtà e apparenza si confondono. Come in una metamorfosi si cambia di aspetto e di proporzione, così i danzatori appaiono e scompaiono mutando modi e sguardi e trasformando la loro identità culturale e sociale. Il frammento di 12 minuti mostra immagini video che da un lato hanno una propria realtà e dall’altro rimandano a pensieri o situazioni della vita di ogni giorno.
Il breve pezzo ha un carattere giocoso, fatto di movimenti e immagini che mutano costantemente tra corpi concreti e apparizioni insolite, oniriche. Come i corpi si trasformano, così le scene che compongono Last Time Next Door trascolorano una nell’altra.
 
Doris Heusser – Coreografa, studia danza classica e contemporanea diplomandosi nel 2005 a Zurigo, dopo un training professionale di 4 anni. Nel 2003 si unisce al Tanztheatre-Project di Samuel Meystre (Blauer Saal, Zurigo), nel 2008 partecipa all’Oltener Tanztage Festival danzando in Uoma di Daniell’ Ficola e nello stesso anno è all’Opernhaus Zu¨rich con Genoveva; nel 2009 partecipa al Tromereien Festival di Zurigo, danzando in Une histoire d’amour, coreografia di Anne Rosset; nel 2010 fonda la compagnia Cie Slant.
 
 
 
 
MANI PIENE DI VENTO  [ video ]
con Cie Tango Ostinato (Claudia Miazzo e Jean Paul Padovani)
musica Eduardo Garcia
 
È una creazione del 2010 per due danzatori e un musicista. Mani piene di vento parla dell’essere pieno, pieno del più poetico di tutti i movimenti, dell’essenza più profonda della danza, dell’invisibile, dell’intoccabile, dell’effimero. Mani piene di vento sono anche quelle del fisarmonicista Eduardo Garcia, che compone la sua musica con l’aria creata dal suo strumento e dai movimenti dei danzatori. Essenziale per la creazione, il respiro è l’elemento chiave che conduce, segue e unisce i danzatori e il musicista sul palcoscenico in un dialogo di movimento, transizione e trasformazione.
 
Cie Tango Ostinato - Fondata nel 2008 a Parigi da Claudia Miazzo, danzatrice di danza contemporanea e coreografa, e Jean Paul Padovani, danzatore di tango argentino e coreografo, la compagnia si propone di sperimentare e di creare progetti coreografici contemporanei originali. La loro ricerca inizia dalla premessa di integrare i differenti universi artistici della danza contemporanea e del tango per creare una forma nuova. Lo scopo della ricerca è considerevole: interrogarsi sulla capacità di ascoltare noi stessi e gli altri, sulla nostra capacità di trovare il giusto equilibrio tra il controllo e l’abbandono, e cogliere il momento in cui colui che guida è guidato. L’avventura di Tango Ostinato inizia con Ostinato, commissionato dal Centre for Choreographic Development/Danse à Lille commissiona una nuova produzione. Nel 2009 la Compagnia partecipa a Les Repérages Festival (marzo con la loro seconda coreografia, Mani Piene di vento. Nel 2010 la Compagnia partecipa al Tour d’Europe des Chorégraphes. Nel 2012 la compagnia è scelta dal Théâtre de Vanves per una residenza annuale. Durante questo periodo nasce Abrazos.

 
MI CUERPO ES MI CASA – CORPO TERRA   [ video ]
In un campo di sentieri, fiumi e case, tre giorni fa ci scosse un terremoto. Adesso siamo delle rovine… la città che svanisce dopo un terremoto è per noi metafora della nostra civiltà, che si trova all'interno di una grande scossa. E il corpo, il territorio in cui abitiamo, è la dimora di tutte le nostre esperienze; il contenitore della memoria accumulata. Storia e patrimonio. Veicolo. Individuo, cultura, casa.
Mi cuerpo es mi casa è un assolo costruito per analogie fra il corpo umano e l'architettura, tra l'essere umano e il proprio ambiente. Originariamente lo spettacolo durava 47 minuti, diviso in tre scene: Colonne umane (la citta` che svanisce dopo il terremoto), Viaggio interiore (il risvegliarsi dei nostri sensi più sottili), Corpo Terra (i nostri corpi esistendo in una sola casa, un unico posto nell'universo).
 
Pilar Gallegos – Dnzatrice e coreografa, nasce a Città del Messico dove studia danza classica e contemporanea al Conservatorio di Danza (1986-2000) e si laurea in coreografia all’Istituto nazionale di belle arti (1996-2000). Dal 1998 al 2002 fonda la compagnia di teatrodanza Movimiento Perpetuo, con cui vince il primo premio della critica “Raúl Flores Guerrero” con la coreografia Adam's Street (1999) e il primo premio Lugar Categoria B nel XXI Premio INBA-UAM con Café: bebida exótica (2000). Fra i suoi spettacoli recenti: Mi cuerpo es mi casa (2011), The Vagabond (2009), Sin Título (2007) e Emocion Plastica (2002). La sua carriera si svolge nei Paesi dell’America Latina fino al 2008, quando si trasferisce a Udine, dove attualmente vive e lavora. Prima di traferirsi in Italia, era già stata ospite di Leggere Strutture Factory a Bologna, del 2° Festival Art Tal Ort di Fagagna, del 2° NAO Performing Festival di Milano. Ha ricevuto borse di studio del Fondo Nacional per la Cultura y las Artes-FONCA, partecipato allo scambio di residenze artistiche Messico-Canada andando al Banff Center (2002), ed attualmente è membro dal Sistema Nacional de Creadores del Arte (2010-2013). Il canale franco-tedesco Arte ha dedicato un programma al suo percorso artistico (Pilar Gallegos, el juego de las casualidades, 2004).
Ha partecipato nel Festival Tec-Art-Eco, un programma triennale interdisciplinario di workshop e laboratori di produzione (2009-2011), promosso dalla compagnia di Ariella Vidach-AiEP di Milano, in coproduzione con Svizzera, tenendo corsi con Inaki Azpillaga, Ted Stoffer, Claudio Prati, Federico Lupica, Paolo Solcia, e conferenze con Marceli Antunez e Stelarc.
 
 
 
 
NYLON3 work in progress  [ video ]
di Polyxeni Angelidou
 
Il nylon è un materiale sottile e leggero che ricopre una superficie di 20 metri quadrati. L’ho usato per la prima volta per la mia tesi di laurea in architettura come strumento per tracciare il movimento e creare forme tridimensionali con il movimento. L’ho scelto per le sue proprietà uniche di reagire al movimento e resistere alla gravità.
Nylon3 work in progress è un duetto giocato tra il corpo e la superficie. E’ focalizzato sul dialogo, uno scambio reciproco di influenze e stimoli tra i due elementi. Il corpo crea movimento e trasforma una superficie piana in una nuvola tridimensionale che scorre verso il pavimento… Sospensione, impulso, scorrimento, successione sono le linee guida di un processo che contempla un feedback continuo: il corpo si ritrova in un paesaggio creato temporaneamente dal suo stesso movimento. Non appena il paesaggio “collassa” verso il pavimento, il corpo riceve lo stimolo a produrre nuovo movimento che creerà nuove forme e nuovi paesaggi. Il contrasto si crea tra l’assenza di peso della superficie di nylon e il corpo umano soggetto in maniera diversa alla forza di gravità.
 
Polyxeni Angelidou - Nata a Salonicco, Grecia, nel 1985. Si laurea in architettura e nello stesso periodo si forma in danza classica e contemporanea, diplomandosi nel 2011 presso la Professsional School of Dance di Salonicco. Cerca di unire i suoi interessi, approfondendo nella danza la ricerca sullo spazio, il movimento e la luce. Attualmente lavora tra la Grecia e la Germania. Ha partecipato a diversi progetti, tra cui: Intermezzo_oper, un film di Marinella Senatore con coreografie di Nandhan Molinaro e Elisa Zucchetti (Berlino 2012), When night comes di Marlene Kaminski su testi di E. A. Poe (Salonicco 2011). Ha collaborato con la Vis Motrix Dance Company in Female gender’s crisis (2011) e con la Somaos Company tra il 2010 e il 2011 in Aphrodite’s Decomposition e in Ta Antisomata. Tra le sue coreografie: Can’t Can’t, un assolo con influenze del can-can e Mirikazmós or being a ruminant, un altro assolo ispirato dal comportamento e dal movimento degli animali, Nosaes, lavoro d’ensemble in cui fa uso anche di proiezioni.
 
 
 
REPLAY   [ video ]
un progetto di 7-8chili
ideazione Davide Calvaresi
con Ivana Pierantozzi, Maria Calvaresi, Giulia Capriotti
montaggio video e coreografia Davide Calvaresi
 
Replay è uno lavoro coreografico dove si analizza la relazione tra corpo, gesto e immagine digitale. La composizione è avvenuta partendo dall'assemblaggio di sequenze video tratte da You Tube: riprese di accadimenti significativi della cronaca quotidiana, eventi sportivi, interviste e gaffe: dal malore in diretta di Andreotti alla caduta di Fidel Castro, dalla modella che scivola in passerella al calciatore che esulta a bordo campo. Le immagini selezionate sono state montate in modo tale da creare continuità e possibilità di interazione con i corpi in scena. Tre personaggi dialogano con la struttura video per continuità, similitudine, emulazione e contrasto mettendo in luce tre modi diversi di reagire agli stimoli visivi. C’è un filo che collega le immagini scelte, che accomuna i gesti di un calciatore a quelli del Papa, alla paralisi di un anziano senatore o alla posa seducente di un cantante. Replay non ha la pretesa di dare risposte. Si interroga sui meccanismi di rappresentazione del potere, sulla libertà di azione dell’uomo e sulla capacità di distinguere la realtà dalla finzione.
 
7-8 Chili - E’ un collettivo composto da giovani artisti, educatori e operatori sociali, dai percorsi di vita e di formazione eterogenei ma che, da alcuni anni, condividono il disegno di un’operazione artistica globale, capace di agire la creatività in una prospettiva di crescita culturale e di rinnovamento sociale. Nel 2011 Ossi di seppia è tra i progetti selezionati per partecipare al Premio Equilibrio Roma per la danza contemporanea, sotto la direzione artistica di Sidi Larbi Cherkaoui. Il primo studio di Ossi di seppia è andato in scena nell'ambito di hangartfest a Pesaro e Open Sea a San Benedetto del Tronto. Lo spettacolo Piano riceve la menzione speciale al Premio Scenario Infanzia 2011 e va in scena in diversi festival e rassegne dedicate. 7-8 chili produce spettacoli teatrali - come For you, Mandragora, Daimon, Sono niente senza te - e gestisce laboratori artistici in collaborazione con scuola ed enti. Dal 2009 aderisce al progetto Matilde, piattaforma regionale per la nuova scena marchigiana, in collaborazione con regione Marche, Assessorato ai Beni e Attività Culturali e AMAT.
 
 
 
 
REWIND Studio #1   [ video ]
un progetto Colaps
coreografia e interpretazione Jessica Maria Bellarosa, Maurizio Mauro, Sara Santoro
regia e drammaturgia Marco Di Stefano
 
Il Mito della Giovinezza… Belli e giovani a qualunque costo, a qualunque età.
 
Sara: Ma sei sicuro?
Marco: Ma sì, se non lo facciamo adesso che abbiamo vent'anni!
Jessica: Veramente ne abbiamo trenta...
Marco: Ma sì, se non lo facciamo adesso che abbiamo trent'anni!
 
Per il primo studio partiamo da noi. Dalla nostra ossessione per la giovinezza. Per combatterla. Un corpo. Bloccato in uno spazio di 60 cm per 60 cm. È una metafora. È una banalità. È il mio modo di fare politica. Io sono quel corpo. Non posso permettermi di evolvere. Non posso permettermi di invecchiare. Non posso permettermi di crescere. Non posso neanche ringiovanire. Noi che abbiamo tra i 25 e i 30 anni siamo giovani o vecchi? Il mondo reale non esiste più. Il mio corpo è il campo di battaglia.
 
Colaps - La compagnia nasce agli inizi del 2010 dall'incontro di due coreografi e danzatori, Maurizio Mauro e Sara Santoro, e un autore e regista, Marco Di Stefano. Inizia la sua produzione con uno studio, Crolli, ideale almanacco storico, politico e sociale dell'ultimo decennio passato. A questo progetto iniziale si è affiancato uno “shortformat”, XX, lavoro che interroga il corpo sul prepotente maschilismo sociale e culturale della società contemporanea e in particolare di quella italiana. XX, in versione ridotta, viene scelto per la sezione Off della Biennale Danza di Venezia 2010 – Marathon of the Unexpected e vince il bando Coreografi Under30 de La Piattaforma  Teatrocoreograficotorinese & Co di Torino. La compagnia ottiene anche una residenza coreografica da parte dell'associazione Mosaico Danza, all'interno della rassegna di danza contemporanea Inside/Off 10>11.
 
 
 
 
STRATEGIES OF THE IMPERCEPTABLE   [ video ]
di e con Nathalie Larquet
 
È un “passo a due” per danzatore e video, ma anche un assolo per danzatore “in cerca d’autore”. Due universi, due modi diversi di esprimere poesia e immagini che si abbracciano o si rincorrono fino a divenire un tutt’uno. Questa creazione parla della bellezza, della docilità e della libertà selvaggia, un viaggio pieno di prove verso il passato e l’immaginazione di ognuno di noi. Per la prima volta Nathalie Larquet crea un assolo influenzato dal linguaggio e dagli elementi di un film di danza che ha realizzato recentemente, basato su una sua precedente creazione (a kind of white…in a Dark Frame…with a Blue Note). Alla Biennale viene presentato il frammento di una creazione che vedrà la luce ad ottobre 2012.
 
Nathalie Larquet  - Nasce a LeMans (Francia) e si diploma al Centro Internazionale di Danza Rosella Hightower (Cannes), per poi lavorare con il Jeune Ballet International. A Nizza si unisce al collettivo di danza Corpus Arts, poi al coreografo italiano Ciro Carcatella, con cui realizza lavori tra musica contemporanea di ricerca, danza e arti visive. Alla Biennale di tecnologia e arti F.A.U.S.T. di Tolosa hanno portato una performance di danza subacquea, ballet subaquatique. Klaus Dilger, in qualità di direttore dell’International Centre for Dance and New Technologies la invita come coreografa e danzatrice presso la tedesca B.W.Gung-Contemporary Dance Company. Con Klaus Dilger fonda nel 2009 la compagnia di danza My Lovely White Dog a Uzès, in Francia, per cui crea tre coreografie. Dal 2009 al 2011 ha lavorato prevalentemente ad Amsterdam, dove ha studiato con Liat Tamar Waysbort entrando in contatto con la tecnica Gaga. Nel 2011 ha vinto il primo premio all’Internationalen Wettbewerb Choreographic Captures con Rehorsalsgetting horses used to dance.

 
IL TRESPOLO DI CLAUDIO MIREL    [ video ]
di Francesco Schiavulli
 
Individuato l’angelo in uno stato di grande disagio sociale, scoperto appollaiato nella stessa posizione che assumerà successivamente nell’opera. Da una baracca, privo di contatti, nell’indifferenza di una città, passa nella stessa posizione in un museo, dove lo spettatore assiste ad un dialogo muto ma attivo fatto di sguardi e di emozioni. Il trespolo diventa casa, nuovo punto di osservazione, accogliente ed unico, dove l’Angelo Claudio Mirel osserva ora in modo mistico la trasformazione del mondo. E’ una scultura sociale, che cerca nuovi punti di osservazione, capace di trasformare il male in bene.
 
Francesco Schiavulli – Nato nel 1963 a Bari, Schiavulli esprime la sua ricerca attraverso fotografia, video, installazioni, disegno e colore. Dall’esordio pittorico si spinge alla conoscenza maniacale del corpo attraverso i suoi dettagli (II misuratore di orecchie) e, con i progetti multimediali recenti, arriva ad indagare l’identità umana e le emozioni, con l‘obiettivo di porre altri ritmi e percezioni rispetto alle convenzioni: ciò è esemplificato dalle ingombranti ‘macchine’ interattive in legno di risulta (VersoXverso). ln seguito realizza S.O.S.TE, installazione multimediale che si compone di cinque video e quattro manufatti in ferro tubolare, in cui si cela il mistero del verde, il verde che sta all’interno del corpo umano, nascosto nelle viscere, nella mente, nella malattia. Per La libreria del professore l'artista si fa "misuratore del marxismo", costruendo un viaggio casuale, emozionale e concettuale nell‘universo del pensiero materialista. Nel 2009 ha realizzato il video - autorizzato e condiviso dal grande artista belga - Thanks, omaggio all'angelo Jan Fabre. Nel 2010 è inserito da Achille Bonito Oliva in due mostre: Da Sopra, Giù Nel Fossato (Castello  Svevo, Bari) e Invito  all'opera (ll Ponte  Contemporanea, Roma). Nel 2011 partecipaalla 54. Esposizione Internazionaled'Arte della Biennale di Venezia nella mostra collaterale Pino Pascali,  Ritorno a Venezia e nella  sezione  della  Regione Puglia del  Padiglione ltalia.
 
 
 
 
THE TWO QUEENS SOULS   [ video ]
suite da Maria Stuarda di Beatrice Paoleschi
coreografia Beatrice Paoleschi
musica Stefano Burbi
 
Tratto dal balletto Maria Stuarda, che verrà presentato nella sua interezza all’Estate Fiesolana il 19 luglio e al Festival pucciniano di Torre del Lago il 22 agosto, la suite presenta l'incontro-confronto finale tra le due regine, Elisabetta I e Maria Stuarda, quello che le spoglia di tutto ciò che è contingente. Sono due anime a confronto in uno spazio metatemporale, in un limbo d'intimità dove finalmente vengono messe a nudo le loro fragilità, una di fianco all'altra: In un crescendo di pathos, sul martellante ritmo di un Agnus Dei, amore e odio si intrecciano e si contraggono attraverso i loro corpi imploranti "dona nobis pacem", cercandosi e respingendosi in una tensione infinita: prima il desiderio di vincere, di schiacciare l'altra, poi la tenerezza di voler proteggere, velandosi a vicenda, quasi a difendere, a nascondere l'intimità, il cuore dell'altra, prima di tornare alla realtà, con i piedi per terra, consapevoli delle tragiche prove che le attendono.
 
EmoX Balletto – Fondata da Beatrice Paoleschi nel 2010, la compagnia vince al Beads & Co. Dance Award a Danzainfiera 2011 (Firenze) e ha al suo attivo una fitta presenza a rassegne dedicate alle nuove realtà della danza. La suite da Maria Stuarda, in particolare, è vincitrice della serata di gala dedicata alla coreografia emergente organizzata dalla Fondazione Nazionale della Danza Aterballetto. Lo scorso anno, inoltre, partecipa alla Giornata Mondiale della danza celebrata a Milano; alla prima edizione del Festival d'Europa presso il Teatro della Pergola di Firenze, in occasione dei sessant'anni dalla costituzione dell'Unione Europea e dell'assegnazione del Premio Galileo 2000; a Bolzano Danza, per la sezione destinata ai giovani autori. Quest’anno la compagnia è di nuovo invitataa Reggio Emilia dalla Fondazione dell'Aterballetto per la serata dedicata alla coreografia italiana, mentre la coreografa Beatrice Paoleschi, riceve la menzione speciale della giuria al Festival Koreografskih Minijatura di Belgrado.
 
 
 
ÜBERICH, SAUDADE  [ video ]
coreografia e interpretazione Oren Lazovski
 
Saudade è un assolo di 11 minuti, che contempla la musica di una fisarmonica suonata dal vivo in palcoscenico dallo stesso interprete. Il pezzo esplora I temi della solitudine, del desiderio e del cambiamento. Il processo creative nasce dalla personale esperienza di voler sfuggire a ricordi dolorosi per andare alla ricerca di una evoluzione individuale e della propria identità.
La music ache accompagna il pezzo è originale. La scelta della fisarmonica è dovuta all’unicità del suono e della forma di questo strumento, capace di suscitare immagini, idee, emozioni. Nel mondo globale di oggi, dove il viaggio e il trasferimento sono così diffusi, l’idea della “saudade”, col suo essere simbolo di una vita nomade, acquista ancor più significato. Per quanto oggi sia meno drammatico affronatre un viaggio o il distacco dalla propria terra, gli esseri umani desiderano soprattutto mettersi in relazione con gli uni con gli altri e ogni ostacolo a questa possibilità li rende infelici. Il mio assolo tratta di questo conflitto.
 
Oren Lazovski - Classe 1980, Lazovski è un artista israeliano residente a Berlino. Ha studiato al Ballet Studio Haifa sotto la guida di Liora Bing Heidecker e alla Wizo High School of the Arts sempre ad Haifa (1996-1998). Si perfeziona poi presso scuola di danza Bat - Door a Tel Aviv. Lavora in Israele e a Cipro, prima di approdare in Germania. Come danzatore ha partecipato a Die Trojaner su coreografia di Renato Zanella e La Gioconda con la direzione artistica di Silke Senze, in scena alla Deutsche Oper Berlin, Ariadne auf Naxsos di Marco Santi, The Fifth String con coreografia dello stesso Lazovski.
 
 
 
 
VANITAS  [ video ]
ideazione, coreografia, interpretazione Barbara Stimoli
musica Spacemen3
 
“Se gli altri si guardassero attentamente, come faccio io, si troverebbero, come me, pieni di vanità e di stupidaggine, disfarmene non posso senza disfare me stesso. Ne siamo tutti impregnati, gli uni e gli altri; ma quelli che se ne accorgono ne sono un po’ più esenti, ma non ne sono certo” (Michel de Montaigne – Della vanità).
Giocare con la vanità è giocare con la propria identità, confrontarsi con la transitorietà e la mutevolezza delle cose, delle azioni e quindi anche di se stessi, pensare che in un attimo ci si può trovare in un mondo capovolto. Vanitas è una natura in azione.
 
Barbara Stimoli - Italiana, nata in Germania nel 1979, è danzatrice, performer e coreografa. Nel 2001 frequenta l’Accademia Isola Danza della Biennale di Venezia diretta da Carolyn Carlson e continua la sua formazione in Italia e all’estero con Nigel Charnock, Ivan Wolfe, Raffaella Giordano, Enzo Cosimi, Gavin Webber, Barbara Malher, Nicola Humpel, Malcolm Manning, Yasmeen Godder. Dal 2001 al 2006 danza nella compagnia Arearea di Roberto Cocconi e dal 2005 con la compagnia TPO – Teatro di Piazza o d'Occasione di Prato. Da alcuni anni si interessa alla tecnica giapponese dello Shibari (bondage) che ha appreso dai maestri Kinoko Hajime, Shadow, Felix Ruckert, Dasnya Sommer. Dal 2005 fa parte del collettivo La Badini collettivo perforante, con il quale ha partecipato a diverse performance e progetti tra cui La teoria delle stringhe (primo premio Artelaguna 2011 sezione performance) e Take away arte domestica per asporto (flat-art). Nel 2011 coreografa Vanitas che presenta alla vetrina Anticorpi a Ravenna. Nel 2012 viene selezionata da Jan Fabre e partecipa alla masterclass di due settimane presso il Laboratorium ad Anversa.
 
 
 
 
VARIAZIONI – FRAME E VARIAZIONE I   [ video ]
studio coreografico di Margherita Pirotto
in collaborazione con Marianna Andrigo e Debora Petrina
ideazione e regia Margherita Pirotto
con Marianna Andrigo, Debora Petrina, Camilla Sordina, Elia Zanon
in collaborazione con SPAZIO D.
si ringrazia: Laura Pulin e TamTeatroMusica
 
Lo studio coreografico Frame e Variazione I rientra nel nuovo progetto in fieri Variazioni, che partendo da un frame, un frammento coreografico di 5 minuti, attraverso una serie di mutamenti di parametri interni e l'inserimento di elementi esterni, procede alla creazione di variazioni del frammento stesso. In questi primi dieci minuti viene presentato il frammento che verrà variato e la prima delle variazioni. Il frammento è costruito secondo tre livelli: ricerca del linguaggio del movimento, creazione di una suggestione visiva e percettiva (corrispondente al dispositivo video, che verrà utilizzato nel corso delle variazioni) e di una suggestione ritmica amplificata dal silenzio (corrispondente a un potenziale sonoro che si aggiungerà nelle successive variazioni). La prima variazione, in assenza di video e musica che si aggiungeranno successivamente, verte sulla dualità e sull'accostamento “di ciò che è simile e nello stesso tempo diverso”.
 
Margherita Pirotto - Nata a Padova nel 1976, studia danza classica presso il Centro Studi Danza Classica di Mariolina Giaretta e Andrea Francescon (1990-2005) e presso il Centre de danse du Marais di Parigi con Wane Byars; prosegue la sua formazione nella danza contemporanea presso l’Associazione Spaziodanza di Laura Pulin a Padova e segue workshop, stage e corsi di perfezionamento con Michal Mualem (Sasha Waltz), Giannalberto de Filippis, Khosro Adibi, Virgilio Sieni, Malou Airaudo, Susanne Linke, Reinhil Hoffmann, Urs Dietrich, Giorgio Rossi, Lindsay Kemp. Nel 2006 partecipa a un laboratorio-spettacolo dal titolo Di-stanze a Bologna per Danze Urbane e presso lo studio Harmonic di Parigi con Corinne Lanselle. Come danzatrice ha collaborato dal 2001 al 2006 con la compagnia Officinadanza di Laura Pulin per gli spettacoli E gli angeli?, L’amour c’est toujours l’amour, Caffè Caffè, con la regia di Mirko Artuso, Controra. Nel 2011 crea Oh, Carrot!, prima produzione della Aleph Company da lei fondata.
 
 

Ingresso libero fino a esaurimento posti disponibili.
 
Quarto palcoscenico
Video e fotogallery
Biennale College - Teatro
Nove laboratori dal 30 luglio al 10 agosto 2014
Biennale Musica 2014
20 > 21 settembre, 3 > 12 ottobre 2014