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la Biennale di Venezia
Main Visual Sezione Danza (new)

Danza

Les Grands Ballets Canadiens de Montreal (Québec)

27-28 maggio ore 20.00, 29 maggio ore 18.00
Teatro Malibran
Le Sacre du Printemps (2009, 33’) [prima italiana]
ideazione e coreografia Stijn Celis
musiche Igor Stravinskij
costumi Catherine Vœffray
luci Marc Parent
 
Bella Figura (1995,30’)
ideazione e coreografia Jirí Kylián
musiche Lukas Foss, Giovanni Battista Pergolesi, Alessandro Marcello, Antonio Vivaldi, Giuseppe Torelli
scene Jirí Kylián  -  costumi Joke Visser  -  luci Tom Bevoort  -  supervisione tecnica e luci Kees Tjebbes
 
Six Dances (1986,15’)
ideazione e coreografia Jirí Kylián
musiche Wolfgang Amadeus Mozart, Sechs Deutsche Tänze, KV 571
scene Jirí Kylián
costumi Joke Visser
luci Joop Caboort
supervisione tecnica e luci Kees Tjebbes
 
Les Grands Ballets Canadiens de Montréal
Rachel Rufer, Callye A. Robinson, Hervé Courtain, Jeremy Raia, Emilie Durville, Lénaïg Guégan, Robin Mathes, Vanesa G.R. Montoya, Isabelle Paquette, Edi Blloshmi, Jean-Sébastien Couture, Robert Deskins, Jérémy Galdeano, Marcin Kaczorowski, Guillaume Pruneau, Raul Salamanca, Marie-Ève Lapointe, Marisa Pauloni, Alisia Pobega, Mathieu Rouvière, André Silva, Xuan Cheng, Emma Garau Cima, Sarah Gibson, Graziella Lorriaux, Thaïs Martinez Fraga, Bryna Catherine Pascoe, Aline Schürger, Annie Shreffler, Dario Giuseppe Dinuzzi, Russell Lepley, Ye Li, Kenji Matsuyama Ribeiro, Karell Williams

produzione Les Grands Ballets Canadiens de Montréal
con il sostegno di Conseil des Arts et des Lettres du Québec, Canada Council for the Arts, Conseil des arts de Montréal

In una panoramica della danza canadese e québecchese non poteva mancare una delle maggiori compagnie di danza classica e contemporanea, con i suoi 33 eccellenti interpreti – da cui sono usciti nomi oggi internazionalmente noti come Edouard Lock e Ginette Laurin. È Les Grands Ballets Canadiens de Montréal, compagnia fondata nel 1957 da Ludmilla Chiriaeff e oggi diretta dal macedone Gradimir Pankov, già direttore artistico del Nederlands Dans Theater, del Ballet National di Finlandia, del Culleberg Ballet e del Ballet du Grand Théâtre di Ginevra.
 
A Venezia e per la Biennale, la grande compagine canadese sarà interprete di un trittico di “superclassici”: Le sacre du printemps, un canone della danza novecentesca reinterpretato dal coreografo belga Stijn Celis; Bella figura e Six Dances, due capolavori del repertorio del grande coreografo ceco Jirí Kylián, Leone d’oro alla carriera nel 2008.
 
Entrato nella leggenda fin dalla sua prima, tanto scandalosa quanto rivoluzionaria rappresentazione a Parigi (1913 ), sotto l'egida dei “Ballets Russes” di Sergej Diaghilev e le coreografie di Vaslav Nijinsky, Le sacre du printemps diventa una pietra miliare della danza del 900 che non cessa di ispirare i più grandi coreografi: Maurice Béjart, Pina Bausch, Mats Ek, Marie Chouinard, Angelin Preljocaj, Saburo Teshigawara sono soltanto alcuni dei nomi che si sono misurati con questo classico.
 
Dell’originario rituale pagano di celebrazione della primavera dove viene sacrificata una vergine per la coesione del gruppo, Celis – che aveva precedentemente affrontato Le sacre nella versione per due pianoforti, sottolinea l’aspetto dell’esclusione e considera il sacrificio alla stregua di un atto di ribellione, di rifiuto dell’omologazione richiesto dalla società. Un altro aspetto su cui mette l’accento Celis è la polarità maschile/femminile, che non interpreta nei termini di un conflitto ma della complementarietà e della complicità. Nei sette quadri che compongono la sua versione, Celis gioca sulle opposizioni tra tensione e rilassamento, difesa e abbandono, ombra e luce, lentezza e velocità. “Ero alla ricerca di un gesto che non fosse troppo spigoloso – dichiara il coreografo. Volevo lavorare su una forma più arrotondata, armonica, per tradurre la dimensione ciclica dell’opera e della vita. Abbiamo lavorato molto sulla coscienza e sulla consapevolezza del respiro e del peso del corpo, due elementi che mostrano bene la differenza tra uomini e donne”. Le sacre du printemps (2009) è la terza creazione di Celis per Les Grands Ballets, dopo Noces (2002) e Cinderella (2003).
 
Fra i tanti titoli di Jirí Kylián entrati nel repertorio delle compagnie di tutto il mondo, Bella figura e Six Dances, rispettivamente del 1995 e del 1986, sono due piccoli gioielli che traggono entrambi ispirazione dal mondo e dalla musica settecenteschi di Pergolesi, Marcello, Mozart, con tutto il carico di intelligenza, ironia, seduttività, civetteria che ne consegue.
 
Per Kylián Bella figura si svolge sul crinale tra sogno e realtà: "Quando comincia l'atto di rappresentazione? Quando siamo nati, o quando si alza il sipario? Finisce tutto quando si esce dal palcoscenico o non c’è mai una fine? Che cosa è una mascherata? Gli abiti che indossiamo per strada o un costume di scena? Tra la cosiddetta arte e artificialità, tra la realtà della vita e la fantasia: queste zone di penombra creano una tensione che mi interessa. È come stare sul ciglio di un sogno...”
 
Ricalcando il titolo dall’omonima musica di Mozart, a proposito di Six Dances, il Maestro ceco osserva: “Mi è stato impossibile creare diversi numeri di danza che riflettessero semplicemente l’umorismo del compositore e la sua musica brillante. Al contrario, ho creato sei atti – apparentemente “senza senso” - che sono chiaramente ignari di ciò che li circonda. Questi divengono piccoli e insignificanti di fronte ai problemi del mondo, che la maggior parte di noi, per ragioni sconosciute, porta nella propria anima. Anche se l’aspetto divertente delle Sechs Tänze di Mozart gode di grande popolarità, non dovrebbe essere considerata esclusivamente come burlesque. Al contrario, il suo umorismo dovrebbe servire come veicolo per sottolineare la relatività dei nostri valori. L’abilità di Mozart a reagire alle difficoltà con un’esplosione di poetico non-sense a scopo autodifensivo è ben nota”.
 
Stijn Celis (1964) - Nato da padre belga e madre originaria delle Mauritius, Stijn Celis vive in Zaire (il Congo di oggi) fino al 1972; quando la famiglia torna in Belgio, inizia la sua educazione al Koninglijke Ballet School di Anversa. Nel 1982 si unisce al Royal Ballet delle Fiandre diretto da Valery Panov, nel 1986 è con il Balletto di Zurigo sotto la direzione di Uwe Scholz e dal 1969 al 1992 danza per il Contemporary Dance Zurich diretto da Paula Lansley. Successivamente entra a far parte del Ballet du Grand Théâtre de Genève allora diretto da Gradimir Pankov, con cui rimane fino al 1996. È in queso periodo che comincia a coreografare e nel 1997 Mats Ek gli chiede di collaborare allo spettacolo di apertura dell’Holland Festival. Tra il 1996 e il 1997 è membro del Cullberg Ballet a Stoccolma, per cui crea anche due lavori: Ubiloz e Fox. Nel 1998 Celis abbandona l’attività di danzatore, torna ad Anversa e studia scenografia, ma continua a coreografare: per Ballet Gulbenkian, Les Grands Ballets Canadiens de Montréal, Cullberg Ballet, Cedar Lake Contemporary Ballet di New York.