la Biennale di Venezia
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Danza


Daniel Léveillé Danse (Québec)

30 maggio ore 22.00
Teatro alle Tese – Arsenale
La pudeur des icebergs (2004, 60’) [prima italiana]
coreografia Daniel Léveillé
luci Marc Parent
musiche Frédéric Chopin Préludes op.28
suono David Kilburn, Laurent Maslé
con Frédéric Boivin, Mathieu Campeau, Justin Gionet, Ivana Milicevic, Emmanuel Proulx, Gaëtan Viau
produzione CanDance Network Creation Fund with his partners Agora de la Danse, Brian Webb Dance Company, Canada Dance Festival, National Arts Centre, Vancouver East Cultural Centre Danspace Project (New York)
con il supporto di Imperial Tobacco Canada Foundation

Quando il corpo si confessa. È Daniel Léveillé, una delle punte più avanzate e in assoluto più originali della danza quebecchese, a presentare in questi termini la sua trilogia - in prima nazionale a Venezia ma per la prima volta in sequenza – frutto di un’indagine durata lo spazio di un decennio e suddivisa in tre “tempi” dai titoli suggestivi: Amour, acide et noix (2001), La pudeur des icebergs (2004), Crépuscule des océans (2007).
 
È proprio a partire da Amour, acide et noix che Léveillé radicalizza il suo lavoro sul corpo spogliando  letteralmente il danzatore di ogni “accessorio dell’identità”, dai costumi al trucco al décor, ma anche di ogni forma di espressività e di estetismo, per esporlo in tutta la sua naturale e austera nudità. Nelle dichiarazioni del coreografo la trilogia “è una discesa nelle arcaiche profondità per mostrare l’inesorabile condizione umana di vulnerabilità”.
 
Resta costante, nella scrittura coreografica della trilogia, l’economia del movimento, composto da brevi sequenze ripetute in mille varianti; il rapporto tra stasi e movimento, che fa progredire la danza attraverso una serie di “staccati” e sembra strappare il gesto dall’immobilità; il “rigoroso” contrasto tra il lirismo della musica e l’assenza totale di emozione degli interpreti.

Sei danzatori, cinque uomini e una donna, disegnano le geometrie verticali – fra corse, sollevamento e ricaduta dei corpi - di La pudeur des icebergs, sulle note dei travolgenti 24 Preludi di Chopin. In scena a a gruppi di tre, i danzatori, quando non sono coinvolti nell’azione, si allineano in ordine di altezza lungo i bordi della scena, testimoni privi di emotività. Solo alla fine intervengono tutti e sei insieme. “Il ritmo del pezzo è quello di un gioco di scacchi, dove ogni mossa è in relazione agli altri e sembra studiata e far parte di una strategia”.
(Deborah Jowitt, “Village Voice”)

Daniel Léveillé (Sainte-Rosalie - Québec, 1952) - Abbandona gli studi di architettura nel 1977 per dedicarsi alla danza seguendo le lezioni di Lawrence Gradusdella di Entre-Six Dance Co. e di Martine Epoque del Groupe Nouvelle Aire. Le Bas Rouge de Béatrice, con Louise Lecavalier, e Ocre sono le sue prime coreografie. Tra il 1978 e il 1981 è fra i danzatori di Françoise Sulllivan – coreografa estranea a mode e formalismi – in occasione del suo ritorno sulle scene. Dal 1981 in avanti dà vita a diverse formazioni, fra cui O Vertigo, con Ginette Laurin, che ottiene riconoscimenti anche in Europa, fino a fondare, nel 1991, la compagnia che porta il suo nome. Contemporaneamente inizia a insegnare al Dipartimento di Danza dell’Université du Québec di Montréal.
I suoi primi lavori riflettono in parte la vena teatrale che attraversa gli anni ’80. Voyerisme, L’étreinte, But I love you, Ecris-Moi n’importe quoi, Le sacre du printemps sono alcuni titoli di questo periodo. Successivamente, la domanda che sta all’origine dei suoi lavori riguarda l’emozione, come un’emozione possa originare il movimento. È così che privilegia i salti, i fremiti e le urla, considerando la ripetizione del movimento il proprio metodo di composizione. Traces I, II, III, IV, V, VI (1988) rappresentano il suo massimo risultato in questo senso.
Dal 2001 il corpo nudo è diventato il suo materiale coreografico d’elezione. Il corpo rivela una disturbante bellezza e una strana fragilità. Questa esposizione radicale del corpo, attraverso poche linee chiare e ripetute del movimento, accentua il suo ascetismo. Sono gli anni della trilogia qui presentata. Amour, acide et noix vince il premio Dora Mavor Moore, promosso dal Toronto Alliance for the Performing Arts, e il Public Prize del Movement & Danc Institute croato (2004). Nel 1982 Léveillé vince il premio Jacqueline-Lemieux del Canada Council for the Arts.