la Biennale di Venezia
Main Visual Sezione Danza (new)

Danza


Kidd Pivot Frankfurt RM (Canada)

30 maggio ore 20.00 e 31 maggio ore 22.00
Teatro Piccolo Arsenale
Dark Matters (2009,120’) [prima italiana]
coreografia Crystal Pite
musica originale Owen Belton
musica Eric Withacre, Sleep, eseguita da Polyphony & Stephen Layton (courtesy Hyperion Records)
voce Christopher Gaze
disegno luci Rob Sondergaard
scene Jay Gower Taylor
costumi ed elementi di scena Linda Chow
oggetti di scena Robert Lewis
testo tratto da Poema sul disastro di Lisbona di Voltaire
con Eric Beauchesne, Peter Chu, Yannick Matthon, Crystal Pite, Sindy Salgado, Jermaine Spivey
produzione Dance Victoria, the National Arts Centre Ottawa, L‘Agora de la danse Montréal e Arts Partners in Creative Development

Talento precocissimo, cresciuta con la prestigiosa compagnia del Ballet British Columbia, sarà William Forsythe, dopo 5 anni al Ballet Frankfurt, a lasciare un segno incisivo su Crystal Pite, oggi una delle coreografe più richieste. Per la prima volta a Venezia, Crystal Pite presenta in prima italiana Dark Matters, interprete la compagnia Kidd Pivot Frankfurt RM, che la Pite ha fondato nel 2001.
 
Dark Matters è il punto di arrivo di un tema che la Pite ha sviluppato negli ultimi tre spettacoli, tutti del 2008: Matter of Maker per il Cullberg Ballet, Fault per la propria compagnia, Frontier per il Netherlands Dance Theater. A interessarla è il territorio sconosciuto della creazione artistica chetrova un corrispettivo nella materia oscura. Se infatti la materia oscura, pur essendo necessaria alla spiegazione dell’universo, resta ancora del tutto inspiegabile, non ci deve sorprendere che si sappia ancora così poco della mente umana. “Creazione per me è sperimentare un territorio sconosciuto, ma è anche cercare di percepire la mia mente. Qualcosa di inconoscibile, destabilizzante e stranamente bello mi costringe a creare. E mi obbliga a lavorare e vivere in uno stato in cui non conosco, non so, anche se sono io che elaboro piani, coreografie e scrivo note di programma. È difficile per me lavorare e vivere in uno stato di non conoscenza. Sto cercando di collegare le ombre al fine di illuminare qualcosa: portare alla luce immagini che scaturiscono dal sentimento dell’ignoto” afferma la Pite.
 
La “materia oscura” del titolo è rappresentata nello spettacolo da danzatori-ombra (un concetto che la Pite ha sviluppato negli ultimi spettacoli), esecutori completamente vestiti di scuro che scivolano nello spazio come le ombre che seguono il nostro corpo. Sono personaggi che hanno il ruolo di “servi di scena”, come i Kuroko del Teatro Kabuki, e rappresentano quelle “forze invisibili” che mettono in moto lo spettacolo. L’immagine del burattinaio, “ombra e anima di ciò che manipola”, introduce l’idea di una marionetta vera e propria che campeggia nella prima parte dello spettacolo: “Quante volte avrei voluto trascendere la consapevolezza di me ed essere mossa solamente attraverso l'atto di ballare?” .
(Crystal Pite)
 
Lo spettacolo si compone di due parti distinte: la prima, prettamente teatrale, è immersa in una atmosfera espressionista dominata da una marionetta-gotica - mossa da quattro danzatori di nero vestiti - che prenderà il sopravvento sul suo creatore; nella seconda esplode il virtuosismo dei danzatori di Crystal Pite: cinque di loro sono impegnati in passi e torsioni acrobatici, come “oggetti sospinti da forze oscure” (The Australian), mentre il sesto, sempre vestito di nero, è l’ombra che scivola, entra ed esce, minacciosa, dal gruppo.
 
Crystal Pite (Terrace - British Columbia, 1970) - Inizia a studiare danza all’età di 4 anni sotto la direzione di Maureen Eastick e Wendy Green a Victoria. All’età di 13 anni crea la sua prima coreografia, The Bug (1983), selezionata nella categoria giovani coreografi al Victoria Dance Festival. Poi frequenta la Toronto Dance-Theatre School e il Banff Centre for the Arts. Nel 1988 entra nella prestigiosa compagnia del Ballet British Columbia di Vancouver, dove rimane 8 anni, sotto la direzione di Reid Anderson, Patricia Neary, Barry Ingham e John Alleyne. È con il Ballet B.C. che ha l’opportunità di creare il suo primo vero lavoro, Between the Bliss and Me (1989), inserito nel repertorio della compagnia.
Tra i suoi primi lavori ricordiamo: Reflections on Billie (1992) e Shapes of a Passing (1994), commissionati dal Ballet Jorgen; In a Time of Darkness (1994) per l’Alberta Ballet per cui vince il premio Clifford E. Lee e sei settimane di residenza al Banff Centre for the Arts; qui crea Quest, poi inserito nel repertorio dell’Alberta Ballet. Nel 1996 raggiunge il Ballet Frankfurt di  William Forsythe, in Germania, dove rimane come danzatrice per 5 anni e con il quale ha fatto tournée in tutta Europa, negli U.S.A., in Asia. Per la compagnia di Forsythe la Pite ha creato Field. Crystal Pite ritorna in Canada nel 2001 e attualmente vive a Vancouver, dove ha creato la propria compagnia, Kidd Pivot, con cui continua a danzare e per cui crea le sue coreografie.
Quarto palcoscenico
Video e fotogallery
Biennale College - Teatro
Nove laboratori dal 30 luglio al 10 agosto 2014
Biennale Musica 2014
20 > 21 settembre, 3 > 12 ottobre 2014