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la Biennale di Venezia
Main Visual Sezione Cinema (new)

Cinema


70. Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica

Direttore: Alberto Barbera

28 agosto > 7 settembre 2013

Fuori concorso

UNE PROMESSE - PATRICE LECONTE
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Sinossi
Germania, 1912. Un giovane laureato di umili origini viene assunto in un’acciaieria. Grazie alle sua capacità si guadagna la fiducia dell’anziano e malato proprietario che lo sceglie come segretario personale. Lavorando spesso a casa del padrone il ragazzo ha occasione di conoscere la giovane moglie del padrone, bella e riservata. Ben presto nasce tra loro un’intesa fatta solo di sguardi e di silenzi, ma quando il giovane si trova costretto a recarsi in Messico per affari, la donna gli rivela il proprio amore e gli promette che al ritorno sarà sua. Separati dall’Oceano i due innamorati si scambiano lettere appassionate. Ma scoppia la prima guerra mondiale e i collegamenti tra Europa e Sud America sono interrotti. Trascorrono otto anni, milioni sono i morti a causa della guerra, l’Europa è in rovina. Il giovane torna in Patria. L’amore sarà sopravvissuto al passare del tempo?
4 settembre 22:15 - Sala Grande 5 settembre 17:45 - PalaBiennale FUORI CONCORSO Une promesse di Patrice Leconte - Francia, Belgio, 95'
v.o. inglese - s/t italiano
Rebecca Hall, Alan Rickman, Richard Madden
 
Commento del regista
Une promesse è un film ammaliante, intenso e sensuale. Ammaliante perché, più che mai, luci, set, modo di girare, sceneggiatura, ritmo, tutto è elaborato con precisione per esprimere al meglio le vertiginose sensazioni del racconto. Intenso, perché la novella di Stefan Zweig è una meraviglia di concisione, come se l’autore avesse voluto sbarazzarsi di tutto ciò che non nutrisse direttamente la storia e i sentimenti che essa trasmette. Sensuale perché ruota semplicemente intorno al desiderio dell’amante. Lavorando a questo nuovo film sapevo già quanto a ogni momento la mia attenzione si sarebbe soffermata sull’espressione di quelle “piccole minuzie che ci trasportano”, verso i personaggi a cui volevo avvicinarmi, ai loro tormenti, agli ostacoli emotivi che Zweig descrive così bene. Sono felice di preparare un film in cui il silenzio è importante quanto il dialogo, un film di poche parole in cui viene detto tutto.