La Biennale di Venezia

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Giardini della Biennale


SESTIERE CASTELLO, 30122
VENEZIA
TEL  0415218711
info@labiennale.org


Sede tradizionale delle Esposizioni d'Arte della Biennale fin dalla prima edizione nel 1895, i Giardini sorgono verso il margine orientale di Venezia e furono realizzati da Napoleone, agli inizi dell'Ottocento. Fu il successo ottenuto dalle prime edizioni della Biennale (oltre 200.000 visitatori nel 1895, oltre 300.000 nel 1899) a dare il via nel 1907 alla costruzione dei padiglioni stranieri, che si aggiunsero al già edificato Padiglione Centrale. I Giardini ospitano oggi 29 padiglioni di paesi stranieri, alcuni di questi ideati e realizzati da celebri architetti, ad esempio il padiglione dell'Austria di Josef Hoffmann, il padiglione dell'Olanda di Gerrit Thomas Rietveld o il padiglione della Finlandia, un prefabbricato a pianta trapezoidale progettato da Alvar Aalto.

PADIGLIONE CENTRALE
 

È del 1894 la realizzazione, su commissione della municipalità veneziana, del primo Palazzo delle Esposizioni ai Giardini, destinato a ospitare l'anno successivo la prima Biennale. L'edificio - allora chiamato "Pro Arte" - venne edificato su progetto di Enrico Trevisanato e facciata liberty disegnata da Marius De Maria e Bartolomeo Bezzi. Fino al 1905 la Biennale è tutta concentrata in questo Palazzo, dove gli artisti di ogni Paese espongono assieme, senza alcuna divisione. Sulla scia del successo ottenuto nelle prime edizioni, la Biennale incoraggia i Paesi esteri a costruire un proprio Padiglione ai Giardini per esporvi i propri artisti (il primo è il Belgio nel 1907). Nel corso dei decenni il Palazzo centrale subisce numerose addizioni e trasformazioni, ospitando interventi, tra gli altri, di Ernesto Basile (ingresso 1905), Galileo Chini (decorazioni 1907-1909), Guido Cirilli (facciata 1914), Gio Ponti (Rotonda 1928), diventando nel 1932 Padiglione Italia, con il disegno della facciata (ancora attuale) di Duilio Torres. A partire dal 1948 (e fino al 1972) inizia la diretta collaborazione di Carlo Scarpa con la Biennale, che ha generato negli anni una lunga serie di notevoli progetti e realizzazioni. Nel 1968 Carlo Scarpa soppalca il salone centrale del Padiglione, raddoppiando la superficie espositiva. Di Scarpa è anche il Giardino delle Sculture realizzato nel 1952. Del 1977 è l'Auditorium di Valeriano Pastor, destinato alla Municipalità, ora trasformato in Biblioteca.

Nel quadro della riorganizzazione espositiva delle sedi della Biennale, nel 2009 lo storico Padiglione Centrale ai Giardini è diventato una struttura una struttura polifunzionale e versatile di 3.500 mq, fulcro di attività permanenti e punto di riferimento per gli altri Padiglioni ai Giardini.  Ospita al suo interno spazi progettati da artisti di fama internazionale come Massimo Bartolini (Area Educational “Sala F”), Rirkrit Tiravanija (Bookstore) e Tobias Rehberger (Caffetteria).

Il progetto di trasformazione del Padiglione Centrale ai Giardini in struttura polifunzionale si è completato nel 2011 con la riorganizzazione degli spazi espositivi e dell’atrio d’ingresso, da quel momento il Padiglione Centrale può godere di condizioni spaziali e microclimatiche ottimali per ognuna delle diverse e numerose destinazioni d’uso, tra cui le attività educational, laboratori e progetti speciali. Una parte importante del progetto di recupero è consistita appunto nel completamento del restauro della Sala Ottagonale, avviato dal Comune di Venezia nel 2006, con il recupero dei dipinti della cupola di Galileo Chini del 1909 e con il ripristino degli apparati decorativi delle pareti e il pavimento in terrazzo alla veneziana. La Sala, attrezzata con tutti i servizi per l’accoglienza del pubblico, torna così a essere un fulcro del Padiglione nella forma di monumentale atrio da cui si raggiungono tutte le nuove aree funzionali.

BIBLIOTECA DELLA BIENNALE
 

La Biblioteca della Biennale dal 2009 è parte integrante del Padiglione Centrale ai Giardini. Il restauro è stato completato nel 2010 con l’apertura della grande sala di lettura, circondata da un ballatoio su due livelli su cui sono disposti oltre 800 metri lineari di scaffalature, utilizzata anche per conferenze e workshop. La Biblioteca è specializzata sui temi delle arti contemporanee, con una particolare attenzione alla documentazione e all’approfondimento delle aree di attività della Fondazione, conservando tutti i cataloghi delle attività di Biennale e raccogliendo materiale bibliografico inerente alle discipline di architettura, arti visive, cinema, danza, fotografia, musica, teatro. Grazie ad un patrimonio librario di oltre 151.000 volumi e 3.000 periodici, è fra le principali biblioteche di arti contemporanee in Italia.

Il patrimonio della Biblioteca, originato dal fondo librario dell'ASAC, è in continuo sviluppo e aggiornamento attraverso acquisti, donazioni e sopratutto scambi con le principali istituzioni di produzione, ricerca e conservazione di arti contemporanee, nazionali e internazionali. La Biblioteca inoltre dal 2009, attraverso il Book Pavilion, accoglie e acquisisce i volumi donati dagli artisti e dagli architetti che partecipano alle esposizioni d’arte e alle mostre di architettura. I libri raccolti grazie a questo progetto realizzato dalla Fondazione La Biennale sono frutto della costante collaborazione con i direttori della mostra di arte e di architettura.

La Biblioteca aderisce al Servizio Bibliotecario Nazionale (SBN) e al momento è in corso il completamento della catalogazione del fondo originario. E’ possibile consultare il catalogo on line, comprendente cataloghi di mostre, monografie, saggi, repertori e periodici specializzati, a questo link (http://polovea.sebina.it/SebinaOpac/Opac)

Inoltre è attivo un progetto di Spoglio con lo scopo di valorizzare i contenuti su argomento Biennale presenti nei periodici italiani e stranieri. Grazie alla descrizione analitica del contenuto, gli utenti possono agevolmente reperire i singoli articoli approfondendo così la ricerca. L’attività viene svolta sia sulle riviste in abbonamento (circa 200 titoli) che in quelle cessate.

BOOKSHOP
 

Progettato dall’artista Rikrit Tiravanija, la libreria dei Giardini è uno spazio ridotto e dall’aspetto pratico e privo di dettagli ridondanti e decorazioni. […]

CAFFETTERIA
 

Progettata da Tobias Rehberger e dipinta secondo il particolare stile pittorico Razzle Dazzle (utilizzato sopratutto sulle navi da guerra durante la Prima guerra mondiale), la caffetteria è un luogo in cui sedersi per trovare un po’ di ristoro e dove lasciarsi (piacevolmente) disorientare dall’intreccio di forme geometriche dai colori contrastanti che si interrompono e intersecano tra loro, creando un complesso e vivace schema optical.

Una caffetteria - opera d’arte, il cui progetto per la realizzazione Was du liebst, bringt dich auch zum Weinen valse a Rehberger il Leone d’Oro per il miglior artista alla Biennale Arte 2009.

PADIGLIONI NAZIONALI
 

Accanto all'odierno Padiglione Centrale, il cui primo nucleo fu costruito nel 1894 e da allora più volte ampliato e ristrutturato, sono sorti nell'ampio parco 29 padiglioni, costruiti in varie epoche a cura delle nazioni espositrici. Immersi nel verde, i padiglioni costituiscono un'antologia di alto valore dell'architettura del Novecento, per il nome di molti realizzatori tra i quali Aalto, Hoffmann, Rietveld, Scarpa e Stirling.

Questo l'ordine cronologico di costruzione (tra parentesi il nome dell'autore): 1907 Belgio (Léon Sneyens); 1909 Ungheria (Géza Rintel Maróti); 1909 Germania (Daniele Donghi), demolito e riedificato nel 1938 (Ernst Haiger); 1909 Gran Bretagna (Edwin Alfred Rickards); 1912 Francia (Umberto Bellotto); 1912 Olanda (Gustav Ferdinand Boberg), demolito e riedificato nel 1953 (Gerrit Thomas Rietveld); 1914 Russia (Aleksej V. Scusev); 1922 Spagna (Javier De Luque) con facciata rinnovata nel 1952 da Joaquin Vaquero Palacios; 1926 Repubblica Ceca e Repubblica Slovacca (Otakar Novotny); 1930 Stati Uniti d'America (Chester Holmes Aldrich e William Adams Delano); 1932 Danimarca (Carl Brummer) ampliato nel 1958 da Peter Koch; 1932 Padiglione Venezia (Brenno Del Giudice), ampliato nel 1938; 1934 Austria (Josef Hoffmann); 1934 Grecia (M. Papandréou - B. Del Giudice); 1952 Israele (Zeev Rechter); 1952 Svizzera (Bruno Giacometti); 1954 Venezuela (Carlo Scarpa); 1956 Giappone (Takamasa Yoshizaka); 1956 Finlandia (Padiglione Alvar Aalto); 1958 Canada (Gruppo BBPR, Gian Luigi Banfi, Ludovico Barbiano di Belgiojoso, Enrico Peressutti, Ernesto Nathan Rogers); 1960 Uruguay; 1962 Paesi Nordici: Svezia, Norvegia, Finlandia (Sverre Fehn); 1964 Brasile (Amerigo Marchesin); 1987 Australia (Philip Cox), riedificato nel 2015 (J.Denton, B.Corker, B.Marshall); 1995 Corea (Seok Chul Kim e Franco Mancuso).

PADIGLIONE STIRLING
 

Inaugurato nel 1991, in occasione della 5. Mostra Internazionale di Architettura della Biennale di Venezia, il padiglione del libro, su progetto di James Stirling, è ubicato nello spazio antistante l'ingresso dei giardini e consta di una lunga costruzione a un piano realizzata in struttura metallica e vetro funzionalmente distinta in due parti.

La forma del Padiglione richiama una struttura navale, cui si sovrappone, in una irrisolta duplicità, il tema semplice della capanna. […]

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