La Biennale di Venezia

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Arsenale


SESTIERE CASTELLO
CAMPIELLO TANA 2169/F, 30122 
VENEZIA
TEL  0415218711
info@labiennale.org


L’Arsenale è il più vasto centro produttivo d’epoca preindustriale e nei periodi di piena attività vi lavoravano fino a 2.000 lavoratori al giorno, un enorme complesso di cantieri dove si costruivano le flotte della Serenissima e, per questo, simbolo della potenza economica, politica e militare della città. Dal 1980 l’Arsenale è diventato luogo espositivo della Biennale, in occasione della 1. Mostra Internazionale di Architettura, in seguito, gli stessi spazi furono utilizzati durante le Esposizioni d’Arte per la sezione Aperto. Dal 1999 è in atto un programma di valorizzazione dell’area, che ha permesso di aprire al pubblico, tra gli altri luoghi, i Teatri alle Tese e Piccolo Arsenale (2000), il Giardino delle Vergini (2009) e le Sale d’Armi (2015?).

CORDERIE

Allungate sul lato sud dell'Arsenale, costruite nel 1303 e poi rifatte tra il 1579 e il 1585 su progetto di Antonio Da Ponte - lo scultore e architetto del Ponte di Rialto - le Corderie erano un tempo adibite alla costruzione di gomene, cavi e cordame utilizzati nelle navi. L'edificio di notevoli dimensioni (misura 317 metri di lunghezza, 21 di larghezza con una altezza alla linea di gronda di 12.10 metri) è caratterizzato da un’imponente copertura in capriate lignee alla palladiana e da due file di grandi colonne in muratura (6 metri di altezza per un diametro medio di 1 metro) che suddividono lo spazio in tre navate e sostengono due soppalchi ricostruiti nel 1916 in cemento armato in sostituzione degli originali di legno. Nel XIX secolo l'edificio è stato ripartito da setti tagliafuoco in muratura che sporgono oltre il tetto; questo intervento ha modificato lo spettacolare assetto architettonico originario che presentava alla vista l'intero ordine delle colonne. La Biennale di Venezia ha utilizzato per la prima volta le Corderie nel 1980, quando Paolo Portoghesi vi allestì la Strada Novissima in occasione della 1. Mostra Internazionale di Architettura. In seguito, lo spazio delle Corderie si apre alla Mostra Internazionale d’Arte con l’inaugurazione della sezione Aperto, a cura di Achille Bonito Oliva e Harald Szeemann, dedicata ai giovani artisti. Dopo il restauro compiuto dalla Soprintendenza di Venezia, l’edificio è stato oggetto di adeguamenti tecnologici, voluti dalla Biennale, che lo hanno reso agibile all’uso espositivo per le Esposizioni Internazionali d’Arte e le Mostre Internazionali di Architettura a cui attualmente è dedicato. La superficie complessiva è di circa 11.430 metri quadri, compresi i soppalchi di 4.460 metri quadri complessivi. 

SALE D'ARMI NORD E SUD

Il complesso delle Sale d’Armi Nord e Sud situato nel cuore dell' area dell'Arsenale in uso alla Biennale, è costituito da due imponenti edifici su due piani, composti rispettivamente da 3 e 4 corpi di fabbrica. Il nucleo originario delle Sale d’Armi risale al 1460 circa, quando queste avevano la funzione di deposito degli armamenti bellici della Repubblica Serenissima, oltre ad essere utilizzate a scopo di rappresentanza nelle visite di ospiti particolarmente illustri. Alcune sale erano infatti allestite in modo decorativo con le armi della Repubblica di Venezia. Assieme all’attiguo edificio delle Artiglierie, le Sale d’Armi sono il simbolo della potenza bellica di terra e di mare di Venezia. L'accesso a questo comparto denominato dell'Artiglieria avveniva esclusivamente attraverso la monumentale porta attribuita al Sanmicheli, costruita intorno al 1560 per separare questo settore strategico dalle altre aree dell’Arsenale.

A partire dal 2012, d’intesa con la Soprintendenza di Venezia, è stata avviata una complessa operazione di restauro e riqualificazione funzionale delle Sale d'Armi che versavano in uno stato di avanzato degrado strutturale. Ciò è stato possibile grazie al reperimento di fondi pubblici e privati. Le attività di recupero sono ancora in corso; l’obiettivo è di concludere i lavori nel 2019. La superficie complessiva delle Sale d'Armi Nord e Sud è di 7.150 metri quadri, rispettivamente di 1.850  e 5.300 metri quadri.

Le Sale d’Armi Nord, prospicienti la Darsena Grande, si articolano in quattro corpi di fabbrica su due livelli (denominati oggi A, B, C, D). L'impianto complessivo è quello originario ma i prospetti di ciascun edificio e gli interni sono stati rimaneggiati in vari periodi, soprattutto nel Novecento per esigenze funzionali della Marina Militare. I prospetti nord e sud sono ritmati al primo piano da grandi finestre e al piano terra da ampi portali entrambi ad arco con conci di rinforzo in pietra d'Istria. Gli archi dei portali presentano delle teste di leoni nelle chiavi di volta. L'unico accesso ai piani superiori era costituito da una sola grande scala sita nella porzione A, segnalata da un imponente portale settecentesco attribuito all'architetto Filippo Rossi. L'impegnativo restauro funzionale che si completerà prossimamente a cura della Biennale, ha riportato alle dimensioni spaziali originarie gli ambienti, pur lasciando visibili le tracce dei vari utilizzi nel tempo. Le nuove dotazioni tecnologiche e di sicurezza hanno reso fruibili gli spazi sia per uso espositivo sia di spettacolo. L’accessibilità ai piani superiori è stata adeguata con la creazione di nuovi accessi costituiti da una scala mobile esterna, realizzata sul prospetto est e mitigata da un mascheramento di 38 travi in legno lamellare, mentre all'interno delle porzioni A e D sono state progettate ad hoc due scale. Le porzioni B, C e D completamente restaurate ospitano le Partecipazioni nazionali  (Argentina, Perù, Sud Africa, Turchia, Messico, Emirati Arabi e Singapore), che da anni chiedevano di avere un proprio spazio nell'area espositiva della Biennale. La porzione A, più ampia e articolata negli spazi interni, è invece destinata prevalentemente alle attività di Biennale College.

Le Sale d’Armi Sud composte da tre edifici su due livelli, denominati attualmente E, F e G, sono state edificate successivamente a quelle nord e risalgono presumibilmente alla metà del XVII secolo, ricostruite poi - dopo l'incendio del 1728 - a metà del Settecento. Analogamente a quelle nord, presentano prospetti principali ritmati al piano superiore da grandi finestre e al piano terra da tre varchi di accesso di dimensioni diverse, ad arco, in pietra d'Istria con una testa di leone nella chiave di volta. Come in quelle nord, l’accesso ai piani superiori è costituito da un unico imponente scalone posto nel corpo di fabbrica centrale in origine scoperto. Lo scalone è annunciato nel prospetto da un portale in pietra d'Istria realizzato dall'architetto Rossi nel 1768. La composizione spaziale dei tre edifici ha un’articolazione diversa da quella delle Sale d’Armi Nord, dovuta a successive alterazioni del distributivo originario, nonché alle coperture completamente rifatte in laterocemento, presumibilmente tra gli anni trenta e quaranta, a seguito di un incendio. Va segnalata la peculiarità del piano terra dell’edificio G che ha un soffitto a volte a crociera atte a proteggere da eventuali esplosioni del salnitro, presente nella polvere da sparo, che era qui depositato. Successivamente, durante la prima guerra mondiale, questo spazio è stato adibito a deposito di siluri. A testimonianza di ciò sono stati preservati uno dei grandi armadi in metallo portasiluri e i carri ponte utilizzati per la movimentazione degli stessi. Il restauro funzionale delle Sale d'Armi Sud è iniziato nel 2014 e si prevede di completarlo nei prossimi anni. Gli interventi fin qui eseguiti hanno avuto lo scopo di preservare le coperture in fase di avanzato degrado e di realizzare i serramenti al fine di proteggere gli interni.

Gli interventi programmati sono attuati in fasi in modo da consentire l’immediato utilizzo degli spazi già restaurati per le attività a cui sono stati destinati. 

 

ARTIGLIERIE

Il lungo edificio delle Artiglierie, denominate anche Officine Arsenal di Terra, è parte, assieme alle Sale d’Armi, del comparto dell’Arsenale denominato delle Artiglierie. Qui sorgevano gli edifici dedicati alla produzione e conservazione di armi e munizioni. Costruito intorno alla metà del XVI secolo a ridosso delle mura est, sul rio di San Girolamo, lo stabile è attribuito alla scuola del Sanmicheli (ma anche ad Antonio Da Ponte), ed è costituito da 9 unità modulari con una facciata lunga 180 metri, ora parzialmente visibile a causa della successiva realizzazione del Comparto Bombarde.

La pregevole facciata è scandita da finestre e portali in pietra, con teste leonine come chiavi di volta degli archi, mentre le capriate della copertura alla palladiana poggiano su barbacani di pietra. Nei secoli è stato adibito a officine di tornitori, deposito di oggetti di artiglieria e armature in ferro; qui vi furono depositati i 131 cannoni in bronzo facenti parte del bottino veneziano ottenuto nella vittoria della Battaglia di Lepanto, il 7 ottobre 1571.

Le Artiglierie sono state oggetto di riqualificazione da parte della Biennale nel 2000. Sono state sistemate parte delle coperture e le capriate lignee, rifatti pavimenti e serramenti e realizzati gli impianti tecnologici e di sicurezza. La destinazione d'uso è principalmente espositiva. Negli ultimi anni, lo spazio è stato destinato alle Partecipazioni nazionali prive di padiglione, durante le Esposizioni Internazionali d'Arte e le Mostre Internazionali di Architettura.

La superficie complessiva è di circa 3.600 metri quadri.

ISOLOTTO

La Tesa dell’Isolotto sud, denominato brevemente Isolotto, è l’unica sopravvissuta di una serie di 18 squeri (cantieri acquatici con tettoia) disposti su due file, costruiti alla fine del 1300 e affacciati rispettivamente nelle due Darsene esistenti all’epoca, denominate Nuova e Nuovissima. Le altre Tese dell'Isolotto furono demolite tra il 1877 e 1880 per realizzare l'odierna Darsena Grande.

La struttura dell'edificio, composta da un corpo di fabbrica rettangolare e uno triangolare contiguo alle mura di cinta dell'Arsenale su Rio di San Daniele, ha subito negli anni notevoli trasformazioni con il rifacimento dei prospetti e l'inserimento di un soppalco ligneo con colonnine in metallo; rimangono a testimonianza della struttura originaria le trecentesche capriate lignee del corpo principale di 4.40 metri di altezza.

L’Isolotto è stato oggetto di un parziale restauro per consentirne l’impiego come spazio espositivo; è in programma il rifacimento complessivo dell’edificio ad uso multifunzionale.

La superficie complessiva è di circa 1.000 metri quadri.

GAGGIANDRE

Le Tese del Cinquecento sono un complesso unitario composto da quattro corpi di fabbrica costruiti nel 1566 - come ricorda l'iscrizione marmorea sulla colonna dell'angolo sud est - che, al tempo, furono impiegati come officina e deposito di legname. I quattro corpi di fabbrica sono collegati tra loro da ampie arcate in muratura con tozze colonne in pietra d'Istria. Le capriate di tipo palladiano che formano le coperture sono originali. I prospetti invece sono stati manipolati nell’Ottocento, quando furono adibiti a depositi di carbone fossile.

Le Tese del Cinquecento sono oggi denominate Teatro alle Tese e costituiscono uno spazio polivalente con 400 posti disposti su una tribuna mobile, destinato principalmente alle attività di spettacolo dei settori Danza, Musica e Teatro della Biennale.

Il restauro funzionale di questi edifici è stato eseguito tra il 1999 e il 2001. Sono state completate le coperture il cui restauro era stato avviato dalla Soprintendenza di Venezia, realizzati pavimenti, infissi e impianti tecnologici e speciali, tra cui il sistema di americane per gli spettacoli dal vivo. In una struttura progettata ad hoc sono stati predisposti i camerini, i locali tecnici e i bagni per il pubblico e gli addetti.

Le Gagiandre (o Gaggiandre) sono due imponenti tettoie acquatiche realizzate tra il 1568 e il 1573 nella Darsena Novissima e adibite al ricovero delle galere a remi che non necessitavano di alberatura. Il dimensionamento complessivo della struttura è alquanto inusuale: le capriate di quasi 25 metri, appoggiate su tre file di archi e tozzi pilastri con conci in pietra d’Istria, sono tra le più vaste esistenti in laguna. Il nome Gagiandra pare si riferisca o alla somiglianza della sagoma della copertura alla corazza delle testuggini (gagiandre in dialetto veneziano) o a delle speciali zattere armate che servivano, in tempo di guerra, a sorreggere le grosse catene che chiudevano le bocche di porto.

Gli interventi di restauro, eseguiti dalla Soprintendenza nel 1994, hanno interessato le coperture lignee, le murature di sostegno e le parti lapidee. Per la spettacolarità dell'architettura e il rapporto con l’acqua, negli anni, diversi artisti e architetti partecipanti alle Esposizioni Internazionali d’Arte e alle Mostre Internazionali di Architettura, hanno realizzato qui le loro installazioni.

La superficie complessiva è di 1.750 metri quadri.

TESE DELLE VERGINI

Questo lungo edificio adiacente alle Tese del Cinquecento e ai grandi scali acquei delle Gaggiandre è formato da due capannoni accostati, realizzati nella fase di ampliamento del 1872 verso l'area denominata delle Vergini e con l'interramento del Rio della Guerra. Questi edifici erano destinati a deposito dei combustibili e quindi chiamati per questo anche Tese del Carbone. L'area in cui sono site le Tese è così denominata per la precedente presenza del  Convento delle Vergini, che era già stato spogliato degli apparati decorativi durante il periodo Napoleonico.

Le Tese sono organizzate in quattro porzioni suddivise da un setto murario con lesene di rinforzo. Le lunghe facciate presentano dei varchi di accesso sia dal lato delle Gaggiandre sia lungo l’attuale Giardino delle Vergini. I fronti principali sono rivolti verso l’ingresso acqueo di Porta Nuova e hanno ciascuno tre grandi varchi ad arco con cancelli originali contornati come tradizione in pietra d'Istria. Le coperture sono l'esempio delle prime capriate Polonceau in ferro e legno, utilizzate da allora in avanti all'Arsenale in alternativa a quelle tradizionali di legno.

Il restauro e la riqualificazione funzionale si sono svolti in più fasi, a iniziare dal 2001, con interventi mirati a realizzare spazi espositivi e multifunzionali. L’ultimo intervento del 2010 ha reso fruibile alle attività dell Biennale la porzione denominata dei Soppalchi, recuperando all’uso il soppalco ligneo esistente. Le Tese delle Vergini ospitano attualmente il Padiglione Italia, il Padiglione della Cina e le attività Educational della Biennale.

La superficie complessiva è di circa 3.850 metri quadri.

GIARDINO DELLE VERGINI

Il Giardino delle Vergini che si estende sull’area dell’ex monastero Santa Maria Vergine, demolito alla fine dell’Ottocento, è oggi un’ampia area verde di circa 14.000 metri quadri, circondata dalle alte mura dell’Arsenale. Prima degli interventi di recupero attuati dalla  Biennale a partire dal 2000, l'area versava in uno stato di totale abbandono con la vegetazione infestante che ricopriva gli alberi esistenti e tutta la lunga facciata sud-est delle Tese delle Vergini. Oggi, dopo un impegnativo intervento di bonifica, il giardino non solo è diventato un suggestivo spazio verde, ma anche un luogo espositivo di grande ispirazione per gli artisti e architetti partecipanti alle esposizioni, che qui hanno creato suggestive installazioni paesaggistiche: 2008: Gustafson Porter LTD and Gustafson Guthrie Nichol LTD “Towards Paradise Garden”; 2009: Lara Favaretto “Monumentary Monument (Swamp)”; 2010: Piet Oudolf “Giardino delle Vergini”.

Con la realizzazione nel 2009 del Ponte dei Pensieri e l’ampliamento del Padiglione Italia, il Giardino costituisce il nuovo asse del percorso espositivo dell’Arsenale. 

PONTE DEI PENSIERI
 

Il nuovo ponte è stato realizzato nel 2009, su un’idea progettuale della Biennale, nella medesima posizione di quello esistente fino alla metà dell’Ottocento, e costituisce un nuovo accesso all’area dell’Arsenale sud-est. Pur nella contemporaneità della forma, la struttura principale è ispirata ai ponti della tradizione veneziana.

La realizzazione si è resa possibile grazie ad un accordo tra il Comune di Venezia e il Magistrato alle Acque che ha finanziato l’opera. A completare il nuovo accesso, è stato restaurato ad uso biglietteria/bookstore un piccolo edificio situato ai piedi del nuovo ponte, risalente alla seconda metà del Novecento.

FONDERIE E COMPARTO BOMBARDE
 

Gli edifici di questo Comparto, realizzati tra l'Ottocento e il Novecento dalla Marina Militare con funzione di magazzino, officina e uffici, sorgono sul sedime dei Giardini di Ferro o delle Bombarde. Questi Giardini, contornati da mura e con accessi da portali in pietra d'Istria, fungevano da depositi dell’Artiglieria della Repubblica Serenissima. Qui, disposti scenograficamente come in un giardino all’italiana, si trovavano palle di cannone, lapidi e monumenti; di questi giardini rimane oggi una piccola porzione denominata Giardino delle Bombarde. Le strutture del Comparto non presentano un grande pregio architettonico, a parte le facciate principali realizzate rimaneggiando parti delle mura e dei portali originari dei Giardini di Ferro. Nel complesso si trova anche una Torre Telemetrica costruita successivamente sopraelevando di tre piani uno degli edifici, che, durante la prima guerra mondiale, serviva per la direzione del tiro delle batterie costiere. Lo stabile della Torre Telemetrica è oggi sede di uffici della Biennale a presidio dell’area.

Iniziato nel 2003, il restauro funzionale del Comparto Bombarde si è concluso nel 2005 con la realizzazione di uno spazio dedicato alla ristorazione. È in programma la completa ristrutturazione del complesso al fine di ampliare e migliorare i servizi al pubblico.

L’intera area ricopre circa 1.200 metri quadri.

PADIGLIONE ITALIA
 

Il Padiglione Italia occupa due porzioni delle Tese delle Vergini per una superficie totale di circa 1.800 metri quadri. Il complesso ospita la partecipazione italiana curata dal Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo alle Esposizioni Internazionali d’Arte e alle Mostre Internazionali di Architettura.

PADIGLIONI NAZIONALI
 

Attualmente sono ospitati presso l'Arsenale i Padiglioni Nazionali di Albania, Argentina, Cile,  Repubblica Popolare Cinese, Croazia, Emirati Arabi Uniti, Filippine, Georgia, Indonesia, Irlanda,  Italia, Repubblica del Kosovo, Lettonia, Ex Repubblica Jugoslava di Macedonia,  Malta, Messico, Nuova Zelanda, Peru, Singapore, Repubblica di Slovenia, Repubblica del Sudafrica, Tunisia e Turchia.

BOOKSHOP
 

Il bookshop è collocato in prossimità della porta Duca degli Abruzzi, l’ingresso principale da Calle della Tana all’area dell’Arsenale utilizzata dalla Biennale. Il pubblico è accolto in un ampio e luminoso spazio con caratteristiche architettoniche tipiche degli edifici dell’Arsenale e allestito in modo funzionale all’offerta di libri di arte e architettura e del merchandising della Biennale. Il soppalco ligneo ospita, invece, un punto caffetteria.

BAR - RISTORANTE
 

A circa metà del percorso espositivo, si trova il punto principale dei servizi al pubblico. Un bar/ristorante con un dehors adiacente offre ai visitatori la possibilità di sostare per uno snack veloce o un pranzo completo, a seconda delle esigenze e del tempo a disposizione.

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