La Biennale di Venezia

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Cinema

Robert Guédiguian - La Villa



Francia / 107’
lingua Francese
cast Ariane Ascaride, Jean-Pierre Darroussin, Gérard Meylan, Jacques Boudet, Anaïs Demoustier, Robinson Stévenin, Yann Tregouët, Geneviève Mnich, Fred Ulysse, Diouc Koma
sceneggiatura Robert Guédiguian, Serge Valletti
fotografia Pierre Milon
montaggio Bernard Sasia
scenografia Michel Vandestien
costumi Anne-Marie Giacalone
suono Laurent Lafran

Sinossi

In una baia nei pressi di Marsiglia sorge una pittoresca villa di proprietà di un anziano signore. I suoi tre figli si sono raccolti attorno a lui nei suoi ultimi giorni di vita: Angela, un’attrice che vive a Parigi, Joseph che si è recentemente innamorato di una ragazza che ha la metà dei suoi anni e Armand, l’unico a essere rimasto a vivere a Marsiglia per gestire il piccolo ristorante di famiglia. È arrivato il momento di fare il bilancio degli ideali e dello spirito comunitario che il padre ha creato in questo luogo magico e tramandato ai figli. L’arrivo in un’insenatura vicina di un gruppo di profughi a bordo di un’imbarcazione getterà questi momenti di riflessione nello scompiglio.

Commento del regista

La calanque de Méjean, nei pressi di Marsiglia, mi ha sempre fatto pensare a un teatro. Le colorate casette incastonate nelle colline sembrano nulla più che facciate, su di esse si affaccia un viadotto i cui treni sembrano giocattoli di bambini; l’apertura sul mare trasforma l’orizzonte in un fondale, come una tela dipinta, soprattutto con la luce invernale quando ormai tutti se ne sono andati. Allora diventa un set abbandonato, malinconico e bellissimo.
All’interno di questa “bolla” all’aria aperta, alcuni fratelli e sorelle, padri e madri, amici e amanti si confrontano sugli amori del passato e sugli amori che verranno. Tutti questi uomini e tutte queste donne condividono gli stessi sentimenti: sono in una fase della vita in cui si ha profonda consapevolezza del tempo che passa e dei cambiamenti del mondo. Le strade che hanno a lungo spianato si stanno gradualmente ricoprendo e devono essere costantemente mantenute, altrimenti se ne dovranno creare di nuove.
In questa situazione, accade improvvisamente qualcosa in grado di rovesciare radicalmente la totalità di questi pensieri, una sorta di rivoluzione copernicana: alcuni bambini sopravvissuti al naufragio si sono nascosti tra le colline. Sono due fratelli e una sorella: sembrano fare da eco ai tre protagonisti, Angèle, Joseph e Armand. Questo stato di cose fa riaffiorare il senso di fratellanza dei tre protagonisti dal momento che decidono di tenere I bambini con sé.
Credo in questi incontri. C’è qualcosa nella “globalizzazione” che protende naturalmente verso il futuro. Per quanto possa sembrare un’esagerazione, mi sento di affermare che oggi non potrei fare un film senza fare riferimento ai profughi: viviamo in un mondo in cui le persone annegano in mare quotidianamente. Ho scelto intenzionalmente la parola “profughi”. A prescindere che sia da imputare ai cambiamenti climatici, ad altre ragioni, o a una guerra, queste persone sono alla ricerca di un rifugio, di un focolare.
La calanque sarà forse portata nuovamente in vita dall’arrivo dei tre bambini? Angèle, Joseph, e Armand rimarranno lì con questi tre bambini da crescere, e cercheranno di far sopravvivere il ristorante, la comunità delle colline e la loro personale visione del mondo. Cercheranno di tenere vivo il legame tra alcune persone e, in questo modo, di preservare la pace.

Sala Grande

LUNGOMARE MARCONI,  30126
LIDO DI VENEZIA
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