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la Biennale di Venezia
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Cinema

“Premio Luigi De Laurentiis“ per un’opera prima

Fatih Akin (Germania - Presidente)
Nasce ad Amburgo nel 1973 da genitori turchi. Dal 1994 al 2000 studia Comunicazione visiva alla Freie Akademie der Künste di Amburgo. Il primo cortometraggio, Sensin - Du bist es! (1995), vince il Publikumspreis all'Internationales Kurzfilm Festival di Amburgo. Il 1998 lo vede affermarsi come astro nascente del cinema tedesco grazie al primo lungometraggio, Kurz und Schmerzlos, nel quale tratta il tema dell’incontro tra culture, che approfondirà in seguito. Il film si aggiudica il Pardo di Bronzo a Locarno. Due anni dopo gira il road movie Im Juli e il documentario Denk ich an Deutschland - Wir haben vergessen zurückzukehren. Nel 2002 esce Solino, cronaca di una famiglia di immigrati italiani a Duisburg. Nel 2004 fonda la società di produzione corazón international con Andreas Thiel e Klaus Maeck. Il successo internazionale arriva nello stesso anno con Gegen die Wand (La sposa turca), ritratto della cultura turca e delle difficoltà d’integrazione in Germania, vincitore dell’Orso d’Oro al Festival di Berlino, del Deutscher Filmpreis e dell'European Film Award per la miglior regia. Nel 2005 presenta a Cannes il documentario Crossing the Bridge - The Sound of Istanbul. Si aggiudica numerosi riconoscimenti anche Auf der Anderen Seite (Ai confini del paradiso), del 2007. Il film commedia del 2009, Soul Kitchen, riceve il Premio Speciale della Giuria alla 66. Mostra del Cinema di Venezia.  
 
Nina Lath Gupta (India)
Dal 2006 è direttore generale della National Film Development Corporation Ltd (NFDC), l’Ente di stato per il cinema indiano, venerabile istituzione di cui ha cambiato radicalmente le politiche, rendendola più agile e sposando le istanze dei produttori indipendenti. Nel 2009 promuove un ambizioso programma di restauro delle pellicole prodotte dall’Ente in sintonia con analoghi progetti mondiali, tra i quali la World Cinema Foundation di Martin Scorsese. Il programma, inaugurato con la filmografia di Satyajit Ray, si pone l’obiettivo di restaurare e digitalizzare un centinaio di classici della filmografia indiana in collaborazione con i Pixion Studios di Mumbai. Tra le produzioni recenti della NFDC vi sono il thriller psicologico in hindi Via Darjeeling (2008) di Arindam Nandy, Manjadikkuru (Lucky Red Seeds) di Anjali Menon, The Man Beyond the Bridge (2009) di Laxmikant Shetgaonkar e Haat (The Weekly Bazaar, 2010) di Jay Weissberg, pellicola ambientata nel Rajasthan rurale e focalizzata sul tema dell’umiliazione rituale della donna. Nel 2007 ha creato inoltre il Film Bazaar presso l’International Film Festival of India di Goa, straordinario laboratorio-mercato di progetti provenienti da tutte le regioni e tutti i modi di produzione dell’India. Sta attualmente lavorando alla creazione di un circuito di sale d’essai (una realtà scomparsa in India da più di un ventennio).  
 
Stanley Kwan (Hong Kong - Cina)
È nato a Hong Kong nel 1957 e, dopo aver studiato presso la facoltà di Scienze della comunicazione del Baptist College, ha collaborato con l’emittente televisiva TVB come attore tirocinante per passare ben presto al reparto di produzione. Si è trovato così ad assistere molti dei giovani registi che avrebbero lanciato una nuova tendenza nel cinema di Hong Kong, tra i quali Ann Hui, Yim Ho e Patrick Tam. Kwan li ha seguiti ben presto nell’industria cinematografica dirigendo nel 1995 Nüren xin (Women), il suo primo lungometraggio. Il suo secondo film, Dei ha ching (Love Unto Waste), è stato invitato in concorso al Festival di Locarno e il terzo, Yinji kau (Rouge), ha conquistato un nutrito pubblico internazionale. Yuen Ling-yuk (Centre Stage, 1991) ha vinto con Maggie Cheung il Premio per la migliore attrice al Festival di Berlino, e nel 1997 Yu kuaile, yu duoluo (Hold You Tight) ha vinto sempre a Berlino l’Alfred-Bauer- Preis per l’innovazione e il Teddy Award per il miglior lungometraggio gay/lesbico. Nel 2001 Lan Yu ha avuto la prima nell’ambito della sezione Un Certain Regard del Festival di Cannes e nel 2005 Changhen ge (Everlasting Regret) è stato proiettato in concorso alla Mostra di Venezia. Oltre ai lungometraggi, che gli hanno valso un seguito internazionale di intenditori, ha anche diretto cortometraggi e documentari. Nel 2008 ha esordito nella regia teatrale con un musical cinese a Shanghai; due anni dopo ha diretto un’opera lirica cinese a Pechino.   
 
Samuel Maoz (Israele)
Nato a Tel Aviv nel 1962, appassionato di cinema fin dalla prima infanzia, a soli diciotto anni aveva già realizzato numerosi cortometraggi amatoriali. Nel 1980 entra nei Corpi corazzati dell’esercito israeliano e nel giugno 1982 prende parte alla Guerra del Libano. L’esperienza lo segna profondamente. Nel 1987 completa gli studi di cinema alla Beit Zvi Academy of the Arts. Realizza successivamente diversi cortometraggi, spot e documentari, tra i quali Total Eclipse (2000) che è stato proiettato anche al MOMA di New York. L’incubo della guerra cui aveva preso parte continua a tormentarlo ed è solo con il suo primo lungometraggio, Lebanon (2009), acclamato Leone d’Oro alla Mostra del Cinema di Venezia del 2009, che Maoz, attingendo alla propria vicenda personale rielabora il trauma del conflitto bellico, ne racconta l’esperienza, le conseguenze e le devastazioni destinate a segnare per sempre l’animo di chi vi ha preso parte. Dopo il successo a Venezia il film è stato presentato in moltissimi festival internazionali (Toronto, New York, Vancuver, Pusan, San Paolo, Londra, Salonicco, Goteborg, Rotterdam, Glasgow, Hong Kong, San Francisco, Mosca, Los Angeles).    
 
Jasmine Trinca (Italia)
Pur non avendo frequentato corsi di recitazione né mai pensato di fare l’attrice, nel corso dell’ultimo anno di liceo Jasmine viene scelta tra 2500 ragazze da Nanni Moretti per recitare ne La stanza del figlio, Palma d’Oro al Festival di Cannes 2001. Successivamente interpreta Giorgia ne La meglio gioventù di Marco Tullio Giordana, per il quale riceve il Nastro d’Argento per la migliore attrice protagonista insieme al cast femminile del film. Nel 2004 si misura con la commedia in coppia con Silvio Muccino nel primo episodio di Manuale d’amore di Giovanni Veronesi. L’anno successivo è tra i protagonisti di Romanzo criminale, di Michele Placido. Nel 2006 Nanni Moretti la richiama per interpretare la giovane regista de Il Caimano e in quell’occasione Jasmine riceve il Trophée Chopard per i giovani attori. In seguito partecipa all’esordio alla regia di Valerio Mastandrea con il corto Trevirgolaottantasette per il quale vince un Nastro d’Argento. Nel 2007 torna in coppia con Kim Rossi Stuart in Piano solo di Riccardo Milani. Nello stesso anno riceve il Premio Shooting Star al Festival di Berlino ed è membro della giuria della sezione Un Certain Regard al Festival di Cannes. L’anno seguente il film franco-israeliano Ultimatum di Alain Tasma segna il debutto all’estero. Alla 66. Mostra del Cinema di Venezia, nel 2009, riceve il Premio Mastroianni per il film Il grande sogno di Michele Placido. In Francia ha appena terminato le riprese dell’ultimo film di Bertrand Bonello, L’Apollonide - Souvenirs de la maison close.