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la Biennale di Venezia
Main Visual Sezione Teatro (new)

Teatro

Jan Lauwers & Needcompany (Belgio)

Martedì 11 ottobre - ore 21.00
Teatro alle Tese
Needcompany (Belgio)
Isabella’s Room
di Jan Lauwers & Needcompany
 
testi Jan Lauwers, tranne “The Liar’s Monologue” scritto da Anneke Bonnema
con Viviane De Muynck (Isabella), Anneke Bonnema (Anna), Benoît Gob (Arthur), Hans Petter Dahl (Alexander), Maarten Seghers (Frank), Julien Faure (The Desert Prince), Yumiko Funaya (Sister Joy), Sung-Im Her (Sister Bad), Misha Downey (Narrator)
musica Hans Petter Dahl, Maarten Seghers
testi delle canzoni Jan Lauwers, Anneke Bonnema
danza Julien Faure, Ludde Hagberg, Tijen Lawton, Louise Peterhoff
costumi Lemm&Barkey
scene Jan Lauwers
luci Jan Lauwers
suono Dré Schneider
produzione Needcompany
in coproduzione con Festival d’Avignon, Théâtre de la Ville (Paris), Théâtre Garonne (Toulouse), La Rose des Vents (Scène Nationale de Villeneuve d'Ascq), Brooklyn Academy of Music (New York), welt in basel theaterfestival
con la collaborazione di Kaaitheater (Brussels)
con il supporto delle Istituzioni Fiamminghe
 
 
Ha raccolto tantissimi premi Isabella’s Room – La Masque dell’Accademia québecchese di Montréal, il premio del sindacato dei critici di teatro musica e danza di Francia, il gran premio del festival di Sarajevo, fra gli altri - e ha girato il mondo – dall’Europa al Giappone, dalle Americhe alla Corea. Ancora oggi in tournée, nel 2010 Isabella’s Room è stato al Bitef di Belgrado, a Novi Sad, sempre in Serbia, al Burgtheater di Vienna, a Saint-Denis e al Festival Poznan di Malta; nel 2011 a Copenhagen e Clermont-Ferrand. Isabella’s Room è dunque uno degli spettacoli più “longevi” di Jan Lauwers, che lo firma nel 2004, e meglio di ogni altro rappresenta l’estetica di questo artista fiammingo che incrocia le sollecitazioni di diverse discipline - danza, teatro, arti plastiche, musica e cinema. Una molteplicità di interessi che vedono Jan Lauwers dividersi tra gallerie, musei, festival teatrali e di danza: da Documenta X di Kassel, al Ballet Frankfurt invitato da William Forsythe, ai Festival di Salisburgo e di Avignone, fino alla 59. Mostra del Cinema della Biennale di Venezia. Dal 2009 è artista in residenza al Burgtheater di Vienna insieme alla sua compagnia, la Needcompany. 
 
Isabella’s Room, primo capitolo di una trilogia sulla natura umana intitolata Sad Face/Happy Face, ruota attorno alla figura di una donna cieca di 94 anni, chiusa nella sua stanza parigina e ossessionata dai ricordi. Il dipanarsi del passato di Isabella e del suo misterioso segreto, che evocano sul palcoscenico i protagonisti della sua vita a condividere con lei vicende ed emozioni, si intreccia alla storia collettiva di mezzo secolo e ai suoi orrori, dalla prima guerra mondiale fino a Hiroshima. Tra danza, recitazione e canto, i nove performer danno voce e corpo ad un coro polifonico avvolto in un clima onirico affascinante e misterioso.
 
Isabella – come raccontano le note allo spettacolo - è la figlia di un principe del deserto, scomparso durante una spedizione. Questo è quello che i suoi genitori adottivi, Arthur e Anna, le hanno detto. Vivevano insieme in un faro su un’isola, dove Arthur lavorava come guardiano. Come l’isola, il faro è un’area di transizione: da qualche parte tra il mare e la terra, tra il solido e il fluido, tra l’interno e l’esterno. Il faro è costruito sulla terra, ma brama il mare. Isabella desidera ardentemente il deserto, il principe del deserto, l’Africa. In questo modo inizia la storia della vita dell’ormai vecchia e cieca Isabella. Tuttavia diventa subito chiaro che una verità terribile e indicibile si nasconde dietro la storia del principe del deserto. Anna e Arthur non possono convivere con il loro segreto e cercano la fuga bevendo. Anna muore e Arthur si getta in mare. La ricerca di suo padre, il principe del deserto, non porterà Isabella in Africa ma a Parigi, in una stanza piena di oggetti di valore etnografico e antropologico…
 
È questo corteo di amori, di amanti e di morti legati ai vivi, questo desiderio sfrenato e consapevole di non metter fine alle cose quando la Storia ha iniziato a finire con Hiroshima, questo piacere manifesto, che si vede sul palcoscenico, attraverso gli attori, i danzatori, i cantanti della compagnia di Jan Lauwers. E con loro, tutti intorno alla meravigliosa Isabella, Viviane de Muynck, percepiamo il respiro della vita come raramente accade, quando i corpi e le voci si uniscono al di là della morte, per dire semplicemente, sorridendo:  “We just go on, go on, go on “.
Brigitte Salino, Le Monde, 13 luglio 2004
 
Bisogna ricordare la tournée del migliore spettacolo dello scorso anno: Isabella’s Room, diretto da Jan Lauwers. Viviane De Muynck - la miglior attrice vivente? – guida i ballerini e gli attori di Lauwers in una “tragicommedia musicale”. Tutto ciò che il pubblico deve fare, con gli occhi chiusi, o meglio ben aperti, è di seguire la Needcompany in questo folle viaggio a metà strada tra il sogno e i ricordi dell’infanzia.
Fabienne Arvers e Philippe Noisette, Les Inrockuptibles, 12-13 gennaio 2005.

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