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Cinema

Mario Sesti - La voce di Fantozzi

Venezia Classici - Documentari



Italia / 78’
lingua Italiano
cast Renzo Arbore
, Lino Banfi
, Roberto Benigni
, Gianni Canova
, Antonino Cannavacciuolo, Maurizio Costanzo, Domenico De Masi, Rosario Fiorello, Dario Fo
, Anna Foglietta, Michele Mirabella, Paolo Paoloni, Neri Parenti, Clemente Ukmar, Paolo Villaggio, Milena Vukotich
sceneggiatura Mario Sesti

con Daniele Liburdi, Massimo Mescia
, Francesco Schietroma
fotografia Gianluca Mastronardi
montaggio 
Tommaso Sesti

colorazione 
Mauro Gervasi

musica 
Massimo Mescia
, Federico Badaloni

suono Iacopo Sinigaglia

 

SINOSSI

I suoi personaggi (dal Megadirettore alla Signora Pina), i suoi luoghi (la Regione Lazio dove è ambientato il suo ufficio), i suoi compagni di strada (da Antonio Ricci a Renzo Arbore, da Lino Banfi al produttore Bruno Altissimi, da Maurizio Costanzo a Michele Mirabella), ma anche intellettuali (da Domenico De Masi a Christian Raimo, da Marco Travaglio a Dario Fo) e star (da Roberto Benigni a Maurizio Battista a Fiorello), perfino la sua auto (la Bianchina) rievocano storia, disavventure, successo mostruoso ed esplosiva originalità del ragionier Ugo Fantozzi e del suo creatore, che per questo film ha scritto dialoghi, accompagnato la produzione e concesso una ultima, memorabile apparizione/ intervista (illuminata, per l’occasione, da Luca Bigazzi). Questa ultima, tragica, avventura di Fantozzi è raccontata anche da giovani artisti (come il videomaker Gianluca Abbate, i disegnatori Annalisa Corsi e Francesco Schietroma) che hanno ricreato la sua immagine e rimesso in scena alcune sue celebri scene, dai musicisti e sound designer Stefano Di Battista, Federico Badaloni e Jacopo Sinigaglia (che hanno reinventato i suoni dei suoi film) e dal cantante folk Wrongonyou.

COMMENTO DEL REGISTA

Ha sconvolto la TV (con il personaggio di Kranz), nel 1997 ha portato la comicità in letteratura e l’umorismo kafkiano al cinema. Eppure, ciò che il più celebre ragioniere d’Italia ha cambiato per sempre è qualcosa che precede il linguaggio, la cultura, lo spettacolo. Nessuno può rifare la voce “lupata” – chi è che non l’ha fatto almeno una volta, per scherzo, magari dicendosi prima “Mi sembro Fantozzi” – senza che si apra un mondo intero, come nei grandi romanzi, squadernando l’immaginario delle tragiche disavventure della maschera più popolare dell’Italia contemporanea? Questo film esplora questa voce unica e tutto il suo universo e registra anche, per l’ultima volta, la voce di chi ha creato tutto questo.

Sala Volpi

LUNGOMARE MARCONI 1861, 30126
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