La Biennale di Venezia

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Intervento di

Ivan Fedele

Direttore del Settore Musica

 

Il programma del 62. Festival Internazionale di Musica Contemporanea della Biennale di Venezia continuerà a ispirarsi alla progettualità che, dal 2012 al 2017, ha avuto come obiettivo primario una più attuale interpretazione del concetto di “contemporaneità”. Un concetto che vuole estendere il campo d’indagine e valorizzazione ai più diversi stili della musica di scrittura nonché ad altri generi e istanze della creatività per le quali ricerca e sperimentazione si configurino come aspetti significativi dell’espressione artistica.

Il tema del prossimo Festival riguarderà la musica delle Americhe (del nord, centro e sud) e quella del Vecchio Continente in riferimento sia alle specificità di genere - come dimostra la particolare attenzione dedicata ad uno dei massimi rappresentanti della musica d’improvvisazione, Keith Jarrett, a cui è stato conferito il Leone d’Oro alla carriera - sia alle reciproche influenze e contaminazioni. Con questo Leone d’Oro così particolare per la storia della Biennale Musica possiamo dire che l’orizzonte dei grandi maestri si sia aperto definitivamente a 360 gradi come dimostrano i riconoscimenti conferiti precedentemente a Pierre Boulez, Georges Aperghis, Salvatore Sciarrino, Sofija Gubaidulina, Steve Reich e Tan Dun, tutti personaggi di rilievo assoluto della musica del nostro tempo.

Oltre all’abituale proposta dei grandi maestri saranno presentate opere di giovani talenti emergenti con l’obiettivo di testimoniare la continuità esistente tra le diverse generazioni e l’interesse che queste ultime rivestono in termini di originalità delle proposte. Continuità che rivela quanto fertile sia la lezione dei grandi autori del nostro tempo e quanto i giovani siano desiderosi di rilevarne il testimone, dimostrando così, una vitalità che ci conforta per il futuro. Di questa vitalità, Sebastian Rivas – Leone d’Argento – è un rappresentante tra i più innovativi come avremo modo di ascoltare con la sua opera Aliados.   In tale direzione va anche inquadrato il progetto Biennale College - Musica che anche in questa edizione circoscriverà il proprio campo d’azione nell’ambito del teatro musicale rispetto al quale le nuove generazioni sembra abbiano molto da dire. Finora il College Musica ha prodotto ben 11 atti unici (altri 4 saranno prodotti in questa edizione) e alcuni dei giovani che si sono messi particolarmente in evidenza sono stati richiamati nelle edizioni seguenti per progetti nuovi e autonomi. Questa continuità è un motivo di particolare orgoglio da parte del Settore Musica, perché conferma l’efficacia del progetto, così come è stato concepito, e del lavoro svolto finora.

Dal punto di vista del pubblico gli sforzi saranno rivolti, come sempre durante la mia direzione, al coinvolgimento di soggetti che abitualmente non assistono alle tipologie di spettacolo proprie di un’idea di musica contemporanea ormai inattuale. Con l’apertura ad altri generi hanno cominciato a confluire spettatori di diverse provenienze e interessi che, da una parte, ci confortano degli sforzi fatti e dall’altra ci spingono a potenziare l’offerta e a facilitarne l’accesso a un numero sempre maggiore.

L’augurio rimane lo stesso, ovvero che pubblici di differente ispirazione possano incontrarsi e scoprirsi reciprocamente all’interno di una programmazione dall’orizzonte il più ampio possibile.

Biennale Musica
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