La Biennale di Venezia

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Intervento di

PAOLO BARATTA

Presidente della Biennale di Venezia

La Biennale Architettura:
le origini
 

Nella storia della Biennale di Venezia, l’architettura è emersa sgusciando all’interno dell’Esposizione d’Arte con Vittorio Gregotti nel 1975 e poi all’interno del settore Teatro con Aldo Rossi, che nel 1979 realizzò il Teatro del Mondo. Nel 1980 fu riconosciuta una sezione autonoma, anche se la mostra di Paolo Portoghesi sulla “Strada Novissima” era ancora parte della Mostra d’Arte di quell’anno. Varie mostre si susseguirono, curate dallo stesso Portoghesi, tra cui “L’architettura dei paesi islamici” (20 novembre 1982 – 6 gennaio 1983), e “Progetto Venezia” curata da Aldo Rossi (20 luglio – 29 settembre 1985). Ancora nel 1986 Aldo Rossi curò una mostra dedicata a Hendrik Petrus Berlage nell’anno dell’Esposizione d’Arte. Nel 1991 con Francesco Dal Co la Biennale organizzò la prima mostra arricchita dal contributo dei padiglioni dei paesi partecipanti (con una durata di meno di 30 giorni). L’Architettura fu confermata nello statuto della Biennale di Venezia come Settore autonomo nella riforma del 1998.

Le nostre linee guida, i nostri obbiettivi

Salvo alcuni casi, la durata di queste mostre oscillava intorno alle quattro settimane. Tutte generavano importanti appuntamenti e incontri tra architetti, e tra questi e il pubblico. È stata una nostra precisa scelta negli anni più recenti quella di dare grande impulso al Settore Architettura. La durata della Mostra fu portata a circa tre mesi. Dal 2014 la mostra dura circa sei mesi. Obbiettivo implicito in questa scelta: rivolgersi al pubblico, coinvolgerlo nella più politica delle arti. Mostrare come “può essere fatto diversamente” rappresenta di per sé un gesto contro assuefazione e conformismo.

L'Architettura fonte di beni pubblici

Con l’architettura quel che creiamo per uso privato diviene struttura dello spazio pubblico. L’architettura si offre come strumento per caratterizzare meglio ogni essere umano come cittadino. Con l’architettura si producono beni pubblici. Ricordiamo ancora una volta che i beni pubblici per loro natura possono essere o frutto di un’azione pubblica o nascere come dono, l’architettura può essere dunque sia strumento della consapevolezza e della capacità politica di una comunità, sia strumento della generosità del singolo. Una cosa è certa, senza architettura siamo più poveri. L’obbiettivo diviene dunque quello di promuovere il “desiderio” di architettura.

Una catena di Biennali

Le diverse Biennali fin qui succedutesi sono il frutto di riflessioni e di scelte sviluppate da diversi punti di osservazione e da diverse esperienze personali. Ogni Biennale può compiere scelte coraggiose. Se la precedente Biennale Architettura tra i suoi temi pose l’accento sull’importanza di un qualificato incontro tra domanda e offerta perché il contributo dell’architettura possa concretizzarsi, con questa edizione a cura di Yvonne Farrell e Shelley McNamara al centro dell’attenzione è posta la questione dello spazio libero e gratuito che può essere generato quando il progetto è ispirato da generosità. La volontà di creare freespace può risultare, in modo specifico, come caratteristica propria di singoli progetti. Ma il free space diventa paradigma, in quanto rivela la presenza o l’assenza in genere dell’architettura, se intendiamo come architettura il pensiero applicato allo spazio nel quale viviamo e abitiamo. Il free space è segno di più alta civiltà dell’abitare, espressione della volontà di accoglienza. Naturalmente la generosità non può solo essere auspicata, l’attrezzatura culturale e istituzionale di una comunità deve saperla riconoscere, deve desiderala, sollecitarla e promuoverla. La mostra è arricchita da due momenti di ricerca, uno dedicato alle rivisitazioni del contributo di architetti del passato svolte da architetti del presente, la seconda da lavori risultanti dalla collaborazione tra insegnanti e giovani. La mostra ci darà esempi, e motivi di discussione. Noi siamo grati a Farrell e McNamara per avere accettato il nostro invito e per la coraggiosa impostazione che hanno dato alla mostra, che arricchisce la catena di quelle tenute in tutte questi anni, con un anello importante, quasi un traguardo.

La Mostra
 

Ricordo che saranno presenti i padiglioni di 63 paesi partecipanti i cui curatori hanno avuto modo di dialogare con le Curatrici. Ricordo che a differenza di altre grandi manifestazioni ricorrenti, La Biennale di Venezia non fa nessuna azione promozionale per indurre la presenza di padiglioni di paesi partecipanti. Si tratta di libere scelte. La presenza di nuovi partecipanti e dunque il riconoscimento spontaneo della Biennale come luogo ove è utile essere presenti in un libero dialogo. E, per quanto riguarda il pubblico, ricordo di passaggio che la Biennale non fa alcuna campagna pubblicitaria. A favore del pubblico saranno organizzati i Meetings on Architecture, incontri con architetti presenti in Mostra, e non solo (ne sono previsti 10, a cui si aggiungono gli incontri organizzati dalle Partecipazioni Nazionali). L’incontro diretto con artisti e architetti è ormai un segno stabile delle Biennali. Lungo il percorso di Mostra saranno presenti giovani laureati pronti ad assistere i visitatori con informazioni (non più dunque semplici custodi ma un catalogo attivo). Gruppi di studenti e professori provenienti da più di 100 università del mondo parteciperanno al programma Biennale Sessions. Anche quest’anno un padiglione sarà frutto della collaborazione con il Victoria and Albert Museum, London. Il Leone d’Oro è stato attribuito a Kenneth Frampton, omaggio a un maestro ben noto a tutti gli studenti che vuol essere anche un omaggio all’insegnamento critico dell’architettura.

Oltre la Biennale Architettura

Ricordo che durante la 16. Mostra Internazionale di Architettura, La Biennale organizza il Festival Internazionale di Danza Contemporanea con relativo College dal 22 giugno all’1 luglio (Direttore: Marie Chouinard); il Festival Internazionale del Teatro con relativo College dal 20 luglio al 5 agosto (Direttore: Antonio Latella); La Mostra del Cinema dal 29 agosto all’8 settembre con relativo College (Direttore: Alberto Barbera); il Festival Internazionale di Musica Contemporanea dal 28 settembre al 7 ottobre anch’esso con il College (Direttore: Ivan Fedele). Lo spirito di ricerca che ispira La Biennale è sollecitato anche dal suo operare in tanti diversi settori.

 

Si ringrazia innanzitutto il Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo, le Istituzioni del territorio che in vario modo sostengono La Biennale di Venezia, il Comune di Venezia, la Regione del Veneto, la Soprintendenza Archeologia, belle arti e paesaggio per il Comune di Venezia e Laguna, la Marina Militare.

Un ringraziamento va al nostro Partner Rolex.

Si ringraziano gli Sponsor che ci sostengono e aiutano, e i Donor, importanti nella realizzazione della 16. Mostra Internazionale di Architettura.

In particolare, i nostri ringraziamenti vanno a Yvonne Farrell e Shelley McNamara e a tutto il loro team.

Grazie, infine, a tutte le grandi professionalità della Biennale applicate con profonda dedizione alla realizzazione e alla gestione della Mostra nei 6 mesi di durata.

 

Paolo Baratta, Presidente della Biennale di Venezia

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