Giunge alla settima edizione Classici Fuori Mostra, una proposta della Biennale di Venezia il cui gradimento da parte del pubblico non accenna a diminuire, segno che l’offerta di grandi film classici, che in un modo o nell’altro hanno contribuito a fare la storia del cinema, costituisce un motivo di interesse che la possibilità di vedere gli stessi film in rete o sulle piattaforme streaming non soddisfa in egual misura. Mi permetto di ricordare ancora una volta che tutti i film sono presentati in versioni originali e restaurate, introdotti per l’occasione da critici e docenti universitari, ai quali va il ringraziamento della Biennale e mio personale per il ricorrente, generoso impegno prestato all’iniziativa. Insieme con il successo che la riproposta di film del passato da parte della distribuzione tradizionale sta ottenendo, è la conferma che un pubblico accorto mostra di prediligere la visione dei film in sala piuttosto che nel chiuso delle proprie abitazioni. Cioè, là dove i film andrebbero sempre visti, perché sono stati pensati e realizzati per il grande schermo che ne valorizza al meglio le qualità artistiche e spettacolari. Anche quest’anno, il programma offre la possibilità di muoversi tra film d’autore in senso stretto e altri che sono entrati a far parte del nostro immaginario per la capacità di incidere sui modelli narrativi e spettacolari più tradizionali.