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La Biennale di Venezia

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Forte Marghera, 18.02 - 5.06 2022

Archèus

Labirinto Mozart
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Un’installazione immersiva di Ophicina e Damiano MichielettoArchèus. Labirinto Mozart è un progetto speciale dell’Archivio Storico della Biennale per i 1600 anni di Venezia.

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Archèus
Labirinto Mozart

La Biennale di Venezia, per celebrare i 1600 anni della Città di Venezia in occasione del Carnevale, presenta un progetto speciale dell’Archivio Storico (ASAC): Archèus. Labirinto Mozart, un’installazione immersiva di Ophicina e Damiano Michieletto, realizzata in collaborazione con il Teatro La Fenice di Venezia, che avrà luogo a Forte Marghera, Edificio 29 (Venezia Mestre) dal 18 febbraio al 5 giugno 2022 (ingresso libero su prenotazione).

Archèus aprirà in occasione del 13. Carnevale Internazionale dei Ragazzi (19 > 27 febbraio 2022) a Forte Marghera – luogo dove dal 2016, in collaborazione con il Comune di Venezia, La Biennale è presente con mostre legate alle sue discipline artistiche. L’iniziativa proseguirà fino a giugno 2022, in contemporanea con i primi mesi di apertura della Biennale Arte e a ridosso dell’inizio dei Festival di Teatro e DanzaArchèus è un’importante novità, un significativo esempio del dialogo fra le arti e delle attività che La Biennale di Venezia intende svolgere tutto l’anno.

Il progetto Archèus si basa su una fusione di codici artistici, in cui la teatralità musicale de Il flauto magico di Mozart incontra le forme estetiche contemporanee. In Archèus, i caratteri dell’installazione – con l’immersione dei partecipanti in un ambiente concepito per stimolarne la percezione – si legano alla natura multimediale dell’opera lirica e a una struttura narrativa fiabesca, che invita il pubblico a condividere con i personaggi una sorta di trasformazione.

Il cammino di scoperta e mutamento dello sguardo si snoda attraverso cinque stanze unite da cinque tunnel bui: un tracciato labirintico all’insegna di un rovesciamento delle prospettive.
Il flauto magico si sviluppa infatti come un viaggio iniziatico percorso da Tamino (oltre che da Pamina e dall’aiutante Papageno). Il protagonista dell’opera di Mozart sperimenta il passaggio dal buio (inizialmente scambiato per la verità) alla luce della saggezza solare, nella quale la notte è riconosciuta come forza che divide e annienta. Agli spettatori di Archèus, come a dei nuovi Tamino, sarà proposta una simile metamorfosi percettiva.

Il nome Archèus è un termine alchemico che indica il principio attivo che abita al cuore degli elementi e ne custodisce la vitale potenza di trasformazione.

Nei tunnel e nelle stanze di Archèus sono localizzate delle sorgenti sonore che amplificano lo spazio percettivo con brani tratti da Il flauto magico di Mozart, realizzato dal Teatro La Fenice nel 2015, con la regia di Damiano Michieletto, direttore Antonello Manacorda.

Archèus (come la mostra Le muse inquiete. La Biennale di Venezia di fronte alla storia, realizzata nel Padiglione Centrale dei Giardini nel 2020) si iscrive nel nuovo corso che La Biennale ha intrapreso per offrire appuntamenti culturali di alta qualità e intrattenimento a un pubblico sempre più ampio.

Dichiarazione di Roberto Cicutto, Presidente della Biennale di Venezia

Mi trovo nella paradossale situazione di avervi invitato e di parlarvi di Archèus. Labirinto Mozart, essendo l’unico fra tutti voi a non avere ancora visto questo oggetto misterioso.

Il Covid, dopo avermi consentito di essere presente a tutto quanto La Biennale di Venezia ha realizzato dall’inizio della pandemia, mi ha tenuto lontano dalla cosa forse più inaspettata che ci siamo inventati.

Archèus è un “prototipo” la cui intera responsabilità ricade su di me e su chi me l’ha proposto più di un anno fa, in piena pandemia e al di fuori di ogni schema produttivo della Biennale.

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Descrizione del progetto

Il progetto Archèus. Labirinto Mozart si fonda su una commistione di codici espressivi in cui la teatralità musicale del Flauto magico incontra le risorse estetiche del contemporaneo. In Archèus, i caratteri formali del linguaggio installativo (in primis l'immersione ambientale dei partecipanti e la loro attivazione cognitiva e percettiva) vengono esplorati in connessione dinamica con la Zauberflöte, la quale favorisce questa operazione da un lato per l'intrinseca natura multimediale dell'opera lirica, dall'altro per la sua stessa struttura narrativa fiabesco-sapienziale, che invita chi ne fruisce a condividere con i personaggi una sorta di rituale trasfigurazione.

Il Flauto magico si sviluppa come un viaggio iniziatico che viene percorso da Tamino (oltre che da Pamina e in grado diverso dall'aiutante Papageno). Il cammino si realizza come un transito dal buio alla luce, secondo una struttura narrativo/sapienziale in cui i personaggi passano da un'iniziale fiducia data al regno della notte, scambiato per la verità, fino alla conquista della saggezza solare, nella quale la notte è riconosciuta come forza che divide e annienta ed è sconfitta da un'unità di grado superiore. Avviene così un rovesciamento di prospettiva, sia in Tamino che nella percezione del pubblico. La Zauberflöte infatti chiede anche allo spettatore di prendere parte a una trasformazione, a un cambiamento del proprio pensiero.

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Informazioni

Forte Marghera, Mestre
dal 18 febbraio al 23 aprile 2022, ore 10 - 18
dal 24 aprile al 5 giugno 2022, ore 11 - 19
Chiuso il lunedì (tranne i lunedì 25 aprile e 30 maggio)

Come raggiungerci:
da Piazzale Roma a Forte Marghera: linee Actv T1, 12L

Ingresso libero su prenotazione.
L’accesso è regolato sulla base di fasce orarie ripartite ogni 15 minuti per un massimo di 15 persone per ciascuna fascia.

Prenota

Per maggiori informazioni sulla Certificazione verde Covid-19: www.dgc.gov.it/web/

Per consentire una gestione ottimale degli ingressi si consiglia di arrivare puntuali rispetto all’orario prescelto.
In base alle normative vigenti i biglietti sono strettamente personali e non cedibili. Si informa inoltre che i biglietti non sono duplicabili.

Ophicina

Ophicina (Oφcina) – di Damiano Michieletto, Paolo Fantin, Alessandro Carletti, Matteo Perin, Saverio Clemente, Damiana Leoni – è un laboratorio creativo attivo nell’arte contemporanea, che nel nome eredita il carattere artigianale della bottega rinascimentale e il suo incrocio di saperi. L’incontro di dimensioni differenti è sintetizzato dalla lettera φ (phi [fi]): segno che indica la sezione aurea, matrice che attraversa l’intera storia dell’arte. La ricerca di Ophicina si pone nel punto di intersezione tra visioni e pratiche diverse che confluiscono in progetti in ambito installativo e performativo, a partire dall’esperienza ventennale del gruppo negli allestimenti d’opera lirica nei principali teatri del mondo.

Ringraziamenti

Archèus è realizzato con il contributo della Direzione Generale Creatività Contemporanea del Ministero della Cultura.

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