fbpx Biennale Cinema 2017 | Kenji Mizoguchi - Chikamatsu Monogatari (Gli amanti crocifissi)
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Cinema

Kenji Mizoguchi - Chikamatsu Monogatari (Gli amanti crocifissi)



Giappone (1954) / 102’
lingua Giapponese
dal dramma tradizionale bunraku per marionette Daikyoji Sekireki / Koi Hakke Hashiragoyomi

di Monzaemon Chikamatsu
cast Kazuo Hasegawa, Kyoko Kagawa
, Yoko Minamida, Eitaro Shindo
sceneggiatura Yoshikata Yoda
fotografia Kazuo Miyagawa

montaggio 
Kanji Sugawara
scenografia Hiroshi Mizutani
costumi Natsu Ito

musica Fumio Hayasaka
suono Iwao Otani
restauro a cura di Kadokawa Corporation The Film Foundation

con la collaborazione di The Japan Foundation
laboratorio Cineric
Audio Mechanics

 

SINOSSI

Ambientato nel Giappone del XVII secolo, Chikamatsu monogatari narra la tormentata storia di un amore tragico tra Osan, la moglie del mercante Ishun, e l’apprendista di questi, Mohei. Ishun è un pergamenista di Kyoto, agiato ma avaro, specialmente nei confronti della giovane moglie che viene da una famiglia decaduta. Il fratello di Osan chiede un prestito che gli viene rifiutato. Osan chiede allora aiuto a Mohei che falsifica una ricevuta nel tentativo di ottenere denaro da Ishun, ma viene scoperto. I falsi sospetti di Ishan di una storia tra i due sembrano confermati. Per evitare la punizione, gli accusati fuggono, rischiando di provocare la rovina della famiglia qualora il fatto si venisse a sapere. Il luminoso film in bianco e nero è un racconto ammonitore su moralità e destino, poiché i veri sentimenti reciproci dei due amanti si rivelano solo dopo che sono stati accusati di una infedeltà che non avevano mai commesso.

NOTA CRITICA

Questo film mette in particolare risalto uno dei grandi temi di Mizoguchi, che ritroviamo in tutti i suoi film: il denaro. Nella concezione che ne ha il nostro cineasta, il denaro è il simbolo, nella società umana, della realtà coercitiva. Il denaro diventa per il personaggio di Mizoguchi una necessità vitale che gli permette di garantirsi l’esistenza. Necessità vitale che però è il frutto di un’illusione. Per essere stato preda del suo miraggio il marito si trova rovinato e disonorato. Per essersi a loro volta lasciati prendere dall’idea fallace del denaro – ma, per fortuna, non per sé, bensì per dare aiuto agli altri – i due amanti saranno vittime della sua potenza inesorabile, in particolare delle leggi sociali decretate per rendere ancora più efficace l’influenza di questo falso valore.

Jean Douchet, Conoscenza di Mizoguchi in Il cinema di Kenji Mizoguchi, La Biennale di Venezia, 1980.

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