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La Biennale di Venezia

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Biennale Danza 2022

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Biennale Danza 2022
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La danza è, da sempre, la forma d’arte più collaborativa. Lavoriamo con il nostro corpo interagendo con altri corpi, in un dialogo continuo tra spirito e materia. Spesso, noi non parliamo; consentiamo al nostro essere più profondo di irradiarsi e, d’istinto, cominciamo a muoverci; musica, immagini, sentimenti, pulsioni, contatto fisico… stimoli che scaturiscono da una miriade di fonti e risuonano dentro di noi, sollecitando la nostra creatività. Il più delle volte, non ricordiamo da dove nasce un’idea, né dove finisce. Siamo tutti perpetuità e scambio, metamorfosi e trasformazione, come navi che vagano nell’oceano, senza limiti di esplorazione né di potenziale.

I nostri corpi sono più trasmutabili che mai mentre ci addentriamo in mondi virtuali, ci trasformiamo attraverso la meditazione o semplicemente ci teletrasportiamo per un attimo in una sorta di metaverso, quel mondo fantastico in cui tutto è possibile. I confini fisici svaniscono con la stessa rapidità con cui vengono ridisegnati quelli geografici; lo spirito umano trascende sé stesso più e più volte, verso uno stato permanente di indefinitezza, impermeabilità, libertà.

Cosa significa oggi per un’artista o per un’opera d’arte essere senza confini? Lo ritroviamo nelle persone con cui scegliamo di collaborare, negli strumenti di espressione che rinnoviamo dall’interno, nel luogo dal quale lavoriamo o nel tentativo di superare le categorie che definiscono noi stessi e gli altri? Il fare arte non è forse, di per sé, l’atto attraverso il quale superiamo confini, limiti e barriere? Un modo per re-immaginare? Una nuova modalità di pensiero? Arte, probabile spazio liminale dell’intermedio.

La Biennale Danza 2022 avrà 5 programmi tematici: Live/Installazioni, Biennale College, Collaborazioni, Film, Conversazioni/Workshop.

Live

Il lavoro e gli artisti del nostro secondo anno sono per molti versi non riconducibili a categorie precise; sfuggono alla singola definizione in quanto trascendono il genere e il mezzo espressivo con cui lavorano. La collaborazione profonda è la chiave della loro attività nella misura in cui gli spazi tra le forme d’arte convergono, si fondono e si trasformano, prendendo una nuova e sorprendente direzione. Il loro essere senza confini apre nuovi canali di creazione artistica e presenta al pubblico sfide inedite in materia di percezione e interpretazione.

Siamo entusiasti di commissionare e co-commissionare nuovi lavori per il Festival di quest’anno - tra cui le prime mondiali di Saburo Teshigawara, Rocío Molina, Diego Tortelli - e attendiamo con trepidazione di lanciare molte prime europee e italiane di tantissimi artisti, dalle iconiche stelle internazionali della danza alle nuove voci emergenti.

Cominciamo con gli impegni delle prime mondiali della Biennale Danza:

Dall’immaginazione del ‘teatro totale’ di Saburo Teshigawara (il nostro Leone d’Oro), scultore, danzatore, disegnatore e artista visionario, giunge a noi una prima mondiale entusiasmante: la rivisitazione di Petrouchka, uno dei lavori più significativi dei Ballet Russes. Nella rilettura di questo classico, la ricerca di Teshigawara vuole esprimere il culmine dell’agonia e della disperazione umane, inseparabili dalla pelle e dalla carne.

Nella creazione della sua prima mondiale, attraverso una continua metamorfosi tra il selvaggio, sensuale, verticale, parallelo, violento e tenero, la mercuriale ballerina di flamenco contemporaneo Rocío Molina (il nostro Leone d’Argento) porta in scena Carnación, una straordinaria esplosione di energia fisica e creativa, la battaglia tra il suo corpo vulcanico e cinque estatici musicisti che si esibiscono dal vivo.

Diego Tortelli, il vincitore del primo concorso per coreografi italiani della Biennale Danza, colpisce per la visione indagatrice e l’instancabile curiosità. Il suo immaginifico progetto coreografico intitolato Fo:NO ci fa entrare nel corpo attraverso la gola, per un esperimento sonoro e viscerale in cui si mescolano beat boxing, politica identitaria e danza, in tutta la sua complessità.

È molto raro incontrare sette coreografi-autori di massimo livello che condividono un programma di danza rivoluzionario, ma è esattamente ciò che accade con la nuova messa in scena di The Seven Sins della compagnia Gauthier Dance al Teatro Malibran. Aszure Barton, Sidi Larbi Cherkaoui, Sharon Eyal, Marco Goecke, Marcos Morau, Hofesh Shechter + Sasha Waltz collaborano ispirandosi alla loro personale interpretazione di un peccato capitale. Un evento che si annuncia demoniaco e trasgressivo.

Marrugeku crea un teatro danza interculturale indigeno, ispirandosi all’esperienza dell’Australia nordorientale, dove il deserto incontra il mare, l’Australia incontra l’Asia e le culture si intrecciano e si fondono. Per la Biennale Danza 22, l’incisiva opera politica di Dalisa Pigram + Rachel Swain, dal titolo Straight Talk, mette a nudo l’ignominiosa ossessione dell’Australia per l’incarcerazione, in un potente grido di rivendicazione per un cambiamento.

Humanhood, la promettente compagnia di Rudi Cole e Julia Robert, si sta imponendo prepotentemente alla ribalta della scena internazionale, grazie al connubio tra i poteri sciamanici e il linguaggio coreografico somatico ed evanescente dei due artisti. Siamo entusiasti di presentare la loro prima rappresentazione a serata intera, Infinite, a Venezia, in cui fisica moderna e misticismo orientale si fondono nel corpo umano, in parte performance, in parte meditazione. Infinite stravolge completamente la nostra percezione dell’esperienza teatrale; qui il pubblico è invitato ad attingere all’infinito che ognuno di noi porta dentro di sé.

Tormentata ma forte, invisa e mai doma, Maggie the Cat è l’accattivante centro focale di La gatta sul tetto che scotta di Tennessee Williams. L’anticonformista artista contemporaneo e acclamato coreografo Trajel Harrell pone Maggie al centro di questa brillante e provocatoria opera d’arte pop e di grande levatura. Maggie the Cat ci parla di potere, questioni di genere, inclusione e rifiuto, attraverso il punto di vista di uno dei personaggi più celebrati del teatro moderno. Harrell ci delizia e ci sorprende con il suo gusto estetico e con un ritmo magistrale.

Nato da una collaborazione straordinaria tra il geniale coreografo MacArthur fellow Kyle Abraham, A.I.M e la leggendaria pioniera della musica dance elettronica Jlin, Requiem: Fire in the Air of the Earth conferisce nuovo respiro al Requiem in re minore di Mozart e ci sorprende. Attingendo a una ricca varietà di generi, danza classica, hip-hop, modern e street dance, Abraham sfida Jlin nella reinterpretazione del celeberrimo Requiem di Mozart, costruendo un proprio suono personale su uno stile di house dance e street dance, nati nella Chicago degli anni Novanta. Da questo nuovo dialogo scaturisce un'opera di grande intensità che ci accompagna nell’esplorazione del dolore, del tormento e della rinascita.

Installazioni

Sviluppando il nostro programma di danza all’insegna ‘della vita oltre il palcoscenico’, accompagniamo l’evoluzione dei vari artisti che lavorano sulle intersezioni tra corpo, tecnologia, realtà virtuale e aumentata, intelligenza artificiale e scienza, per gli spazi delle gallerie, di cui il pubblico possa fruire in modo continuativo.

Quest’anno, l’artista poliedrico Tobias Gremmler, famoso per le collaborazioni con la pop star Björk, presenta Fields - A Scenographic Media Installation. L’opera di Gremmler, alimentata da forze cinetiche, sconvolge il nostro sistema percettivo e ci educa a un rinnovato apprezzamento della danza. Corpi virtuali, spazi slegati, meccanismi celestiali e vortici d’aria si scontrano e si intersecano per ridare forma alla ‘presenza fisica’ e per guidarci nella partecipazione a nuove forme di bellezza e nella poetica della danza.

La coreografa super star della realtà virtuale (e realtà reale) Blanca Li offrirà nuovamente il suo pluripremiato Le Bal de Paris alla Biennale, dopo aver vinto il Premio miglior esperienza V/R alla 78. Mostra internazionale d'arte cinematografica della Biennale di Venezia, lo scorso anno. Ritengo che questo sia un must, per la Biennale Danza 22; un’opportunità per il nostro pubblico della danza, della nostra arte di partecipare a questa straordinaria e multiforme opera visionaria di sconfinata gioia. Non solo sarete invitati al più grande ballo di Parigi, ma potrete anche travestirvi, danzare e abbandonarvi a un’avventura sensoriale e surreale. Assolutamente da non perdere.

Indigo Lewin, la nostra artista fotografa in residenza dello scorso anno, esporrà i suoi intimi ritratti di danza della Biennale Danza 21, disvelando epici incontri con il nostro recente passato. Lewin, un raggio di luce nella nuova generazione di fotografi radicali, ha sempre messo i corpi al centro della propria opera. In questa installazione, riformula il tradizionale paesaggio fotografico della danza e si concentra sul prosaico, sul quotidiano, mostrando i moderni rituali del danzatore e della danza, nella loro cruda vulnerabilità ed emanazione estatica.

Biennale College Danza

Se il programma Live + Installazioni è il cuore della Biennale Danza, Biennale College è la nostra linfa vitale. Che dire, dunque, dei futuri creatori d’arte, i visionari di domani…

Biennale College Danza è stata una novità ed è uno degli eventi di punta del 2021, con straordinari giovani artisti che sono cresciuti in maniera esponenziale durante i 3 mesi intensi trascorsi a Venezia. Nel 2022 perfezioneremo e affineremo il nostro modello in modo da fornire un’occasione di apprendimento, formazione e guida impareggiabili, creando opportunità per una giovane schiera di talenti emergenti. 18 giovani danzatori e coreografi da tutto il mondo saranno accolti come artisti in residenza alla Biennale Danza e potranno frequentare lezioni, workshop, sessioni di repertorio e creare nuovi lavori con una moltitudine di incredibili artisti e visionari.

Quest’anno, per una commissione speciale, il nostro Leone d’Oro Saburo Teshigawara sarà in residenza a Venezia per collaborare con i partecipanti del College a un evento site-specific all’Arsenale. È un raro privilegio per noi accogliere questo grande maestro della danza, che lavorerà con il College in quello che sarà, ne sono certo, un momento importante per l’avvio della carriera dei partecipanti. Siamo davvero impazienti di condividere con il nostro pubblico della Biennale i risultati di questa esperienza straordinaria e di consolidare la reputazione della Biennale College come laboratorio per la sperimentazione nella danza.

Collaborazione: Times Arrow

Nel 2021 abbiamo ricordato al nostro pubblico che la danza è intrinsecamente collaborativa attraverso progetti che hanno animato le sedi della Biennale Architettura e interagito con esse, apparendo informalmente al pubblico come qualcosa in cui ci si imbatteva per caso. La collaborazione con l’Archivio Storico della Biennale per celebrare Ismael Ivo è stato un momento molto importante e per questa stagione abbiamo progettato una nuova collaborazione con l’Archivio.

Nel settembre 1972, l’audace sperimentatore Merce Cunningham mise in scena uno storico Event di danza in Piazza San Marco, a Venezia, durante la 35. Festival Internazionale di Musica Contemporanea. Cinquant’anni dopo, omaggiamo, celebriamo e portiamo avanti l'eredità pionieristica di Cunningham in una collaborazione tra l’Archivio Storico della Biennale, Biennale College e The Cunningham Trust.

Atomizzando l’originale Event di Cunningham per creare una performance site specific che abbia luogo sopra e lungo un canale, Jeannie Steele e Daniel Squire, due danzatori storici della Merce Cunningham Company, insegneranno, proveranno e riallestiranno con i 16 danzatori della Biennale College il repertorio della celebre opera di San Marco. Gli ‘atomi’ di Cunningham saranno danzati su palchi galleggianti e viaggeranno attraverso luoghi chiave per ‘navigare’ fino all’Arsenale, dove prenderà forma un Event di Cunningham della durata di 45 minuti, danzato all’aperto.

Ampliando ulteriormente questo spirito di collaborazione, offriremo la rara opportunità di vedere in una pellicola l’ultima collaborazione di Cunningham con la celebre visual artist britannica Tacita Dean – Cranawey Event.

Sotto forma di installazione, Craneway Event della Dean offre un ritratto cinematografico del compianto coreografo Merce Cunningham mentre guida i suoi danzatori in tre giorni di prove per uno dei suoi “events” di danza nell’ex stabilimento Ford di Richmond, in California. Le ampie finestre dello stabilimento consentono cambi di luminosità e scorci sulla Baia di San Francisco che, interagendo con i danzatori, ne completano i movimenti. Terminato pochi mesi dopo la morte di Cunningham, Craneway Event è un omaggio poetico a questo maestro dell’avanguardia.

Film

Anche quest’anno, la danza su pellicola e nel cinema è una componente illuminante del nostro programma e rappresenta una potente forza sociale e artistica. Dalle nuove avvincenti forme di animazione ai documentari intimi, la varietà e l’ampiezza del lavoro sono sorprendenti. Biennale Danza 22 tratterà il lavoro cinematografico degli artisti del Festival, le opere importanti di registi affermati e visioni sperimentali.

Conversazioni / Workshop

Conversazioni curate e opportunità di discussione per incontrare artisti e comprendere in modo più personale il loro lavoro e la loro visione artistica: questa profondità di interazioni è centrale nel nostro festival. Lo è tutti gli anni e riflette il nostro impegno di voler ampliare le porte di accesso al talento così come alle formidabili esperienze che portiamo alla Biennale. Porteremo avanti il nostro programma di guida sotto forma di conversazione attraverso il progetto ‘Scrivere in residenza’ dell’Archivio Storico della Biennale, valorizzando un nuovo gruppo di giovani curatori e giornalisti di danza e offrendo loro l’impareggiabile opportunità di praticare il mestiere in situazioni reali e pubbliche.

Il nostro programma di Workshop e Masterclass offre a pubblico e danzatori una serie di possibilità e di opportunità di lavorare fisicamente in studio con gli artisti del Festival. Attraverso la condivisione della tecnica, del repertorio e dell’attività creativa, corpo a corpo, il nostro intento è quello di stimolare, mettere alla prova e coinvolgere. Ogni artista che esegue o presenta un lavoro alla Biennale Danza 22 offrirà un workshop per un ampio numero di partecipanti, durante il Festival stesso. Questo programma di workshop consente a un pubblico eterogeneo di danzatori professionisti e non professionisti di sperimentare dal vivo gli incredibili mondi di fisicità dei talenti della nostra Biennale e di godere della potenza della danza in azione.

E inoltre

Nel sostenere attivamente una nuova generazione di danzatori, Biennale Danza porterà avanti i due programmi di commissioni che mirano a valorizzare, per il futuro, nuove realtà emergenti. Il primo dedica risorse al Leone d’Argento; il secondo è una commissione assegnata a un artista della danza italiano che comprende sostegno finanziario e artistico, oltre all’impegno a presentare il lavoro commissionato in occasione della Biennale successiva. La domanda per le candidature per l’assegnazione 2023 sarà aperta nel corso di quest’anno.

Si ringrazia Bottega Veneta per aver sostenuto ancora una volta la nostra visione e il nostro programma della Biennale Danza 2022. Non solo per il sostegno e il patrocinio al lavoro degli incredibili artisti internazionali che invitiamo a Venezia, ma anche per il dialogo creativo e la collaborazione che abbiamo potuto condividere al fine di realizzare, insieme, i nostri progetti artistici. È un vero piacere lavorare per qualcosa di più grande.

La nostra Biennale Boundary-less invita il pubblico a un’esperienza di danza con danzatori, coreografi, compositori e artisti che sono veri e propri distruttori di confini, che scelgono di operare in questi spazi liminali in-between o in collaborazioni inaspettate e viscerali, spesso provocatorie. Biennale Danza 22 vi accoglierà, accompagnandovi nel loro mondo sorprendente.

Biennale Danza
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