fbpx Biennale Musica 2018 | Ensemble Linea
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Ensemble Linea



Brian Ferneyhough (1943)
Liber Scintillarum (2012, 20’) prima italiana

Philippe Manoury (1952)
B-Partita (in memoriam Pierre Boulez) (2016, 26’) prima italiana
per violino, ensemble ed elettronica in tempo reale

Georg Friedrich Haas (1953)
Anachronism (2013, 14’) prima italiana

Tristan Murail (1947)
Le lac (2000-2001, 23’)

Chaya Czernowin (1957)
Lovesong (2010, 10’) prima italiana

Laurent Camatte viola
Antoine Pecqueur fagotto
Andrea Nagy, Adam Starkie clarinetto
Sven Bodo Kestel contrabbasso
Deepa Goonetilleke corno
Keiko Murakami, Déborah Broggia flauto
Geneviève Letang arpa
Heidi Braesch oboe
Marin Lambert, Victor Hocquet percussioni
Reto Staub pianoforte
Thierry Spiesser trombone
Stephen Altoft tromba
Marco Fusi, Winnie Huang violino
Johannes Burghoff, Elsa Dorbath violoncello

Serge Lemouton, IRCAM informatica musicale
Hae-Sun Kan violino
Jean-Philippe Wurtz direttore

Il concerto sarà preceduto alle 19.30 da un incontro con gli artisti

Descrizione

L’Ensemble Linea propone qui un variegato programma di musiche di compositori europei che sono stati o sono tuttora docenti nelle più importanti università americane: Brian Ferneyhough, Philippe Manoury, Georg Friedrich Haas, Tristan Murail e Chaya Czernowin.

La tessitura di Liber Scintillarum per sei strumenti di Ferneyhough incomincia con il massimo della densità per poi assottigliarsi gradualmente ed essere punteggiata da silenzi e ombre di figure, mentre nella B-Partita (in memoriam Pierre Boulez) per violino solo ed ensemble di Manoury, derivata dalla Partita 2, i commentari e contrappunti dell’ensemble s’inseriscono negli interstizi della partitura originale per violino ed elettronica.

Le associazioni con la musica minimalista sono un riferimento chiave di Anachronism di Haas ma nel senso in cui nei vecchi giornali le fotografie sono essenzialmente una grezza griglia di singoli punti. In Le lac di Murail la musica assume dal modello della natura il gioco tra ciò che rimane e ciò che cambia, i movimenti e i salti d’umore e la logica dell’inatteso, laddove in Lovesong di Czernowin essa segue la gestualità di mani immaginarie che toccano gli strumenti cercando di riflettere il flusso e la strana energia del tempo in cui ci s’innamora.

Teatro alle Tese

SESTIERE CASTELLO
CAMPO DELLA TANA 2169/F
30122 VENEZIA
TEL. 0415218711
info@labiennale.org

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